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Estero

27/07/2020 | 18:00

Australia, Ibia: senza scommesse "live" favoriti gli operatori offshore

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australia ibia scommesse in play

ROMA - La mancanza di scommesse "live" regolamentate in Australia va a vantaggio degli operatori offshore ed espone al rischio di match fixing. È quanto sostiene l'International Betting Integrity Association (Ibia) - associazione no profit formata dai principali bookmaker europei impegnata nella lotta alla manipolazione degli eventi sportivi - nella sua valutazione dell'Australian Sports Wagering Scheme (ASWS), progetto pianificato per sostenere l'integrità sportiva nel mercato del betting. La risposta dell'Ibia arriva dopo la pubblicazione di un documento sull'integrity sviluppato anche dalla Sports Integrity Taskforce, controllata dal Dipartimento della Salute. Si tratta dell'ultimo capitolo di un dibattito sull'integrità dello sport australiano iniziato nel 2018 con la pubblicazione della "Wood Review". «È particolarmente deludente il fatto che il Governo australiano non abbia contenuto la raccomandazione contenuta nella Wood Review», scrive Ibia. Tra le raccomandazioni contenute nel documento c'era anche quella relativa alle scommesse "in-play", che ancora oggi sono consentite solo telefonicamente o nei punti vendita. «In questo modo non si affrontano adeguatamente le sfide di integrità che portano le scommesse "offshore" - continua Ibia - in particolare quelle gestite da operatori asiatici non regolamentati o scarsamente regolamentati. La mancanza di una politica efficace sulle scommesse "in-play" - continua l'associazione - è dannosa per il mercato regolamentato». Ibia ha sottolineato anche la mancanza di una politica più chiara per le corse ippiche, un problema rilevante vista l'importanza del settore per l'industria delle scommesse; un punto problematico è anche rappresentato dalle tasse dovute da parte degli operatori, che rendono più difficile per i bookmaker regolamentati tenere il passo con i concorrenti senza licenza. Dopo il parere dell'associazione sono ora attesi sviluppi da parte della Sports Integrity Taskforce, le cui decisioni diventeranno operative nella seconda metà del 2021. LL/Agipro

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