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Ultimo aggiornamento il 04/07/2020 alle ore 20:41

Estero

11/06/2020 | 13:20

Usa, baseball: lungo braccio di ferro tra MLB e giocatori, il via del campionato sempre più lontano

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ROMA – Sono giorni bollenti per la Major League Baseball statunitense. Se da un lato il Draft 2020 sta coinvolgendo tutte le franchigie per il loro futuro (Spencer Torkelson, fenomenale Terza Base, è stato scelto con il numero 1 dai Detroit Tigers), dall’altro le squadre del maggior campionato di baseball del mondo sono coinvolte nella ripartenza della stagione. L’annata è, per il momento, rimandata a causa della pandemia di coronavirus ma c’è in corso un lungo braccio di ferro tra lega e giocatori in merito alle partite da disputare e ai relativi stipendi. Come riferisce la ESPN, la MLB ha fatto una proposta ai giocatori dove viene offerto uno stipendio potenziale più alto rispetto al precedente ma con meno soldi garantiti in una stagione di 76 partite (normalmente l’annata si disputa su 162 partite).

I rappresentati dei giocatori hanno risposto in maniera molto fredda all’idea della Lega. La differenza tra le parti è, per ora, molto netta: da un lato la MLB ha proposto 76 partite con potenziali guadagni totali, pari a 1,432 miliardi di dollari; dall’altra il sindacato vorrebbe una stagione da 114 partite a un totale di 2,87 miliardi di dollari potenziali guadagni totali e ampliamento dei playoff da 10 a 14 squadre per le prossime due stagioni. Se questo braccio di ferro dovesse proseguire, la stagione della MLB rischierebbe seriamente di saltare.

GB/Agipro

 

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