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Ultimo aggiornamento il 03/04/2020 alle ore 20:24

Estero

10/01/2020 | 14:34

Divieto di pubblicità sul gioco, l'EGBA al governo spagnolo: "Restrizioni eccessive sono controproducenti"

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ROMA - Le restrizioni troppo stringenti sulla pubblicità del gioco potrebbero diventare contro producenti. L'European Gaming and Betting Association, l’associazione che riunisce le principali società di gioco online in Europa, esprime dubbi sulla nuova regolamentazione annunciata lo scorso mese dal governo spagnolo, che dovrebbe essere attuata nel 2020.
L'EGBA, pur accogliendo favorevolmente le «misure che rafforzano  la protezione dei consumatori», ritiene che disposizioni previste - in particolare le severe restrizioni pubblicitarie - spingerebbero i giocatori verso operatori senza licenza.
«In passato abbiamo già assistito all'introduzione di misure pensate per proteggere i consumatori, ma che hanno avuto un effetto controproducente perché hanno spinto i giocatori online verso siti non regolamentati e "offshore", che li espongono a pratiche pericolose e alla mancanza di tutela legale quando vengono lesi i loro diritti», scrive l'EGBA. Il governo spagnolo dovrebbe dunque assicurarsi «che le disposizioni previste mantengano i giocatori all'interno del mercato regolamentato, piuttosto che attarli in quelli offshore». Una raccomandazione che vale in particolare per la pubblicità, «strumento vitale per indirizzare i giocatori verso siti autorizzati e regolamentati». A dicembre, il governo di coalizione spagnolo del PSOE e Unidos Podemos hanno annunciato l'arrivo di una nuova legge. Sei le azioni previste, tra cui l'introduzione di limiti orari e distanze minime dalle scuole. Per la pubblicità, il piano è quello di equiparare il gioco ai prodotti del tabacco, che in Spagna possono essere pubblicizzati solo nei punti vendita. Una decisione dannosa secondo l'EGBA: «Non esistono ricerche che colleghino la quantità di pubblicità con il rischio di ludopatia - conclude l'associazione - In questo caso la pubblicità serve anche a fornire informazioni sui rischi legati al gioco». LL/Agipro

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