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Ultimo aggiornamento il 17/02/2020 alle ore 19:02

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05/02/2020 | 13:40

Uk, bookmaker valutano l'"autodivieto" per le sponsorizzazioni di maglia

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ROMA - I maggiori bookmaker del Regno Unito valuteranno la possibilità di rinunciare volontariamente alle sponsorizzazioni di maglia e ai pannelli pubblicitari esposti durante gli eventi sportivi. È quanto emerge dopo l'incontro tra i rappresentanti del settore e il Comitato ristretto della Camera dei Lord sull'impatto sociale ed economico dell'industria del gioco. Durante la riunione di ieri, riporta iGamingBusiness, erano presenti Kenny Alexander, amministratore delegato di GVC Holdings; Ulrik Bengtsson, amministratore delegato di William Hill; Ian Proctor, amministratore delegato di Sky Betting and Gaming; John Coates, amministratore delegato congiunto di Bet365; e Dan Taylor, amministratore delegato di Paddy Power Betfair. A loro si è aggiunto anche Brigid Simmonds, presidente del Betting and Gaming Council, organismo di settore. Le sponsorizzazioni sportive sono state uno dei principali argomenti di discussione; in particolare, sono state sollevate preoccupazioni sulla quantità di messaggi pubblicitari, soprattutto durante le partite di Premier League. Gli operatori si sono detti disponibile a valutare il problema e a prendere in considerazione il "ban" volontario delle sponsorizzazioni; è stato fatto tuttavia presente che la pubblicità da parte degli operatori autorizzati fornisce anche un apporto positivo, vista - per esempio - la possibilità di veicolare messaggi sul gioco responsabile. «Vogliamo che le sponsorizzazioni siano sviluppate in modo equilibrato. Lavoriamo sempre con giocatori e allenatori per assicurarci che conoscano le regole». Disponibilità anche da parte di Proctor, ad di Skybet, secondo cui «è importante avere la possibilità di pubblicizzarsi, ma è anche importante farlo in modo responsabile». L'ad di GVC, Kenny Alexander, si è invece soffermato su un punto critico: in base ai nuovi regolamenti, le pubblicità sul gioco sono proibite durante gli eventi sportivi trasmessi prima delle 21, ma i messaggi promozionali arrivano comunque visti gli sponsor di maglia e sui tabelloni pubblicitari in campo. «Che differenza c'è tra uno spot pubblicitario e questo tipo di promozione? Ritengo che maglie e campo siano un'area importante da prendere in considerazione». Nei prossimi giorni, intanto, Simmonds incontrerà la English Football Association per discutere ulteriormente sulla questione; il presidente del Betting and Gaming Council ha comunque ribadito l'importanza del settore giochi per il Regno Unito, che partecipa ogni anno all'economia del Paese con 14 miliardi di sterline e contribuisce con 3,5 miliardi versati al Ministero del Tesoro. «Rimaniamo i principali sostenitori dell'ippica con 350 milioni all'anno - ha concluso - Senza il nostro supporto, le corse non avrebbero la possibilità di sopravvivere». LL/Agipro

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