ROMA – Fra il 2018 e il 2025 la raccolta degli apparecchi da gioco è scesa di 17,2 miliardi di euro (-35,3%) passando da 48,7 miliardi di euro a 31,5 miliardi. Un dato che conferma la tendenza negativa anche rispetto allo scorso anno, quando il totale aveva raggiunto 32,6 miliardi di euro. Numeri in controtendenza con la raccolta dell'intero settore dei giochi che, dal 2018 al 2025, è cresciuta del 54,8%, pari a 58,6 miliardi di euro in più, passando da 106,8 miliardi a 165,4 miliardi di euro. È quanto emerge dal "Bilancio di Sostenibilità 2025 del comparto del gioco pubblico" di Acadi (Associazione dei Concessionari di Giochi Pubblici), presentato a Roma nel corso del Forum Acadi 2026. Un quadro generale che conferma la crisi di slot e Vlt e lo spostamento del volume di gioco verso altri rami del comparto. Su tutti il gioco online che, come raccolta, passa dai 91,8 miliardi di euro del 2024 ai 100,9 miliardi del 2025 (+9,9%) mentre il retail cala da 65,5 a 64,5 miliardi di euro (-1,53%).

Tutto questo, secondo l'associazione, continua a dimostrare l'inefficacia delle normative regionali di contrasto al gioco patologico che, si legge nel rapporto, non cancellano la domanda di gioco ma la fanno semplicemente "migrare da un prodotto all'altro, da un canale all'altro, quando non finisce nell'illegalità”. Regole che, sostiene Acadi, rendono impossibili le gare per le nuove concessioni e hanno una responsabilità evidente nel mancato approdo al riordino del gioco fisico. Per raggiungere un'uniformità di regole a livello nazionale, un'alternativa alla via della politica potrebbe essere, secondo il report, quella delle sentenze dei giudici.

GETTITO FISCALE

Se i numeri complessivi della raccolta del gioco pubblico sono positivi, il quadro diventa meno roseo per il gettito fiscale: il tasso di crescita resta infatti positivo nell'arco temporale 2018-2025 ma solo del 7,5% (da 10,7 a 11,5 miliardi di euro) e in calo dello 0,86% rispetto al 2024. Si va invece “in rosso” considerando solo gli apparecchi, che passano dai 6,2 miliardi del 2018 ai 5 miliardi del 2025, registrando -19,3%, con una diminuzione del 5,6% rispetto al 2024. Secondo Acadi, la responsabilità non è solo di distanze e fasce orarie disomogenee a livello locale ma anche di “scelte nazionali” come “il divieto dei Pos sulle Vlt”, la questione dei Pvr e la tassazione squilibrata.

RIDUZIONE DEL NUMERO DEGLI OCCUPATI

Alla crisi della raccolta e del gettito fiscale corrisponde una crisi del numero di occupati nel settore degli apparecchi, scesi dai 79.500 del 2018 ai 70.000 del 2025 (-11,9%) con un taglio di 5.000 posti di lavoro solo fra il 2024 e il 2025. Si tratta, scrive Acadi, "di occupazione qualificata, formata anche per sensibilizzare l'utente ad un utilizzo consapevole del gioco e per contribuire a prevenire le condotte problematiche: disperderla significa perdere proprio il presidio di prevenzione che le norme dichiarano di voler rafforzare".

MENO COMUNI COPERTI DALL'OFFERTA LEGALE

La riduzione dei lavoratori si accompagna a una contrazione del numero di Comuni raggiunti dall'offerta legale di slot machine e Vlt, calato dell'8,2% per la rete generalista fra il 2018 e il 2025 (da 6.427 a 5.900) e del 7,4% per la rete specializzata (da 1.815 a 1.680).

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