ROMA – “Le imprese del gioco legale non chiedono meno regole ma solo regole migliori e più eque. Il sistema delle concessioni si regge solo se si permette al gioco legale di operare nel migliore dei modi”. Lo ha dichiarato Lino Enrico Stoppani, vicepresidente vicario Confcommercio, durante il Forum Acadi 2026 in corso a Roma.
“Una norma – ha aggiunto – si misura dagli effetti sulla vita delle persone. Nel gioco la regola decide della legalità e della tutela dei più fragili e dell'iniziativa economica delle imprese. La rete fisica resta prevalente per numero di occupati e diffusione territoriale ed è quella più vicina alle persone. Attende ancora una normativa nazionale riequilibrata e armonizzata. La questione è capire quali regole davvero proteggono le persone, avendo sempre chiaro che l'alternativa non è tra gioco o non gioco, ma tra gioco controllato e regolamentato e gioco illegale. La prevenzione deve essere un'alleanza fra istituzioni, territori e i vari attori della filiera per accompagnare chi ha bisogno verso percorsi di supporto. Agli operatori non si possono chiedere costi e responsabilità crescenti senza intervenire sulla tassazione e senza ostacolare con efficacia il mercato illegale”.
“Dal 2018 il gioco fisico ha lasciato sul campo oltre 10 miliardi di euro. Sono tantissimi”, ha commentato Emilio Zamparelli, presidente Sts. “Ci ha rimesso – ha continuato – il settore ma anche lo Stato con una riduzione delle entrate fiscali. Certo era impensabile immaginare che l'online non crescesse, ma se l'online ha ricevuto molta attenzione, altrettanto non è stato dato all'evoluzione del settore retail. Il fallimento del riordino lascia ancora ai Comuni mano libera per rendere ancora più frammentata la normativa sul territorio. Una frammentazione che penalizza un presidio di legalità sul territorio”.
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