ROMA - Le piattaforme pubblicitarie online possono consentire agli operatori di gioco senza licenza di promuovere illegalmente i propri servizi in Paesi nei quali non dispongono delle necessarie autorizzazioni, esponendo gli utenti al rischio di frodi. È quanto emerge dal rapporto 'Support Contract on Financial Scams Study', realizzato da Spark Legal and Policy Consulting e Open Evidence per la Commissione europea, nell'ambito delle attività di analisi dei rischi legati alle truffe finanziarie online previste dal Digital Services Act (Dsa). Secondo il documento, i sistemi pubblicitari digitali "possono consentire agli operatori di gioco privi di licenza di promuovere illegalmente i propri servizi presso utenti di Paesi nei quali non possiedono un'autorizzazione valida", con il rischio di indirizzare i consumatori verso piattaforme non regolamentate, senza verifiche sulle licenze degli operatori.

La pubblicità a pagamento rappresenta uno dei principali strumenti di diffusione delle frodi legate al gioco online. Il rapporto cita un'analisi di Debunk.org, secondo cui il 99% dei casi di truffe nel gioco esaminati coinvolgeva annunci pubblicitari. I truffatori utilizzano le piattaforme digitali per creare pagine e avviare rapidamente campagne promozionali rivolte a utenti di diversi Paesi e lingue. Gli annunci sfruttano anche tecniche ingannevoli, tra cui “deepfake generati dall'intelligenza artificiale che imitano personaggi pubblici, falsi servizi giornalistici e imitazioni di marchi affidabili".

Lo studio dedica particolare attenzione alle cosiddette gambling scams, truffe che coinvolgono falsi casinò online, servizi di scommesse sportive e piattaforme di gioco fraudolente. Gli operatori attirano le vittime promettendo accessi privilegiati, vincite garantite o sistemi di scommessa apparentemente affidabili, inducendole a depositare inizialmente piccole somme. In realtà, spiega il rapporto, "le piattaforme sono manipolate in modo che le perdite siano inevitabili e le vincite visualizzate siano fittizie". Quando gli utenti tentano di prelevare il denaro, i truffatori «bloccano la transazione, congelano il conto o impongono condizioni inventate che impediscono il pagamento delle vincite».

Un ulteriore rischio riguarda la distribuzione di applicazioni di gioco fraudolente attraverso gli store ufficiali. Il documento richiama alcune ricerche che hanno individuato centinaia di applicazioni false su Apple App Store e Google Play, presentate inizialmente con descrizioni innocue e successivamente trasformate in interfacce dedicate al gioco. Attraverso meccanismi di attivazione ritardata, gli sviluppatori riescono infatti ad abilitare funzionalità nascoste dopo l'approvazione dell'applicazione, aggirando i controlli automatici e le verifiche effettuate dalle piattaforme.

Il rapporto segnala infine una particolare esposizione alle frodi per gli utenti che frequentano ambienti di gioco online e per i giovani, soprattutto nella fascia tra i 16 e i 24 anni, considerati maggiormente a rischio per la familiarità con ambienti digitali caratterizzati da meccaniche simili al gioco. Lo studio evidenzia così l'importanza dei controlli sulle inserzioni pubblicitarie e della verifica delle autorizzazioni degli operatori, per contrastare la diffusione di servizi illegali e proteggere i consumatori.

Agipronews è anche su Whatsapp! Iscriviti al canale per rimanere sempre aggiornato, cliccando qui: https://whatsapp.com/channel/0029VbBR2Gx23n3m47K2xS1S