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Ultimo aggiornamento il 06/12/2022 alle ore 11:11

Ippica & equitazione

11/11/2022 | 20:38

All'ippodromo Snai La Maura Django As conferma le proprie potenzialità e vince il Gran Premio Super Bowl

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All'ippodromo Snai La Maura Django As conferma le proprie potenzialità e vince il Gran Premio Super Bowl

ROMA - All'Ippodromo Snai La Maura tanti spunti di interesse nella riunione di trotto del venerdì valida per la 45^ giornata stagionale a Milano. A cominciare dal clou del pomeriggio, il Premio Super Bowl, una prova sui 1650 metri per buoni cavalli di 3 anni nella quale Django As ha dato un nuovo saggio delle grandi potenzialità di cui dispone facendo felici i sostenitori che lo avevano appoggiato al betting. Falloso nell’ultima uscita a Bologna, il portacolori della Pachino Horse Srls si è prontamente riscattato tornando il “panzer” che avevamo ammirato due corse fa proprio sulla pista milanese: partito piano, il figlio di Maharajah dopo 600 metri si è portato ai lati della battistrada Diva Ek e non le ha concesso respiro, si è sbarazzato della rivale appena in retta e ha allungato sicuro per chiudere a media di 1.12.3. Prestazione corposa, quella dell’allievo di Mauro Baroncini guidato da Andrea Farolfi: Diva Ek ha dovuto alzare bandiera bianca e ha perso anche il secondo posto da Daytona Roc, che sembrava poter creare grattacapi al vincitore ai 250 finali e invece è rimasta un po’ lì e si è dovuta accontentare della piazza d’onore.

Dopo la qualifica “supersonica” in 1.13.6, il debuttante Executiv Ek era logicamente una delle attrazioni principali del pomeriggio. Il portacolori della Pink & Black, nel Premio Ginger Lobell, ha ripetuto quasi in fotocopia quanto fatto vedere nella prova del 22 ottobre e ha dominato in lungo e in largo i rivali. Il portacolori della scuderia Pink & Black dei fratelli Micciché allenato (e guidato) da Alessandro Gocciadoro promette di essere un prospetto importante e aggiunge ulteriore appeal alla carriera da stallone di Face Time Bourbon, che può vantare già una puledra velocissima come Emira Mil (1.10.6 in Usa). Event Horizon si è impegnato per gran parte del percorso in una complicata risalita esterna allo scoperto, alla fine ha pagato lo sforzo venendo superato in retta da Elycrisium Font, altro debuttante di belle speranze.

Ormai un appuntamento fisso per il trotter milanese è il Trofeo Obiettivo Casa riservato ai gentlemen nella formula consueta delle due batterie e finale. Nella prima prova di qualificazione – Premio Roller Roc -, riservata a cavalli di cat. E/F sul miglio, non tradiva le attese il netto favorito Usual Kronos, Erik Bondo al training e il “padrone di casa” Fabio Marchino in sulky, ma il figlio di Donato Hanover doveva impegnarsi per venire a capo della contesa: ci metteva un po’ per sfilare al comando, poi doveva reggere nei 600 finali l’attacco deciso di Babymon, che metteva mezza figura davanti senza però riuscire a completare il sorpasso. Con il favore della curva Usual Kronos riusciva così a contenere la rivale, poi in retta le rientrava completamente e svettava a media di 1.14.3: Babymon restava seconda, l’appostato Zanza Frank ci provava ma non riusciva a farsi minaccioso, mentre più indietro Beautiful Col si aggiudicava il quarto posto e il pass per la finale.

Pronostico rispettato anche nella seconda batteria – Premio Ravel Ek - che Azdora, Marco Castaldo in sulky per il training di Pietro Gubellini, comandava senza problemi da un capo all’altro a media di 1.15.3. La risalita del treno esterno era favorita dal calo a traguardo lontano dell’appostata Bokonella Run che permetteva a Vortice Op di terminare secondo su Zenyatia Lux, mentre più indietro Bigbusiness Arc completava lo schieramento della finale. Azdora si presentava da netta favorita all’atto conclusivo, considerato anche che in batteria aveva vinto con il… freno a mano tirato e, invece, la figlia di Donato Hanover mancava abbastanza clamorosamente nonostante un percorso di testa che più semplice non poteva venirle: probabilmente la portacolori della Saint Michel non gradisce le prove ripetute, altrimenti viene difficile spiegare la resa in retta. Vortice Op, comunque, il successo se lo è meritato tutto: dopo il percorso allo scoperto in batteria, il cavallo di Loris Ferro si è impegnato generosamente all’esterno anche in finale e in retta, complice la prestazione sotto tono della favorita, è passato regalando al bravo Dante Bosia il successo nella manifestazione. Azdora ha salvato almeno il secondo posto mentre Usual Kronos, dopo aver seguito nel percorso esterno il vincitore, è finito terzo a contatto. Prima del successo di Django As, il team di Divignano aveva firmato addirittura un en plein nel Premio Jef’s Spice, la “maiden” sui 1650 metri riservata alle sole femmine di 2 anni, anche se a vincere è stata la cavalla meno attesa: la favorita Elektra Ob Ferm ha infatti confermato di essere piuttosto labile nel finale e così ad emergere è stata l’outsider Edith Grif, guidata personalmente dal suo preparatore Mauro Baroncini, che da terza in corda, sfruttando l’errore ai 300 finali della giocata Enterprise Gar che la precedeva e quello al termine della curva finale di Ecstasy, che era ai lati della battistrada e sembrava viaggiare ancora bene, in dirittura si è ritrovata alle spalle della compagna di allenamento con la destra libera e ne ha fatto un sol boccone svettando a media di 1.16.1. Più indietro Entry Roc ha concluso al terzo posto. Il bottino di giornata di Mauro Baroncini e Andrea Farolfi poteva essere più sostanzioso se Cocochanel Treb avesse avuto maggior fortuna nel Premio Casta Diva Om: la figlia di Readly Express non è riuscita a contenere nel violento strappo iniziale Chardonnay Roc, si è così ritrovata seconda in corda e in retta ha faticato a liberarsi dalla scia della rivale, messa a tappeto dal pressing di Ciel Joyeuse: anche quest’ultimo una volta passato si è arreso agli attendisti e così a proporre le battute migliori è stata Cambogia (Pietro Gubellini al raddoppio da allenatore e Federico Esposito in cabina di regia) che ha sfruttato al meglio il lavoro sporco del rivale per passare a media di 1.14.1 e sfuggire all’agguato contemporaneo di Caffe’ Nero Arc, che ne aveva seguito le mosse, e a quello interno della sfortunata Cocochanel Treb, finita forte una volta liberatasi dalla scia della battistrada.

RED/Agipro

Foto credits Dena - Snaitech

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