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Ultimo aggiornamento il 19/09/2020 alle ore 20:36

Ippica & equitazione

09/04/2020 | 11:41

Coronavirus - Equitazione, Perillo (segr. FISE): "400mila euro a fondo perduto ai comitati regionali per fronteggiare l'emergenza"

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Coronavirus Perillo FISE

ROMA - Uno stanziamento di 400 mila euro a fondo perduto destinato ai comitati regionali, 100mila euro restituiti in termini di quote per l’inserimento in calendario degli eventi da parte dei comitati organizzatori e un credito da 500 euro per iscrizioni, registrazioni, tesseramenti: sono questi i provvedimenti economici messi in campo dalla FISE per fronteggiare le conseguenze dell'emergenza Coronavirus. «Secondo le nostre stime i 1700 affiliati hanno complessivamente avuto 12 milioni di entrate in meno; si tratta di un dato stimato in via molto cautelativa, dopo la consultazione su tutti gli affiliati,alla quale ha risposto oltre il 40%. Poi ci sono i danni dei comitati organizzatori per gli eventi annullati, che valutiamo in 800-900 mila euro di mancate entrate solo per completo e salto ostacoli, forse 1 milione e mezzo per l’intero programma», ha spiegato a Cavallo Magazine Simone Perillo, segretario generale della Fise. Per quanto riguarda i singoli, «su oltre 3500 istruttori che abbiamo sondato hanno risposto in mille: calcoliamo perdite a livello individuale tra 500 e 2000 euro in media a testa al mese. L’indennità di 600 euro per le indennità sportive potrà aiutare ma è evidente che non sarà sufficiente», ha spiegato, ricordando che «siamo la prima e unica federazione ad oggi che abbia messo mano al proprio portafoglio per dare una mano ai propri tesserati». 

«Il ragionamento che abbiamo fatto è questo: il blocco delle attività sportive, giusto e sacrosanto, nella maggior parte degli sport determina una perdita di introiti, mentre al nostro movimento aggiunge un danno supplementare. Per chiarirci, la palestra chiusa ha costi fissi minimali rispetto a quelli di un maneggio che continua ad accudire i nostri cavalli, a far fronte a spese ingenti di gestione mentre le entrate sono azzerate per istruttori, accompagnamento e servizi accessori, tranne i casi delle pensioni dei cavalli di proprietà. Ricordiamo che molti maneggi hanno solo cavalli di scuola e non di terzi e questa emergenza è iniziata a fine febbraio in Lombardia e Veneto», sottolinea ancora Perillo. «Potevamo percorrere due strade: bussare a Coni e Governo, da una parte, e dall’altra chiederci cosa possiamo fare direttamente, come Federazione, visto che adesso tutti i settori dell’economia italiana stanno chiedendo aiuto al Governo e avere risposte in tempi brevissimi è difficile. Insomma, il nostro principio è stato: giusto chiedere, ma bisogna anche capire le difficoltà dell’intero Paese», ha continuato Perillo. Quindi «abbiamo lavorato sul costo del lavoro in maniera equilibrata e attenta, i dipendenti stanno collaborando; inoltre, studiamo risparmi sui contratti di collaborazione, tecnici e istruttori hanno accettato volentieri di ridursi parzialmente i propri ingaggi. Purtroppo ci sono risparmi importanti per le attività degli atleti internazionali, come Olimpiadi e Campionati europei».

 

RED/Agipro

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