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Ultimo aggiornamento il 31/07/2021 alle ore 20:34

Ippica & equitazione

10/07/2021 | 17:51

Equitazione, l'omaggio della Milano Jumping Cup: “Il Gran Prix lo intitoliamo a Graziano Mancinelli, leggenda e medaglia d'oro olimpica”

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Equitazione l'omaggio della Milano Jumping Cup: “Il Gran Prix lo intitoliamo a Graziano Mancinelli leggenda e medaglia d'oro olimpica”

ROMA - Un significativo omaggio a un'icona dello sport equestre e olimpico. Il Gran Prix Snaitech, l'evento clou che domani chiuderà la prima edizione della Milano Jumping Cup, è intitolato a Graziano Mancinelli. Un tributo toccante, un omaggio che evoca la figura di uno dei più grandi sportivi milanesi di sempre: Mancinelli è stato un gigante dell'equitazione mondiale, un “primum inter pares” nell'epoca d'oro dei fratelli D'Inzeo. L'ad di Snaitech Fabio Schiavolin, organizzatore della MJC, spiega la scelta di intitolare il Gran Premio alla leggenda olimpica: «La MJC nasce sulla traccia e l'effervescenza che c'è attorno alla preparazione dei Giochi di Milano-Cortina 2026. Dunque, celebrare un campione olimpico nato qui a Milano, esempio e punto di riferimento dell'equitazione italiana e mondiale c'è sembrato un fatto del tutto naturale. Il nostro è solo un piccolo omaggio a una grandissimo di questo sport».
Milanese di via Faruffini, ragazzino di scuderia prima a Milano, poi a Roma dove si trasferì con la famiglia, visse il suo giorno perfetto alle Olimpiadi del 1972, vincendo l'oro individuale in sella al magnifico Ambassador, un grigio pomellato irlandese dal portamento regale, definito “il campione più bello dei Giochi”. La gara terminò in uno spareggio a tre, con l'amazzone inglese Anne Moore e l'americano Shapiro, ed è giustamente ricordata come uno dei momenti più iconici dell'equitazione italiana. Quanto alla “milanesità” di Mancinelli, era lui stesso a rivendicarla con orgoglio, ricordando il nomignolo che si portava dietro fin dall'adolescenza: “el biundin de la Cruseta”, riferito al maneggio Crocetta in via Ripamonti, che aveva frequentato da giovanissimo. Divenuto ct della nazionale nel 1989, è mancato troppo presto, l'8 ottobre del 1992, a 55 anni.

RED/Agipro

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