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Ippica & equitazione

17/02/2021 | 08:45

Ippica a Bologna, Hippogroup: "Ripartono le corse a porte chiuse, ma il settore è in crisi profonda"

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Ippica Bologna Hippogroup corse

ROMA - Una crisi nella crisi. E' quella che lamenta l'ippodromo di Bologna, oggi «vuoto e deserto» ma la crisi del comparto ippico «è precedente alla crisi economica mondiale di questo decennio» ed è «quindi di gran lunga precedente alla drammatica crisi innescata dall'inattesa pandemia». Questa fase di incertezza, spiega Hippogroup cesenate, che gestisce l'impianto dell'Arcoveggio, «è ancor più profonda e difficile da affrontare, poichè la possibile soluzione è stata rimandata di Governo in Governo, di anno in anno, senza ancora essere incanalata in una strategia precisa, che faccia intravvedere la luce fuori dal tunnel». Nonostante questo però, giovedì alle 13.25 ripartono le corse tra cavalli, anche se a porte chiuse, senza pubblico e con la sala scommesse e il bar chiusi. La società continua ad organizzare le corse per consentire agli operatori ippici di lavorare e perchè possa venir distribuito lo stanziamento ai premi che il ministero delle Politiche agricole ha destinato al settore. Ma lo fa «senza adeguata copertura dei costi e senza pubblico, scommesse, entrate di alcun tipo. Nel 2020 sono state solo 20 le giornate disputate a singhiozzo, in presenza di pubblico, su 54 giorni di attività (nel 2019 erano state 67)», scrive in una nota l'ippodromo bolognese. 
RED/Agipro

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