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Ippica & equitazione

17/05/2019 | 14:20

Ippica, Capannelle: tutto pronto per il Derby Day di domenica 19 maggio

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Ippica Capannelle Derby Day domenica 19 maggio

ROMA - Derby Day: la madre di tutte le giornate di corse. Capannelle: il teatro ed il palcoscenico dove da sempre il rito, in Italia, si celebra. Maggio: il grande mese del galoppo italiano a Roma. Mettendo insieme tutte queste tessere dell’ideale mosaico avremo il meraviglioso risultato della splendida domenica 19 maggio che stiamo per vivere. Appunto il pomeriggio, dovremmo tuttavia dire proprio il giorno intero, in cui il Turf italiano si celebra al massimo livello e per Capannelle è un onore irrinunciabile, un dovere che si trasforma in piacere e missione. Dopo il Dubai day di fine aprile con la disputa, tra l’altro, del Parioli e dell’Elena che sono le altre due classiche in programma sulla pista stupenda di Roma, ecco la seconda straordinaria giornata romana in cui il Turf si celebra al suo massimo livello (a terza sarà ad inizio novembre, il Roma Champion Day). Una festa, una giornata da vivere assolutamente, il pomeriggio in cui i veri appassionati di ippica, galoppo ma anche trotto, si ritrovano e tutti insieme partecipano al rito meraviglioso. Innanzitutto il Derby, oggi sponsorizzato SisalMatchpoint, ovviamente: da diverse stagioni ha trovato la sua giusta collocazione sui più severi 2200 metri rispetto ai, paradossalmente, più semplici 2400 con racchetta, e da sempre rappresenta il sogno, il desiderio di ogni operatore del settore, il fiore all’occhiello. E’ stata la corsa di Ortello, di Donatello, di Nearco, di Botticelli, tutti fuoriclasse del galoppo mondiale che sullo stesso tracciato che si accenderà domenica 19 maggio, si sono esaltati. Come Archidamia che è stata anche l’ultima femmina ad aver vinto il Nastro Azzurro nell’ormai lontano 1936. Un record che tante volte si è tentato di battere ma che ancora resiste. Sarà questa l'edizione della svolta? E’ ciò che spera una femmina, Call Me Love, che ha incantato e infiammato i cuori. Il derby: un rito che nel mondo è tale da oltre 250 anni, quando fine degli anni 70 del 1700 Mr Stanley anche dodicesimo Conte di Derby con la collaborazione della moglie, Lady Hamilton, e del preparatissimo Lord Bumbury “inventarono" la madre di tutte le corse che mutuò il suo nome dal titolo di Mr Stanley dopo lancio della monetina che lo favorì contro la stessa pretesa di Lord Bumbury. In Italia il derby prende vita con la vittoria di Andreina nella prima metà degli anni 80 dell’800.
Capannelle con orgoglio è la sede deputata alla meraviglia del derby. Una prova che emoziona a prescindere, che fa trattenere il fiato al pubblico, sempre tantissimo, che poi nel finale esplode nell’urlo liberatorio. Il derby ha sempre ispirato tanti scrittori in ogni parte del mondo: in Italia fu Gabriele D’Annunzio il primo cantore, a lui si deve un lungo ed articolato racconto proprio della prima edizione, quella di Andreina. Bukowsky, Faulkner, Zola e tanti maestri inglesi hanno celebrato i rispettivi derby.
Il Nastro Azzurro, blue ribbon oltre manica, è per forza la corsa per eccellenza. Forse non lo è, ovunque, qualitativamente perché tali sono i magnifici massimi confronti intergenerazionali ma vincere il derby, vivere il derby ha un sapore unico. Non fosse altro che per il fatto che è riservato ai soli cavalli di tre anni e, dunque, se non lo corri nel giorno giusto non lo potrai mai più disputare. Il derby prende vita ad ogni latitudine e longitudine, ogni paese del mondo ha il suo derby. Non solo: il termine nel tempo ha assunto un meta significato andando al di là del fenomeno ippico, oggi è derby ogni confronto al massimo livello nello sport ma persino nella vita sociale e politica. Il vero trionfo per Mr Stanley ma diremmo per tutta l’ippica. Capannelle celebra il suo derby day nel migliore dei modi possibile in Italia.
Oltre alla madre di tutte le corse, ora gruppo due sui 2200 metri, ecco altre tre pattern perché da questa stagione, ad arricchire al massimo la giornata, si disputa anche il premio Presidente della Repubblica Università Campus Bio – Medico di Roma (ex Omnium dall’inizio del secolo) ora sulla distanza dei 1800 ed anche lui importante gruppo due pienamente nella tradizione del galoppo italiano, la prima corsa per anziani di alto profilo nella stagione in Italia. Sono da sempre nel pomeriggio del nastro Azzurro il premio D’Alessio che ricorda in Carlo un gigante del turf mondiale capace di vincere (Bolkonski e Wollow) per due volte consecutive le 2000 Ghinee inglesi a Newmarket. E’ un gruppo tre sui 2400 metri selettivi che porta dritto al successivo Gran Premio di Milano. Il premio Tudini, altro gruppo tre che ricorda una famiglia che per tre generazioni ha solcato mirabilmente l’oceano del turf, è invece riservato ai velocisti che sui 1200 lo utilizzano come primo importante trampolino per provare a spiccare il volo verso la controprova estera. Indispensabile poiché, questa è l’essenza del turf, il mondo del galoppo è cosmopolita, un grande unico villaggio del quale il nostro Paese deve continuare sempre a fare parte. Quattro pattern e poi anche due listed: il premio Alessandro Perrone, non soltanto grande imprenditore e direttore di un giornale come il Messaggero ma ippico doc in maniera assoluta, è davvero il primo importante appuntamento per i cavalli di due anni, femmine in questo caso e sulla distanza ovviamente breve dei 1100 metri in pista dritta. L’altra listed si disputa nel nome di Mauro Sbarigia tecnico e giornalista dal profilo e dalla competenza assolutamente elevata: tocca ai tre anni concedersi la rivincita del Parioli ancora sul miglio e sullo stesso tracciato. Ci sarà anche un HP, il premio Edmondo Botti che ha dato origine alla famiglia che tanto lustro sta dando al nostro galoppo, per tutti gli anziani la distanza sarà quella dei 2400.
Nel pomeriggio del derby è tradizione dare spazio ai Gentlemen e alle Amazzoni: il premio dedicato a Domenico, valente cavaliere, e Sergio Arnaldi altrettanto cravache di vaglia e soprattutto uno dei grandi dirigenti della nostra ippica, indimenticabile, vedrà al via i dilettanti sui 2400 metri mentre un’altra corsa, dal conio più recente, sotto il patrocinio della Fegentri è riservata alle sole amazzoni sui 1700 metri. Infine un’altra tradizione: il premio Corriere dello Sport, handicap sempre interessante, confronto intergenerazionale sui 1500 metri. Dieci corse per alimentare un pomeriggio che è assolutamente il momento più alto proposto dal galoppo italiano che si celebra in questa giornata di maggio consapevole del suo gigantesco passato ma altrettanto proteso a disegnare un suo futuro che sia degno dei trascorsi. Nulla meglio del derby day può regalare l’entusiasmo necessario per andare avanti sulla strada maestra.
RED/Agipro

 

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