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Ippica & equitazione

31/10/2019 | 11:44

Ippica, Capannelle: domenica 3 novembre il Roma Champions Day 2019

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Ippica Capannelle Roma Champions Day 2019

ROMA - L’ultimo summit importante europeo dell’anno, nello stesso momento in cui gli sguardi e la attenzione del mondo del galoppo mondiale si spostino verso le Breeder’s, verso la Melbourne Cup e poco dopo la Japan Cup, prima della conclusione dell’anno ad Hong Kong.  Un solo avversario imprevedibile potrebbe ostacolare la piena riuscita della Festa, perché tale deve essere, del Turf italiano: il cattivo tempo. Altrimenti, con il sole che di solito a Roma è compagno dell’autunno, il Roma Champions Day ha davvero tutto per continuare ad essere un grande momento di selezione non soltanto italiana ma anche internazionale.
Basta dare uno sguardo al programma della giornata per comprendere che davvero il Roma Champions Day è la terza perla della collana.
Il premio Roma, oggi di gruppo due, ma con rating nei tre anni di 112.50, quindi a metà strada con il valore di gruppo uno, è il grande momento di selezione della giornata sui 2000 metri, confronto intergenerazionale con storia secolare piena di grandissimi nomi, alcuni dei quali hanno scritto pagine memorabile. Dedalo fu il primo nel 1911, lo vinsero Hollebeck la madre di Ortello, Worden, grande stallone, fu il primo ospite a siglarlo, trionfò Tissot come la eroina Orsa Maggiore mentre Welsh Guide fu il primo sui 2000, seguito dai bei nomi di Sikeston,  Misil, Soldier Hollow, Cherry Mix, Pressing e da ultimo Va Bank. Iniziato come prova per fondisti sui 2800 metri da trenta anni ormai è perfettamente emblematico di come il turf italiano sia in linea con le tendenze di quello mondiale, infatti la distanza del doppio chilometro è quella nella quale si celebra la grande selezione costante durante tutto l’anno.
E’ la stessa distanza del premio dedicato a Lydia Tesio, non soltanto la compagna di Federico il mago di Dormello ma ben di più, preziosa collaboratrice ed ispiratrice. Anche questa corsa è posizionata splendidamente nel calendario internazionale ed anche per lei l’imperativo categorico, supportato dallo sforzo della Società di corse, è quello di tornare presto ad essere prova di gruppo uno, ultimo summit, controcanto del prix de l’Opera parigino, per le femmine di tre anni e oltre. Inaugurata nel 68 con la vittoria di Atala, annovera tra le sue laureate cavalle come Grey Way oppure Zomaradah poi grandi fattrici e non solo.
Non soltanto queste due prove in cartellone ma per onorare al massimo il titolo della giornata (Champions Day) ecco per i miler il tradizionale Ribot-Memorial Luciani, pattern canonica, anche questa una delle ultime chance europee, spesso trampolino verso il mile di Hong Kong. Ecco per i due anni il Guido Berardelli sui 1800 metri che è dunque pendent del Criterium de Saint Cloud oppure delle Zetland st inglesi. Una prova che lancia i primi due anni con future ambizione classiche che, sovente, sono state mantenute. A tal proposito gli albi d’oro delle corse sono di prezioso conforto.
Non manca, come in tutti i grandi meeting anche la prova per i velocisti, anche in questo caso una delle ultime occasioni continentali. Il Carlo e Franco Aloisi sui 1200 in pista dritta consacra il velocista che conclude una suite che durante l’anno può vederlo in luce nel primaverile Tudini, nel Derby Day, nel milanese Omenoni e nelle altre listed di spessore nelle varie stagioni. La particolarità della corsa è data dal fatto che è uno dei primissimi confronti, pochissimi, aperto anche ai due anni, un intrigante motivo di interesse in più in caso di partecipazione dei giovanissimi talvolta a bersaglio. A questo gruppo di pattern si unisce la listed per i soli due anni e sul chilometro che chiude un nutrito gruppo di corse in materia riservate ai giovanissimi.
Il Divino Amore è la ultima occasione dell’anno. Il tutto in un pomeriggio che ci regala anche un altro appuntamento tradizionale, il Livermore e il Longines Fegentri, per i gentlemen. Sarà festival della pista grande, la più autenticamente selettiva in Italia, con quella di Milano, forte dei suoi oltre 800 metri di dirittura severa e implacabile. Sarà attiva anche la pista dritta sempre in erba e per due volte (le corse saranno otto) si correrà pure sulla preziosa pista all weather illuminata.
Si può già immaginare, ad una ventina di giorni dal grande evento, una possibile composizione dei campi di partenza delle grandi prove? Ovviamente soltanto il venerdì che precede il Roma Champions Day avremo la ufficialità che ci permetterà di conoscere il valore dei protagonisti delle varie corse ma dopo la chiusura delle iscrizioni avvenuta il 10 di ottobre si può, a grandi linee, tentare di immaginare, di avere un quadro, delle intenzioni possibili di partecipazione alle singole corse.
Nel Premio Roma gli iscritti sono stati 76 e tra questi gli ospiti possibili sono 8. I nomi più intriganti che attirano l’attenzione sono quelli di Skalleti e Mountain Angel, rispettivamente primo e secondo nel Prix Dollar disputato in occasione dell’Arc meeting. Inoltre Kronprinz fresco vincitore di gruppo in Germania annunciato in grande ordine e le vecchie ma buone conoscenze di Royal Julius già vincitore del Presidente della Repubblica e Robin of Navan già piazzato di Premio Roma. A difendere i colori italiani un semprevivo Anda Muchacho rientrato vittoriosamente  in grande stile a Milano nel premio del Piazzale.
Il summit femminile, il Lydia Tesio, ha raccolto58 Iscrizioni con una presenza di potenziali ospiti di 15 cavalle. Spiccano i nomi di Imperial Charm piazzata di gruppo 1, Silva vincitrice in bello stile di gruppo3 in Francia, Style Presa allieva di Collet vincitrice di gruppo3 a Milano e Miss o’Connor vincitrice di listed nel Regno Unito ma gratificata con un importante 108 di rating. Le migliori delle nostre sembrano essere: Call me Love che è una 3 anni di grande spessore, già favorita nel Derby e nelle Oaks che la hanno vista piazzarsi con onore e che cerca un risalto pieno dopo la probante vittoria nel premio Verziere di Milano e Elisa Again del team Roveda che la ha seguita a Milano dopo aver vinto in scioltezza il Premio Archidamia a Roma.
Interessante anche uno sguardo alle altre corse per notare che nel Berardelli sono iscritti in 131, con in particolare 9 ospiti stranieri, nel Ribot e nell’Aloisi le iscrizioni sono state rispettivamente 87 e 102 con una presenza tra gli iscritti di 16 cavalli stranieri alcuni dei quali con un rating tale da poter onorare al meglio  le corse.
RED/Agipro

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