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Ultimo aggiornamento il 04/07/2020 alle ore 20:41

Ippica & equitazione

26/06/2020 | 11:50

Ippica, Capannelle: Zacon Giò al via nel GP Gaetano Turilli

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Ippica Capannelle Zacon Giò Gran Premio Gaetano Turilli

ROMA - Ad un mese esatto dalla ripresa dell’attività post lockdown (il primo convegno è stato disputato il 30 maggio, l’ippodromo delle Capannelle per la specialità del trotto propone una delle sue grandi giornate di corse di questo 2020 così stravolto in tutti i suoi eventi. Fa però eccezione il tardo pomeriggio (e prima serata) del giorno festivo (per la sola capitale in quanto si celebrano i Santi patroni Pietro e Paolo) di lunedì 29 giugno quando l’impianto della Via Appia ospiterà, come tradizione, il Gran Premio Tino Triossi (di gruppo 1 per i 4 anni europei) cui va ad affiancarsi da quest’anno il Gran Premio Gaetano Turilli (€. 180,180 – gruppo 1 – mt. 2.100 per cavalli di 4 anni e oltre di ogni paese) .
L’edizione 2020 non avrà il conforto della presenza di ospiti stranieri ma vede schierati al via ben tredici concorrenti con tutto il meglio proponibile dal pianeta indigeni e “free for all” (i primi in netta maggioranza essendo in undici contro due soggetti nati in Svezia) appartenenti a scuderie italiane con la stella luminosissima del fresco recorder mondiale in pista da mezzo miglio (l’ 1.09.3 realizzato il 13 giugno a Padova) Zacon Giò.
A dir poco rinfrancato dalla prestazione esplosiva fornita sull’anello patavino, l’indiscusso leader fra i nostri indigeni anziani ha così cancellato con un solo, secco, inequivocabile colpo di spugna i dubbi sorti sulla sua condizione a seguito del deludente quarto posto ottenuto al rientro nella Copenaghen Cup (unica sconfitta del figlio di Ruty Grif nelle quindici corse disputate dal 25 ottobre del 2018 fino ad oggi) . Il vincitore dell’International Trot (nel mese di ottobre allo Yonkers di New York) e del Gran Premio Unione Europea (nel maggio dello scorso anno battendo – uno dei soli tre cavalli riusciti nell’impresa insieme ai francesi Falcao de Lourma e Davidson du Pont – il vincitore del Gran Prix d’Amerique Face Time Bourbon) torna così sulla pista romana dove lo scorso anno trionfò proprio nel Gran Premio Tino Triossi al cospetto dei coetanei della leva 2015 e sarà l’indiscusso favorito dell’edizione 2020 del Gran Premio Turilli. Anche la sorte è stata benigna con l’allievo di Holger Ehlert, che farà naturalmente sempre coppia con Roberto Vecchione, regalandogli un perfetto numero 3 di partenza dal quale potrà proiettarsi come preferisce al comando per poi gestire la corsa al ritmo che il suo interprete riterrà più idoneo al conseguimento del massimo risultato.
Non tutti i dodici avversari saranno però disposti a non dare battaglia a Zacon Giò e a capeggiarli, pur con molti dubbi sulla sua attuale condizione fisica, c’è certamente un altro campione assoluto che risponde al nome di Vivid Wise As. L’allievo di Alessandro Gocciadoro (che schiera al via ben cinque soggetti allenati a Noceto, mentre tre saranno le pedine di Mauro Baroncini e due quelle di Holger Ehlert) ha fallito nell’Elitlopp disputato a Stoccolma un mese fa quando era alle cure di Bjorn Goop ma ha poi fatto ritorno alla base e punterà subito a tornare in evidenza: contro il portacolori della Scuderia Bivans (gli stessi colori del fresco recorder mondiale Face Time Bourbon) i dubbi sulla forma e ancor di più un ostico numero sette di partenza all’esterno della prima fila.
Tanti altri puntano ad essere protagonisti della corsa: l’anziano ma indomito Arazi Boko (penalizzato però dal numero in seconda fila e dalla poco gradita del doppio chilometro) , la femmina Sharon Gar (seconda pedina di Ehlert che a Padova ha seguito al traguardo il compagno di allenamento Zacon Giò ed è stata la prima femmina indigena a scendere sotto la soglia dell’ 1.10 !) , il regolare Deimos Racing (svedese di Erik Bondo con in sulky Roberto Andreghetti che potrà far tesoro del numero in corda) e le altre due femmine Ursa Caf (questa vincitrice a inizio anno del Premio Encat e del Ponte Vecchio) e Vanesia Ek.
Con il “cerino in mano” , destinato nella circostanza ai concorrenti con poche possibilità di emergere, ci sono comunque soggetti di indubbio valore assoluto: a cominciare dai tre allievi di Mauro Baroncini Victor Ferm, Vincent Ferm e Zabul Fi, per proseguire con Vincerò Gar, Virginia Grif e Voyager Grif.
RED/Agipro

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