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Ultimo aggiornamento il 12/12/2019 alle ore 11:37

Ippica & equitazione

25/10/2019 | 14:12

Ippica, Capannelle: sabato otto corse al trotto, domenica comincia l'autunno del galoppo romano

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Ippica Capannelle trotto galoppo

ROMA - Secondo appuntamento della settimana con le corse al trotto all’ippodromo delle Capannelle quello in programma nel pomeriggio di sabato 26. Convegno “lungo” - si legge in una nota - che prevede otto corse perché la prova più ricca (e inconsuetamente affollata per la specialità) è riservata a quei soggetti che si cimentano al trotto montato. Ben undici al via sulla distanza breve del miglio e con partenza dietro l’autostart: Ritmo di Poggio che ha corso bene all’esordio sotto la sella, e il suo compagno di colori Sin Miedo formano binomio agguerrito che merita il pronostico nei confronti di Boys Going In, Poseidon Bar, Skroce dìAghi e Ugadena del Sile. Quasi tutte affollate e incerte le altre sette corse in programma. Inizio alle 15.05. Prossimo e ultimo convegno del mese di ottobre mercoledì 30.  
Domenica scorsa, idealmente, San Siro ha consegnato il testimone del grande galoppo alle Capannelle. Inizia dunque, con la domenica che stiamo per vivere, il grande mese autunnale del galoppo romano, italiano e internazionale. Infatti domenica 3 novembre il Roma Champion Day, così come è stato per la giornata milanese, sarà sotto i riflettori non soltanto nazionale ma almeno europei. Cinque pattern e una listed saranno in cartellone ma, attenzione, il festival di Capannelle inizia con questa domenica e si prolungherà con le due successive al Roma Champion Day.
Un mese dunque in cui la pista di Capannelle sarà epicentro del Turf con la maiuscola. Si decolla con la domenica dedicata a Felice Scheibler, il Conte che fu anche il primo vero rivale di Federico Tesio, almeno dalla fine dell’ottocento fino a subito dopo la prima guerra mondiale. All’inizio degli anni 20 il Conte, rapito dal mal d’Africa, purtroppo venne a mancare per le conseguenze della malaria. E’ stato il primo vero grande operatore a tutto campo moderno nel turf italiano. A lui si deve tantissimo e non sapremo mai come sarebbe finito il suo personale match con Tesio se avesse potuto vivere ancora una quindicina di anni. Il Conte Scheibler fece sue, tanto per fare un esempio, le prime edizioni di Elena e Parioli, andò a vincere le Oaks, non mancò di iscrivere il suo nome in tutte le prove di prestigio dell’epoca e soprattutto, con i colori di scuderia, la Sir Rholand, è presente sette volte nell’albo d’oro del Derby Italiano a cominciare dal 1887 con Carlandrea e con l’ultimo , nel 1916 con Kosheni. Per comprendere la sua grandezza ricordiamo che Sir Rholand per due volte (l’altra la dobbiamo al Marchese Corsini) riuscì ad interrompere la egemonia del Mago di Dormello che vinse dieci derby in 13 anni. Di più: il Conte è colui che, severo e imperturbabile, marmoreo per forza scruta e saluta ognuno degli appassionati che varcano i cancelli. La sua statua infatti si trova a sinistra entrando dal cancello principale. Corsa, la sua, che ha vagato un po’ lungo tutte le stagioni. Un tempo preparazione in aprile in vista del Derby, poi chiuso agli stranieri e quindi una sorta di derby degli indigeni iper dotato, successivamente spostato in autunno ma sempre solo per gli italiani e finalmente listed conclusiva, ovviamente sempre per i tre anni, nella sua collocazione attuale , buon punto di arrivo per validi tre anni prima del riposo invernale. L’ultimo vincitore è stato Azzurro Cobalto che poi in primavera è stato runner up di Circo Massimo e D’Alessio. Prima di lui il buon Together Again e soprattutto un anno prima ancora Way To Paris che ha spiccato proprio nello Scheibler il volo verso la sua meravigliosa carriera internazionale che ancora non è conclusa. Benvenue vinse lo Scheibler e poi da anziano anche il Milano, Frankestein si mise in tasca l’Arno e la Coppa d’Oro, Gimmy vinse anche il D’Alessio. Continuando con i laureati di Scheibler ecco Fisich che fu anche secondo di Parioli e terzo di Derby, poi ecco Shibuni’s Falcon che vinse anche il Roma ma dalla corsa del Conte transitarono fuoriclasse come Falbrav oppure Tisserand, una femmina notevole come Olimpia Dukakis, un futuro re dei salti come Miocamen. Massima attenzione dunque anche alla edizione 2019 che sia pure a ranghi ridotti, saranno in cinque , non manca del nome che a quattro anni potrebbe essere importante. E’ quello di Keep and Love cui spetteranno, per avere preceduto già Bridge Jazzaraat e Malibu Roan, i galloni da favorito ma dovrà guardarsi in casa da Blue Sky Dream, laureato di HP a Firenze e Trita Sass che ha sovente sfiorato la migliore categoria.

Non solo tre anni sui 2000 dello Scheibler ma anche due HP di notevole tradizione per dare il via al mese del grande autunno. I due anni avranno a disposizione sul miglio il Sette Colli, (scelto come tris) perizia dalle profonde radici e sovente in grado di lanciare buoni galoppatori. Questa volta saranno in 11 e tra loro Caffè Leccese, Royal Wedding, Nonna Tirina, Power Chic, Pueblo, Passerotto e Fiesta Tosta. Non manca la scelta come si conviene ad un HP riuscito .Gli anziani avranno a disposizione i 2200 del Palmieri , altro Hp e scelto come tris, nel ricordo di una famiglia che per  30 anni ha significato eccellenza assoluta del turf italiano grazie ai due derbywinner Braccio da Montone e Bonconte da Montefeltro, alla Oaks winner Alice Frey, al vincitore del Parioli Arnaldo da Brescia e poi ancora Timur Lang, all’internazionale Madang, cosi come Northjet e Moon Ingraver. Al via in 12 e di ottimo livello: binocoli puntati su Pretending, Nice Name, Bharuch, Jalapeno, Fambrus, Tempesta Rosa e Prince Red. Spettacolo sicuro. In tutto le corse saranno otto , una listed, due HP, quattro handicap normali, in uno dei quali ricordiamo in Aleandro Santoni un enorme uomo di cavalli, allenatore e proprietario che a Roma ha vissuto momenti indimenticabili.
RED/Agipro

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