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Ultimo aggiornamento il 02/03/2021 alle ore 20:43

Ippica & equitazione

22/02/2021 | 09:25

Ippica, all'Ippodromo Snai La Maura spettacolare Gran Premio Mario Locatelli con lo sprint vincente di Deimos Racing

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Ippica Ippodromo Snai La Maura

ROMA - All’Ippodromo Snai La Maura Trotto uno spettacolo assolutamente all’altezza delle aspettative nel Gran Premio Mario Locatelli. D’altronde il Gruppo 3 per indigeni ed europei anziani sulla distanza di 1650 metri, secondo appuntamento classico del 2021 per l’ippodromo milanese, vedeva un campo partenti di ottimo livello, con la presenza di alcuni tra i migliori soggetti del panorama nazionale, che hanno avuto il merito di dar vita ad una edizione tiratissima. La prima sorpresa si è avuta nella fase iniziale, dove Ua Huka e Zef, i due soggetti che nelle previsioni della vigilia sembravano destinati a contendersi la leadership della corsa, sono entrambi sbottati di galoppo: ne hanno approfittato Vincero’ Gar, cogliendo un gran lancio dal largo della fila, e Deimos Racing, che riusciva a sistemarsi alle spalle del rivale superando Showmar. L’atteso Zaccaria Bar non perdeva tempo, spostava all’esterno e andava subito in pressing sul cavallo di Pippo Gubellini e la prova così non concedeva un attimo di respiro: Vincero’ Gar completava il km in 1.11.3 ma Zaccaria Bar non mollava la presa e anche Deimos Racing restava incollato alla scia del battistrada per poi spostare sull’ultima curva in scia all’attaccante: mossa azzeccatissima quella di Roberto Andreghetti, perché in retta il cavallo di Alessandro Gocciadoro aveva finalmente ragione della resistenza stoica di Vincero’ Gar e di Pippo Gubellini, ma l’allievo di Eric Bondo si ingambava nei 50 finali e proprio in zona traguardo lo fulminava svettando a media di 1.11, a un decimo dal record della corsa firmato nell’ormai lontano 2001 dal grande Varenne sulla pista di San Siro. Avrà avuto anche una mano dalla sorte, l’importato della Galla Placidia, ma la vittoria se l’è assolutamente meritata confermandosi tra i migliori free for all attualmente in attività. Perfetta l’interpretazione di Roberto Andreghetti, che ha un feeling particolare con il Locatelli che aveva già vinto in passato in quattro occasioni. Zaccaria Bar ha poco da rimproverarsi, ha corso da protagonista e ha perso soltanto per questione di centimetri; ci ha provato Vincero’ Gar, in sulky al quale Pippo Gubellini ha fatto il… diavolo sfiorando il colpaccio, mentre Showmar, in buona posizione, non è riuscito a inserirsi nella lotta in retta. Talisker Horse da centro gruppo ha recuperato qualcosa nel finale vincendo la volata per il quinto posto su Aura che comunque ha corso bene considerando lo schema proibitivo (era in scia a Zaccaria Bar) e che fino a qualche mese fa una sua presenza in un contesto simile sarebbe stata bollata come pura fantasia. Vitruvio era annunciato non al top dopo la pausa forzata dovuta alle note vicissitudini: il campione della Pink & Blck si è fatto vedere per un attimo in terza ruota all’inizio del penultimo rettilineo, poi non ha saputo perseverare lo sforzo, ma la corsa in linea con quanto dichiarato dal suo team gli serviva principalmente per affinare la condizione in vista dei prossimi impegni. Gli altri, condizionati da numeri impossibili e costretti a recuperare su ritmi proibitivi, si sono visti poco. Il pomeriggio era subito iniziato nel segno del trainer danese grazie alla vittoria della favorita Cis dell’Olmo nel Premio Nera Azzurra, la prova sui 1650 metri per femmine di 3 anni: sull’errore di Crack Stecca – che aveva difeso facilmente il comando ma si è gettata di galoppo all’imbocco della prima curva – la corsa si è subito messa in discesa per la portacolori della Nuova Alto Monferrato: Santo Mollo ha prontamente portato la figlia di Varenne a rilevare al comando Celine del Ronco, ha completato il km in 1.16.6 e in retta si è limitato a controllare chiudendo a media di 1.15.6 (nuovo personale), mai realmente impensierita dalle rivali. Ottima seconda la debuttante Crazy Noire, che Andrea Guzzinati ha richiesto allo sforzo soltanto in retta: la cavalla allenata da Flavio Martinelli ha inscenato un bel rush finale, recuperando bene e rimontando l’appostata Celine del Ronco per il secondo posto. Nel Premio Island Effe, la maratonina a resa di metri per cavalli di 4 anni, l’errore improvviso di Becoming dopo 400 metri ha stravolto quello che sembrava il copione scontato della prova. Con il soggetto dello start più pericoloso subito fuori gioco, il rientrante Bubble Effe ha potuto recuperare con calma i 40 metri di penalità, sul penultimo rettilineo ha messo in campo un parziale superiore (come d’altronde lasciavano intendere le diverse frequentazioni) liquidando Babylona Baba e nel finale si è mantenuto in chiaro vantaggio: media di 1.14.8 sui 2740 metri per il cavallo di Alessandro Gocciadoro, che mancava la vittoria dalla batteria del Mangelli. Babylonia Baba ha fatto il suo: ritrovatasi giocoforza al comando, l’allieva di Andrea Sarzetto ha provato a gestire il ritmo ma non è riuscita ad opporsi ad un rivale palesemente superiore chiudendo comunque seconda. Byron del Ronco, sull’errore di Bravissimo Lp ai 600 finali ha colto un insperato terzo posto. Debacle dei soggetti più attesi nel Premio Deep Feeling Lf, la prova sul miglio per anziani di cat. E, dove ad approfittarne è stato Velasquez Lux, che dopo una lunga serie di piazzamenti ha ritrovato la via della vittoria: quarto dal via, l’allievo di Ivan Petronelli affidato a Giuseppe Prestipino ha mosso al mezzo giro finale avvicinando i primi, in retta si è lanciato sulle tracce di Pompano Julian ed è passato ai 100 finali sull’errore improvviso del rivale imponendosi a media di 1.13.1, anche qui nuovo personale. Difficile dire come sarebbe andata senza l’errore del tedesco, ma quel che è certa è la condizione del figlio di Self Possessed, che non è mai andato così forte come ora. Unuk Bi ne ha seguito le mosse e ha chiuso secondo: Ecco Cn dopo una sgambatura non convincente ha sfondato dopo 500 metri ed è andato via a gran ritmo (km in 1.13) ma ha pagato lo sforzo nei 300 finali calando e chiudendo al terzo posto, anche perché l’altro favorito Zorro Wind ha sbagliato sull’ultima curva quando era in scia a Pompano Julian e sembrava avere ancora molto da dire. Da vero specialista di queste gare, Zar Ross ha fatto suo il Premio Alma Roc, l’altra maratonina a resa di metri riservata ad anziani di cat. A/B/C/D. L’allievo di Andrea Guzzinati è stato lesto dal secondo nastro presentandosi e sfilando dopo 500 metri sul consenziente Diabolo Castelets mentre nella fase iniziale avevano sbagliato Vamorgea dei Rum e Visia Spin: in testa, il figlio di Andover Hall ha scandito ritmo regolare completando un miglio in 2.01.5, è ripartito quando Orlando Jet si è presentato minaccioso al mezzo giro finale e in retta ha staccato con grande autorità. Media di 1.14.3 sui 2720 metri per il portacolori di Francesco Rosselli, come dicevamo adattissimo a questi schemi e a queste distanze. Diabolo Castelets ha fatto tesoro della scia del vincitore per conquistare un ottimo secondo posto, mentre Orlando Jet ha esaurito lo spunto in retta, dove è stato rimontato da Agrado, alla fine prevalente di misura per il terzo posto, e Zeppelin Kyu Bar, che pure ha avuto difficoltà nella risalita ed è tornato solo nel finale facendo leva sulla consueta generosità. Prestazione super di Canto dei Venti nel Premio Bowergil Sm, l’invito sui 1650 metri per cavalli di 3 anni: il figlio di Mago D’Amore allenato e guidato da Alessandro Gocciadoro (al secondo successo del pomeriggio) con un percorso d’assalto ha indotto alla resa Cher Ek, passando da padrone in retta a media di 1.12.9, seconda miglior prestazione stagionale per un 3 anni a un decimo dal record firmato dal compagno di training Cobra Killer Gar, realizzato sempre sulla pista de La Maura a inizio anno. Ottima impressione, anche perché il portacolori della Barbalbero ha pure mostrato qualche difficoltà di impiego durante il tragitto costringendo il suo interprete a riprenderlo più volte. Cher Ek ha avuto il merito di avere provato a reggere le bordate del rivale, dando così vita ad un duello prolungato e appassionante almeno sino ai 250 finali, ma Canto dei Venti si è confermato la “bestia nera” del’allieva di Baroncini costringendola per la terza volta a guardargli la coda. La corsa degli “altri” è stata vinta dopo corsa d’attesa da Capovento Pax. Gentlemen protagonisti nel Premio Jujitsu Hanover in sediolo a cavalli di 5 anni: Stefano Manzato ha posto le basi del successo di Aldoc Dr cogliendo un ottimo lancio con l’allievo di Fausto Barelli: in testa, il figlio di Sj’s Caviar ha confermato l’ottimo momento di forma sciorinando un percorso in 1.13.6, facendo pesare la risalta alla temuta Annina, mai in grado di avvicinarlo, e controllando senza troppi problemi il tentativo dell’appostata Altair Etoile, che ha fatto tesoro della posizione chiudendo seconda: A Wonder Bi dopo essere rimasta all’esterno ha avuto schema non facile trovando la schiena preziosa di Annina dopo 600 metri: l’allieva di Erik Bondo ai 400 finali ha mosso in terza ruota e in retta è emersa al terzo posto.

RED/Agipro

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