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Ultimo aggiornamento il 17/04/2021 alle ore 10:43

Ippica & equitazione

19/02/2021 | 19:25

Ippica: all'Ippodromo Snai La Maura, aspettando il Gp Locatelli, c'è Craken As che ci ha preso gusto

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Ippica Ippodromo Snai La Maura

ROMA - All’Ippodromo Snai La Maura Trotto, in attesa del Gran Premio Mario Locatelli in programma domenica, è andato in scena il consueto appuntamento del venerdì che ha saputo offrire agli appassionati qualche spunto tecnico apprezzabile. I colori della scuderia Wave si sono messi in evidenza nel Premo Daguet Rapide, la prova sui 2250 metri per cavalli di 3 anni: l’atteso Craken As come da previsione è sfilato in breve al comando sul consenziente Cupido Cup, ha gestito indisturbato il ritmo completando il primo km in un comodo 1.19 e ha cambiato decisamente marcia nel secondo giro percorso in progressione in 1.14, controllando senza eccessivi problemi l’affondo di Cechov. Media di 1.15.7 e secondo successo consecutivo per l’allievo di Erik Bondo, guidato con estrema sicurezza da Santo Mollo. Bene anche il secondo arrivato Cechov, autore di bel recupero nei 600 metri conclusivi, mentre l’appostato Cupido Cup in retta ha un po’ mollato la presta chiudendo al terzo. Presentata di nuovo senza ferri (come in occasione della vittoria del 27 dicembre sulla pista), Hey Jude ha dominato dal primo all’ultimo metro il Premio Ouragon, la prova sul miglio per cavalli di 4 anni: il nuovo personale, 1.13.2, sta a dimostrare la bontà della performance dell’allieva di Marco Smorgon, interpretata con precisione dal sempre più convincente Edoardo Loccisano (una delle “novità” più interessanti di questa prima parte di annata). L’importata ha fatto tutto con estrema naturalezza, conquistando il comando, tenendo ritmo brillante e staccando in retta per eludere il bel finale di Badgirl Fi, quest’ultima valida anche al salto di categoria: l’allieva di Andrea Guzzinati ha mosso sull’ultima curva prevenendo le mosse di Baronerosso Ply, ha percorso la piegata in terza ruota e in retta è finita ancora forte recuperando metri sulla vincitrice pur senza impensierirla seriamente. Bentley Ferm, seconda dal via, invece in retta è rimasta un pò sui suoi passi e ha chiuso terza, mentre Back On Top ha provato a risalire all’esterno ma ai 300 finali è calato drasticamente. La punta ci ha visto benissimo schierandosi con convinzione per Usual Kronos nel Premio Iacob del Ronco, la “gentlemen” di giornata riservata a cavalli anziani di cat. D/E: l’allievo di Cristian Rizzo ha ripagato le attese ma parte del merito va a Filippo Monti, che ha interpretato con gran senso del traguardo il figlio di Donato Hanover riuscendo a risolvere una corsa che sembrava essersi messa in salita dopo che il rivale dichiarato (e compagno di training del vincitore) Silverado Lux aveva conquistato il comando senza spesa: Silverado ha guidato deciso guadagnando e mantenendo un paio di lunghezze di vantaggio sul resto del gruppo, ma nei 100 finali ha accusato un calo sensibile e così Usual Kronos, dopo aver sfruttato a lungo la scia di Saccarina Be in seconda pariglia, lo ha raggiunto e superato di slancio nelle ultime battute, imponendosi a media di 1.13.5. Saccarina Be non ha trovato posizione in avvio e si è rassegnat a galleggiare al largo scoperta, ma nonostante lo schema ostico è rimasta in quota e ha chiuso ancora ottima terza.
Marco Smorgon come sempre sta facendo un ottimo lavoro con i giovani (vedere le percentuali dell’annata con i 3 anni). Nel Premio Rangone il trainer torinese ha portato personalmente alla prima vittoria della carriera l’interessante Cordobes: il portacolori della Trotto Italia non si è opposto nella fase iniziale a Cupido, lo ha pedinato e in retta è riuscito a risolvere la volata finale sull’ottimo Charly Laksmy al nuovo record di 1.15.6. Buona impressione perché in retta il figlio di Pascia Lest è stato costretto a ripartire quasi da fermo ma è comunque riuscito ad arginare il coetaneo allenato da Pietro Demuru, che invece arrivava lanciato da una bella progressione iniziata ai 600 finali. Accoppiata tutta torinese al traguardo, con Cash Wind al terzo posto con qualche recriminazione avendo trovato tardi lo spazio per sprintare. Male Corazon Font, calato nettamente sull’ultima curva. Edoardo Loccisano concedeva il bis nel Premio Dream With Me grazie all’ottima Viola, una cavallina che davvero non finisce di stupire: l’allieva di Giovanni Fulici è stata respinta al via da Take Me Home ma è riuscita a sistemarsi alle spalle del rivale, ne ha tenuto la scia sino in retta e allo speed lo ha battuto di forza emergendo a media di 1.14.6 sui 2250 metri, centrando così la prima vittoria della carriera sulla distanza. Take Me Home ha salvato il secondo posto da Udinì Font, liberatosi tardi. Terza vittoria nelle ultime quattro uscite per Baldur: in buon momento di forma, il cavallo affidato da Manuele Matteini a Roberto Vecchione ha imposto la sua legge nel Premio Hangone, e questo nonostante uno scomodo numero in seconda fila che lo ha logicamente costretto a costruirsi la corsa. Per nulla intimorito dal percorso allo scoperto, il portacolori di Cristine Krug ha gradualmente raggiunto la battistrada Bper Gams per sopravanzarla in retta e svettare a media di 1.14.9 sui 1650 metri. Bounty Roc ha sfruttato a dovere la scia del vincitore nella risalita all’esterno, ma in retta il portacolori della scuderia Sant’Eusebio non ha trovato le forze per potere impensierire il rivale e si è dovuto accontentare del secondo posto, mentre sulla stremata Bper Gams è scattato Boateng Jet che proprio in zona traguardo ha fatto sua la terza moneta. Vincitore appena ventiquattr’ore prima del TQQ all’Arcoveggio, Zack Spritz ha brillantemente concesso il bis nel Premo Unica Donna, la prova a resa di metri per soggetti di cat. E/G. Con Maurizio Cheli in regia, l’allievo di Andrea Sarzetto è riuscito ad accodarsi subito in scia alla battistrada Ulrica Mont, al mezzo giro finale ha mosso all’attacco della rivale e in retta è passato netto per svettare a media di 1.14.4 sui 1650 metri. Ulrica invece è calata subendo anche Tinto del Nord, che era partito velocissimo (pure troppo: per Lorenzo Besana 5 giornate di appiedamento) sistemandosi subito terzo, complici gli errori di un paio di rivali sulla prima curva.
RED/Agipro

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