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Ippica & equitazione

29/04/2022 | 10:40

Ippica, sì del Mipaaf alla vendita delle immagini delle corse italiane ai bookmaker esteri: fase sperimentale fino al 30 giugno 2023

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ROMA – Le immagini delle corse ippiche italiane potranno essere cedute a bookmaker esteri: lo ha stabilito il ministero delle Politiche agricole, con un decreto che fissa la durata della fase sperimentale fino al 30 giugno 2023. Nel provvedimento – pubblicato sul sito del Mipaaf – è scritto che si potrà cedere «l’utilizzo del segnale televisivo, relativo alle corse che si svolgono negli ippodromi, alle società di corse che avanzano specifica richiesta e sono in possesso della strumentazione e della capacità organizzativa idonea a consentire una efficace gestione». Saranno quindi le società di corse a gestire direttamente le operazioni di commercializzazione, in cambio di una remunerazione per il servizio. La fine della fase sperimentale di vendita delle immagini è fissata al 30 giugno 2023, mentre le istanze potranno essere presentate fino al 31 dicembre 2022. Il decreto rappresenta, secondo addetti ai lavori e operatori, rappresenta un passo in avanti nella modernizzazione del settore, anche se restano sul tavolo alcune criticità. In particolare, il vincolo di non poter vendere “pacchetti” di gare a società specializzate nella gestione dei diritti ma solo a singoli bookmaker, rende più complessa e onerosa l’attività di commercializzazione. Inoltre, i due parametri economici fissati dal Mipaaf nella fase sperimentale – il “limite” di 150mila euro per ciascun contratto e il 40% degli introiti (al netto dei costi, è scritto in una circolare diffusa pochi giorni fa) che il bookmaker estero deve riconoscere alla società di corse – rendono complicata l’azione commerciale. In ogni caso, prosegue il decreto, i diritti di immagine delle corse «rimangono di esclusiva proprietà» del Mipaaf, che autorizza le società di corse a commercializzarli. Queste ultime dovranno garantire che «l’utilizzo del segnale televisivo delle corse che si svolgono nell’ippodromo avverrà esclusivamente ai fini della raccolta delle scommesse – in qualunque modalità effettuata - al di fuori del territorio nazionale» e che «l’offerta da parte delle società cessionarie escluderà i consumatori residenti in Italia». Il valore complessivo di ciascun contratto di commercializzazione stipulato dalle società di corse non potrà «essere superiore a 150mila euro, al netto dell’IVA».

NT/Agipro

Foto Credits Michael Miloserdoff CC0 1.0

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