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Ultimo aggiornamento il 16/12/2018 alle ore 11:00

Ippica & equitazione

05/11/2018 | 08:50

Ippica, Premio Lydia Tesio a Capannelle: vince God Given

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Ippica Premio Lydia Tesio Capannelle God Given

ROMA  - È stata una grande giornata dedicata all’ippica quella che domenica 4 novembre ha animato l’Ippodromo Capannelle, tornato al centro dell’attenzione di tutto il mondo ippico con il Roma Champions Day. Malgrado una giornata non particolarmente propizia dal punto di vista atmosferico, l'evento organizzato da Hippogroup Roma Capannelle ha richiamato a Capannelle una nutrita schiera di appassionati, a conferma della grande concentrazione di qualità, valenza tecnica, spettacolare, strategica ed emozionale. «Non possiamo che essere entusiasti di questa prima edizione del Roma Champions Day, una giornata riuscita magnificamente malgrado le condizioni atmosferiche - le parole del direttore generale di Hippo Group Roma Elio Pautasso -. Peccato solo per l’assenza delle istituzioni, Roma Capitale e il Mipaaft, dal quale ci si aspettava un segnale di vicinanza in un momento così delicato per l’ippica italiana».

PREMIO LYDIA TESIO SISAL MATCHPOINT - Faro indubitabile dell'odierno Roma Champions Day era il Lydia Tesio, gruppo 1 riservato alle femmine di tre anni ed oltre sul doppio chilometro, attualmente unica corsa in Italia a potersi fregiare di tale status nel calendario europeo pattern ed alla quale dobbiamo aggrapparci per rimanere nel salotto buono del turf che conta. Ergo siamo al Piave ma le straniere, le migliori, questa volta han da passare per garantirci la permanenza in quel gruppo elitario. Il premio ricorda in Donna Lydia la esemplare consorte di Federico Tesio, l'unica persona di cui il mago di Dormello si fidasse ciecamente e alla quale aveva, di fatto, delegato il controllo dell'allevamento. Le abbondanti piogge cadute in questi giorni rendevano molto pesante lo stato del terreno, sul quale non si ritrovava Well Timed, la favorita della vigilia, e la vittoria andava all'inglese God Given (Nathaniel), in sella alla quale Jason Watson, stretto nella morsa di Nyaleti e Snowy Winter, estraeva in extremis il coniglio dal cilindro, trovando il guizzo risolutivo nel tratto conclusivo per aver ragione delle tenaci avversarie, finite nell'ordine alle sue spalle. La vincitrice, di proprietà della St. Albans Bloodstock, è allenata in Inghilterra da una leggenda del galoppo internazionale, Luca Cumani, che suggella con questa ennesima perla la sua fulgida carriera, alla quale porrà termine tra pochi giorni per dedicarsi interamente all'allevamento.

PREMIO GUIDO BERARDELLI - La corsa riservata ai 2y con ambizioni classiche, ricorda in Guido Berardelli il presidente storico dell’Unire, volano dell’ippica italiana dal dopo guerra fino agli inizi degli anni 80, che fu anche proprietario di Nuccio, secondo e poi primo – con i colori Aga Khan - nell’Arco primi anni '50. Si affermava agevolmente Atom Hearth Mother (Rock of Gibraltar) - training di Alduino e Stefano Botti per la fam. Crecco - pronto a rispondere quando richiesto dal suo interprete, Gerard Mosse, per debellare la coriacea resistenza di Armageddon e del l'iniziale leader San Gregorio. Non andava oltre il quarto posto il caldo favorito Chestnut Honey.

PREMIO ROMA GBI RACING ROMA CHAMPION - Cinque soli partenti nel premio GBI Racing Roma Champion ma corsa molto combattuta, risolta di forza dall'ospite tedesco del Team Valor, Va Bank (Archipenko), allenato da Andreas Wohler e ben sostenuto da Eduardo Pedroza per respingere fin sul palo i reiterati assalti di Dario Vargiu in sella a Presley, con il favorito Anda Muchacho bene in corsa fino all'epilogo ma solo terzo davanti al vincitore del Repubblica, Royal Julius.

PREMIO RIBOT MEMORIAL LUCIANI - Alla pattern dedicata al più grande cavallo di tutti i tempi si abbina il ricordo di Lollo Luciani, personaggio che ha dato lustro all'ippica italiana, valente dirigente ma soprattutto abile allevatore dalle indubbie qualità (Altieri, Blu Constellation e Blu Air Force le sue creazioni internazionali). Il Ribot era un'autentica passeggiata di salute per lo stacanovista di Mark Johnston, Masham Star (Lawman), in sella al quale Fanning – al doppio in giornata – si limitava ad assecondare il castrone, apparso un motoscafo al cospetto dei rivali, tra i quali Villabate era l'ultimo ad arrendersi, precedendo il grigio Wiesenbach e Wait Forever, tutti ben intervallati. Completamente a disagio il favorito Time to Choose e poco meglio l'ospite Diplomat. Da segnalare il ritorno alle Capannelle, accolto sempre con grande entusiasmo dai fedelissimi, di un'altra leggenda del galoppo, l'immenso fantino Lester Piggott, uno dei più grandi di tutti i tempi, al quale è stato reso omaggio in fase di premiazione della corsa intitolata al cavallo del secolo ventesimo.

PREMIO CARLO E FRANCESCO ALOISI CONCESSIONARIA FIORI - La prova per velocisti di due anni e oltre sui 1200 metri si corre nel ricordo di Carlo e Francesco Aloisi, altri due pilastri della nostra ippica, sia come allevatori e proprietari della scuderia Metauro, sia per ruolo istituzionale, il primo presidente dell'Unire negli anni '60 e l'altro ai vertici del Jockey Club nei '70 e '80. Brillava in modo incontrovertibile, con un percorso d'avanguardia dal primo all'ultimo metro nelle mani di Salvatore Basile, la freccia Charline Royale (Zebedee), allenata da Silvia Amendola e Alessandro Turco per la Colle Papa di casa Masini, mai seriamente avvicinata dagli avversari, tra i quali – e non poteva essere altrimenti – emergeva il puntualissimo Zapel, al terzo posto d'onore in questa corsa, davanti a The Conqueror, con la detentrice My Lea risalita tardivamente a completare il quadro. Vittima del terreno estremo era invece il co-favorito Ipompieridiviggiù.

PREMIO DIVINO AMORE - In apertura di giornata è andato in scena il Divino Amore, tradizionale volata sul chilometro secco riservata ai flyer di due anni, dominato dall'inglesina Stage Play (Oasis Dream), allieva di Bell per la Clipper Logistics, nonostante un brusco scarto verso il centro della pista all'altezza del paletto dei 200 finali – bravo e fortunato Joe Fanning a mantenersi in sella – nel momento in cui era passata in vantaggio reperendo comodo varco allo steccato senza per altro danneggiar nessuno. Alle sue spalle Vabobos teneva a bada Nonna Grazia e, più discosta, Footstepsanpie. Pur con terreno totalmente differente, risultava valida la linea del Pandolfi, nella quale Stage Play era finita terza preceduta da Nonna Grazia a metà ottobre e rimasta a rifinir la condizione a Pisa presso la scuderia di Endo Botti. Deludente l'atteso vincitore del Primi Passi, You Better Run, lesto a prendere il comando della contesa ma calato vistosamente nel furlong conclusivo.
RED/Agipro

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