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Ippica & equitazione

16/08/2021 | 09:43

Ippica, Vernissage Grif replica il successo nel "Gran Premio città di Montecatini" e all'ippodromo Snai Sesana è spettacolo

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Ippica Vernissage Grif replica il successo nel Gran Premio città di Montecatini e all'ippodromo Snai Sesana è spettacolo

ROMA - La notte di ferragosto all’Ippodromo Snai Sesana di Montecatini Terme, anche in periodo di Covid e Green Pass, ha acceso ancor di più la passione per il trotto. Le mille presenze si sono entusiasmate, a dodici mesi di distanza, dalla vittoria nella 69^ edizione del Gran Premio Città di Montecatini di Vernissage Grif che, per il secondo anno consecutivo, ha dato spettacolo sul circuito toscano. E se la vittoria del 2020 era stata sensazionale, quella di questa domenica lo è stata, se vogliamo, ancora di più. Il figlio di Varenne ha vinto alla sua maniera, che è anche quella di Alessandro Gocciadoro: un cavallo e un uomo che sembrano accomunati dalla stessa feroce voglia di vincere. Vernissage Grif è un “mastino”, agguanta i rivali e li stritola, anche se si tratta di campioni del calibro di Billie de Montfort o Zacon Gio. La francese ha saggiato la dura legge nella prima batteria in cui lo svolgimento ha rispecchiato in pieno quello che era il previsto canovaccio tattico della corsa, ovvero Billie de Montfort a fare da lepre e Vernissage Grif nel ruolo di “cacciatore”.

Meno preventivabile è stato il “botto” cronometrico scaturito da una corsa vera, in barba ai possibili tatticismi, che i due protagonisti hanno affrontato con la massima determinazione. La campionessa di Guarato, facilissima al comando, è andata via sul piede dell’1.10 nel tentativo di far pesare il percorso esterno al rivale. AI 500 finali Arnas Cam, sino a quel momento incollata nella scia della battistrada, ha saggiamente mollato la presa badando al piazzamento e Vernissage Grif è così sceso in scia a Billie ricaricando per un attimo le pile ma in retta, con 70 metri finali “cattivi”, ha mosso sulla rivale e l’ha indotta alla resa. Media stratosferica di 1.10.2, realizzata tra l’altro con tutti e quattro i ferri. Semplicemente strepitoso. Billie de Montfort ha poco da rimproverarsi; Arnas Cam a intervallo ha completato la missione, mentre Vesna ha salvato il quarto posto su Atzeco dei Greppi. E se la prima è stata tanto tirata, la seconda batteria è stata tranquilla. Zacon Gio non ha avuto difficoltà a far sua perché al campione di Giuseppe Franco bastava vincere per assicurarsi la priorità di scelta dei numeri della finale sulla francese Billie de Monfort (provetta partitrice): ha risolto la pratica in 100 metri, scavalcando Dumbo (poi di galoppo sulla prima curva) e contenendo Verdon Wf che sull’errore del danese è riuscito ad accodarsi secondo. Il resto è stata ordinaria amministrazione, con Roberto Vecchione che ha completato un km tranquillissimo in 1.16.9 e ha richiesto all’allievo di Ehlert un blando allungo solo in retta per chiudere a media di 1.12.1. Missione compiuta con il minimo sforzo, preservando energie preziose per la finale. Verdon Wf ha giocato il tutto per tutto in avvio e la sorte gli ha dato una mano: conquistata la seconda posizione, l’ha mantenuta sino in fondo, confermando la verve brillante delle ultime uscite, mentre Trillo Park, che aveva tagliato il traguardo al terzo posto, è stato distanziato dall’ordine di arrivo per aver percorso sull’ultima curva più di cinque paletti con la ruota sinistra all’interno dei paletti. Hanno così guadagnato una posizione Deimos Racing (costretto ad un percorso allo scoperto, in questo aiutato dallo schema) e soprattutto Elsa de Belfonds, che ha così guadagnato l’ultimo accesso per la finale.

Lo schieramento della finale vedeva Vernissage Grif scegliere il 4, Zacon l’1 e Billie de Montfort il 2. In partenza Zacon riusciva a difendere il comando e aveva pure il vantaggio di trascinarsi Verdon Wf dal 7, mentre Billie restava all’esterno, aggirata da Vernissage che iniziava subito il suo pressing sul battistrada. Ne usciva un km in 1.10.7, ma la resa dei conti ”vera” iniziava al mezzo giro finale, quando Vernissage aumentava ulteriormente il pressing e Zacon provava a resistere. Come lo scorso anno, Vernissage appariva padrone della situazione già in curva e infatti in retta vinceva la resistenza del rivale e poteva concludere in passerella trionfale, media di 1.10.4, per la gioia del suo interprete e naturalmente quella del suo appassionatissimo proprietario Gennaro Riccio. Zacon Gio pagava lo sforzo e sul palo perdeva anche il secondo posto da una coraggiosa Billie de Montfort, che con grinta teneva duro sul penultimo rettilineo e acciuffava il rivale negli ultimi metri. Quarto posto per Deimos Racing davanti a Arnas Cam e Elsa de Belfonds. Poco altro da aggiungere: ha vinto il più forte, semplicemente. Passando alle altre prove della bella serata al Sesana ad aprire il convegno sono stati i 3 anni impegnati nel Premio Corso Roma, sui 1640 metri: dopo il forfait del favorito tecnico Ciliberti, quello che era il “contro” nei pronostici della vigilia, ovvero Conte Prad, non ha avuto difficoltà a centrare la vittoria anche perché dopo 500 metri non ha trovato opposizione dal battistrada iniziale (e compagno di training) Crisper: sfilato in testa senza spesa, Antonio Di Nardo in sulky al cavallo di Gennaro Casillo ha cincischiato per tutto il primo km allungando in progressione sul rettilineo di fronte sull’avanzata di Cronos Caf e non si è mai fatto avvicinare cogliendo una nettissima affermazione a media di 1.13.9. Cronos Caf, dopo partenza prudente, si è impegnato al largo e pur non riuscendo mai a minacciare il vincitore si è guadagnato chiaramente la seconda piazza su Crisper, ancora in quota per il terzo posto.

Daughter As ha bagnato con una vittoria il suo esordio agonistico siglando il Premio Scuola del Cavallo Trottatore By Wave: complice, è vero, l’errore iniziale del favorito Django As, estromessosi all’imbocco della prima curva mentre era in lotta per il comando con Daughter As e Dettofatto Laumar. La portacolori della Ecurie Carsko ha lasciato strada al coetaneo di Francesco Alessandrini per poi muovere all’attacco sul rettilineo di fronte: i 500 metri finali si sono così risolti in un bel testa a testa in famiglia tra papà Vincenzo Piscuoglio Dell’Annunziata, in sulky alla debuttante di Tiberio Cecere, e il suo erede Carmine: Daughter As, che già in qualifica aveva fatto intendere di essere una cavallina interessante, ha fatto valere i migliori argomenti e in retta è passata a media di 1.18.2. Al terzo posto ha chiuso Do It Better. Secondo successo consecutivo per Brigitte Gso, che nell’ultimo scorcio di stagione sembra aver trovato, oltre ad una eccellente condizione, anche quella regolarità che è stata spesso il suo tallone di Achille. Un merito, nel Premio IV Novembre, va anche a Roberto Vecchione, che ben conosce il “caratterino” della portacolori di Sonia Galanti e ha saputo assecondarla alla perfezione lungo il percorso. Nella prima frazione veloce si sono “accapigliati” per il comando Byron di Poggio e Bluff dei Greppi, alla fine costretto ad adeguarsi in seconda posizione: Blue Light è stata la prima a muovere sul rallentamento del ritmo, Brigitte Gso ne ha preso la scia e ha poi mosso in terza ruota ai 500 finali sospingendo la rivale sul battistrada Byron di Poggio: quest’ultimo sull’ultima curva ha alzato bandiera bianca, Blue Light è passata ma al largo Brigitte Gso ha insistito e in retta è passata, in maniera anche netta, svettando a media di 1.16.4. Blue Light è rimasta al secondo posto mentre Barbados, dopo aver seguito la vincitrice nella progressione in terza ruota, ha concluso al terzo posto.

Anche Vasty di Poggio ha bissato una recente affermazione dominando il Premio Corso Matteotti, la prova sui 1640 metri per anziani di cat. D/E con i gentlemen in sediolo. Schema al bacio per il portacolori della scuderia Mistero e guidata perfetta del suo interprete Daniele Orsini, lesto a prendere la scia dell’attaccante Albatros Joy, proteso in un insistito attacco alla battistrada Zuid Afrika Jbay. Dopo un km in 1.15.3, i duellanti si sono trovati a corto di energie: Vasty di Poggio è scattato in terza ruota ed è passato “sul burro” staccando i rivali e imponendosi a media di 1.13.7. Vamos Op sul penultimo rettilineo ha evitato il caos generato dall’agganciamento tra Albatros Joy e Angel Cash e ha seguito a intervallo il vincitore, mentre al terzo posto è tornata Vega Etoile con una prestazione semplicemente “mostruosa”: la cavalla guidata da Filippo Monti è rimasta gravemente attardata al via, poi ancora incerta dopo il km ma è stata capace di recuperare i tantissimi metri persi e finire fortissimo. Specialista di questi schemi, nel Premio Viale Verdi Vandalo Giò ha gettato le basi per il suo successo con una giravolta veloce dal secondo nastro che gli ha permesso di rifare in breve la penalità e di presentarsi dopo mezzo giro su Urbe del Ronco, che naturalmente gli ha lasciato strada. In testa, il portacolori di Rebecca Dami è tornato ad esprimersi su standard più vicini a quelli dei giorni migliori: Francesco Facci ha controllato perfettamente il ritmo e in retta, anche se un po’ in affanno, non si è fatto avvicinare tagliando il traguardo a media di xx. Ottimo secondo Zeno del Ronco, in seconda pariglia in scia a Una Bella Gar e poi proteso in terza ruota nel mezzo giro finale, anticipando e precedendo Virtuale che invece ha dovuto iniziare la sua risalita da fondo gruppo ai 600 finali ma è stato comunque capace di avvicinarsi ai primi. Una vittoria di Enrico Bellei nella serata del Città di Montecatini è come una ciliegina sulla torta, tanto più che la guidata del “figlio del vento” in sulky a Cralgido Sm nel Premio Piazza del Popolo è stata da applausi. Un piccolo capolavoro di tattica e gestione delle energie, visto che il cavallo allenato da Afrim Shmidra ai 400 finali si è ritrovato stretto tra i due allievi di Lucio Colletti: Cralgido Sm aveva presto guadagnato la scia di Carlos Op, nei 500 finali ha badato ad anticipare le mosse di Charles Op, in retta è finito forte a giustiziare in zona traguardo il cavallo guidato da Cesare Ferranti, che dopo percorso esterno aveva messo a sedere il battistrada Chrono EK salvandosi al contempo dal finale esterno del coetaneo guidato nell’occasione da VP Dell’Annunziata. 

RED/Agipro

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