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Ultimo aggiornamento il 22/09/2020 alle ore 17:02

Ippica & equitazione

17/02/2020 | 09:42

Ippica, all'Ippodromo La Maura, nel Gran Premio Encat si conferma Ursa Caf

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Ippica all'Ippodromo La Maura nel Gran Premio Encat si conferma Ursa Caf

ROMA -  All’Ippodromo Snai La Maura di Milano domenica con in evidenza il Gran Premio Encat che ha raccolto circa 1500 persone tra il bordo pista e la tribuna, si legge in una nota. Una prova, quella di Gruppo 2 sui 2250 metri che, pur con l’assenza di Zacon Gio, ha mantenuto pienamente le attese di spettacolo e incertezza promesse alla vigilia. Non era difficile prevedere che sarebbe stata un’edizione al femminile, vista la netta prevalenza delle quote rosa anche in sede di pronostico, e difatti è stata proprio l’ottima Ursa Caf a spuntarla. La vittoria nel fiorentino Ponte Vecchio ci aveva riconsegnato al top la splendida figlia di Exploit Caf, i selettivi 2250 metri della pista milanese hanno confermato che la cavalla allenata da Antonio Esposito e Osvaldo Tommaselli è a buon diritto una protagonista di vertice tra i migliori anziani attualmente in circolazione, in particolare sul doppio km, distanza che gradisce particolarmente. Non era facile risolvere una corsa che a livello tattico, con la favorita al betting Zaniah Bi davanti sulle alleate (e compagne di training) Sonia e Ua Huka, si era messa malissimo, ancor di piu’ perche’ la biasuzziana si era potuta permettere un primo km tranquillo in 1.16.5. Antonio Di Nardo ha atteso il piu’ a lungo possibile per muovere all’esterno, e’ quindi risalito gradualmente su Zaniah Bi ad un giro dalla fine, seguito da Deimos Racing, Vernissage Grif e Vincent Ferm: la corsa e’ entrata nel vivo al mezzo giro finale, quando la mossa di Vincent Ferm dalla quarta pariglia ha prodotto la reazione di Deimos Racing che ha sospinto Ursa Caf con maggiore decisione all’attacco di Zaniah Bi: la rossoverde inaspettatamente ha avuto poco da opporre, Deimos Racing in curva e’ sembrato poter prevalere ma Ursa Caf sul passo ha reagito e in retta, mentre il maschio esauriva lo spunto, si e’ distesa per imporsi alla grande a media di 1.13.2 sui 2250 metri. Bellissima vittoria e soprattutto strepitosa “pennellata” del suo interprete, per il quale e’ quasi inutile sprecare altri aggettivi. Deimos Racing ha cambiato tattica rispetto a Firenze e ha dimostrato che agendo di spunto puo’ essere piu’ incisivo: gli sono mancati i 100 finali, ma la prova e’ stata positiva. Sonia, dopo aver lasciato strada a Zaniah Bi, si e’ liberata in retta ed e’ emersa al terzo posto salvandosi da una Toscarella a dir poco strepitosa, finita a bomba al largo di tutti (e dire che la portacolori di Roberto Stancari era stata vittima di breve incertezza in avvio) e da Vincent Ferm. Per Sharon Gar il numero 1 si e’ rivelato una trappola dalla quale l’allieva d Holger Ehlert non e’ riuscita a liberarsi, mentre Zaniah Bi, come dichiarato da Alessandro Gocciadoro nel dopocorsa, ha corso troppo male facendo ipotizzare che possa essere stata vittima dell’influenza che gira attualmente nelle scuderie. 

Quella dell’Encat è stata l’unica nota stonata di una giornata che per Alessandro Gocciadoro è stata a dir poco trionfale, con un poker di successi da allenatore e guidatore. Il pomeriggio era iniziato nel migliore dei modi, con Unique Rek capace di prendersi lo scalpo del netto favorito Timone Ek. Con i venti metri di vantaggio sulla rivale e sul progresso atteso dopo la discreta prova di rientro, si pensava che il campione di Luigi Lettieri fosse difficilmente battibile nel Premio Giuseppe Bi, ma Timone Ek ha dovuto spendere per superare Ultrasonido completando i 600 in 42.6 e arrivando al km in 1.12.7, e in una corsa affrontata “a viso aperto” alla fine si e’ trovato esposto al finale di una cavalla che possiede un parziale di 300 metri davvero micidiale e alla quale vanno comunque riconosciuti grandi meriti, soprattutto per saper mantenere da mesi una forma “stratosferica”: reduce da un paio di prestazioni in cui, anche per sfortuna, aveva raccolto meno di quanto avrebbe meritato, Unique ha mosso ai 500 finali superando la labile opposizione di Revillon, ha guadagnato la scia del rivale e nei 100 finali lo ha colto in crisi per passare chiaramente nelle ultime battute, a media di 1.12.4 sui 1670 metri. Ultrasonido ha concluso terzo rintuzzando Revillon, che aveva speso nella fase iniziale per trovare posizione, riuscendovi solo dopo 500 metri e solo grazie all’errore di Star di Girifalco. 
Immediato il raddoppio dell’uomo in giallo con la stimata Betta Zack, per la quale il Premio Cirdan si è subito trasformato in un lavoro ben remunerato: in testa, la portacolori dell’Allevamento Il Grifone si e’ ritrovata isolata in avanti sugli errori di Brezza Laksmy e Brigitte Gso e ha trottato tranquillamente la distanza a media di 1.14.7, centrando la terza vittoria in altrettante uscite per il suo preparatore. Molto piu’ indietro, Brenda Pizz e Bica Dl, uniche “superstiti” (anche Baltimora Trio aveva sbagliato, prima dello stacco) hanno fatto un’altra corsa, in realta’ solo fino ai 500 finali visto che quando ha spostato la cavalla di Casillo ha liquidato in un amen la rivale. 
“E’ il miglior 3 anni che ho in scuderia”: la dichiarazione di Alessandro Gocciadoro nell’intervista pre-corsa illustra chiaramente la stima che il trainer emiliano ripone in Bubble Effe e anche il valore intrinseco del figlio di Nesta Effe, visto che tra i compagni di training ci sono altri soggetti con ambizioni importanti: al rientro dalla prova sfortunata nella eliminatoria del Premio Mipaaft, il portacolori del signor Mauro Prospero ha subito ripreso confidenza con il traguardo dominando il Premio Merckx Ok al termine di un nitido percorso d’avanguardia concluso a media di 1.14.5, con un primo km in 1.15 e una chiusa in 43.5 con la quale ha lasciato a debito intervallo gli avversari di giornata. Tra questi è emerso buon secondo Bengurion Jet che di fatto ha corso solo i 300 finali piazzando uno scatto importante per dominare Bella degli Dei che aveva provato ad anticiparne le mosse prendendo la scia di un temerario Brenno Laumar, il quale invece aveva mosso presto all’esterno provando ad avvicinare il battistrada. 

Il poker Gocciadoro lo ha calato in chiusura con Aston Bar nel Premio Lisa America, la prova con partenza tra i nastri per cavalli di 4 anni: il portacolori della 4 Ab ha trovato l’opposizione di Amour Petit dietro al quale si è adeguato dopo 600 metri violenti in 41.5: in retta Aston Bar ha di nuovo spostato e ha fatto un sol boccone della rivale, svettando a media di 1.13.6. Amour Petit ha dovuto accettare la supremazia del rivale, mentre Attalo piu’ indietro ha controllato per il terzo posto Asso Ek. 
In progresso rispetto alla prova di rientro, Zarevic Blessed ha siglato il Premio Igor Font, la condizionata sui 1650 metri per buoni cavalli di 5 e 6 anni: la corsa ha perso nelle fasi iniziali due dei possibili protagonisti, Zinko Top e Zipolo, con Zeta Spritz che ha rilevato al comando Zebù Wf e ha imposto ritmo brillante (km in 1.12.2): dopo aver rinunciato al lancio, Zarevic Blessed sul penultimo rettilineo si è avvicinato a larghe folate ai primi due e nonostante l’ultima curva in terza ruota per l’anticipo di Zebu’ Wf, in retta e’ passato di slancio per imporsi da cavallo pienamente ritrovato, a media di 1.12.6, con Roberto Vecchione in sediolo. Zebù Wf ha chiuso secondo su Zeta Spritz, piu’ indietro Valle Incantata (anche lei vittima di errore al via) ha concluso al quarto posto. 
C’è voluto il fotofinish per decretare il vincitore del Premio Rocca Vini Superiori, la prova a resa di metri per soggetti di cat. E/F/G con i gentlemen in sediolo risoltasi in una convulsa volata sul calo di Lajos Cella che aveva guidato a buon ritmo (km in 1.14.8): all’ingresso in retta, dalla scia del battistrada si è liberata con le buone e con le cattive l’appostata Zunbawe, estrema outsider del campo, sulla quale sul palo è piombata l’ottima Tuberosa, in terza ruota costante nei 500 finali. La foto ha premiato l’allieva di Giuseppe Schettino, guidata con determinazione da Fabio Marchino (appiedato per l’anticipo al limite di cui ha un po’ fatto le spese Uptown Kronos), salvatasi di un baffo dalla generosa Tuberosa, mentre la favorita Uptown Kronos ha chiuso terza su Velasquez Lux finita al largo di tutti, e Urpiduss, quinto all’interno senza spazio. 
 
 FOTO DENA - SNAITECH


RED/Agipro
 

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