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Ippica & equitazione

12/03/2022 | 09:11

Ippica, all'Ippodromo Snai La Maura Abbys Wise As al top della forma e Gocciadoro ricala il poker

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Ippica all'Ippodromo Snai La Maura Abbys Wise As al top della forma e Gocciadoro ricala il poker

ROMA - All’Ippodromo Snai La Maura Trotto di Milano un venerdì pomeriggio che si è tinto di giallo, il colore dominante della giubba di Alessandro Gocciadoro. Il driver di Noceto replica il poker di vittorie firmato sette giorni fa, anche se stavolta “soltanto” tre sono state quelle ottenute come guidatore. La più spettacolare è arrivata in conclusione di pomeriggio nel Premio Orient Horse, la maratonina a resa di metri valida come Super TQQ, merito di un Abbys Wise As presentato al top della condizione: il portacolori della Scuderia Ale & Dany ai 600 finali era riuscito a liberarsi da una scomoda posizione a centro gruppo all’interno guadagnando la scia di Arnold Cup in terza pariglia e in retta ha piazzato uno scatto terrificante acciuffando in zona traguardo il favorito Brillant Ferm a media di 1.15.3 sui 2720 metri. Prestazione superlativa, quella del figlio di Maharajah (che ha solo il difetto di peccare di continuità nel rendimento), ma anche una “pennellata d’autore” del driver di Noceto. Brillant Ferm ha poco da rimproverarsi: unico ad avviarsi dal terzo nastro, il cavallo di Mauro Baroncini ha affrontato in costante terza ruota tutto l’ultimo giro per aggirare il gruppo, superando l’opposizione coriacea di Apocalypto e agguantando infine in retta il battistrada Output Pressure, ma quando lo sforzo sembrava poter essere premiato ecco arrivare il finalone del rivale a strozzare in gola l’urlo di gioia ad Andrea Farolfi e ai tanti sostenitori del favorito. Output Pressure allo start poteva essere uno dei “veleni” della corsa, e da buon svedese il cavallo di Emanuele Ossani ha interpretato alla perfezione il ruolo almeno sino ai 100 finali: il terzo posto è un comunque un eccellente risultato per le energie profuse per tutto il percorso. L’outsider Bellamente si è mantenuta sorprendentemente in quota facendo la gioia dei due fortunati scommettitori che hanno azzeccato il ricco Quarté, mentre la scommessa Quinté è rimasta senza vincitori nonostante la presenza al quinto posto dell’esperto Arnold Cup. La riunione è subito iniziata nel segno di Gocciadoro anche se le premesse non erano state incoraggianti. Blumen Indal infatti non aveva convinto in sgambatura, ma in corsa risolveva con grande autorità il Premio Tarport Lizzy, l’invito sui 1650 metri per cavalli di 5 e 6 anni: il portacolori della Indal un pò a sorpresa sfilava dopo 600 metri veloci su Bondo Jet, e una volta in testa imponeva passo corposo tagliando il traguardo al record di 1.12.9, mentre alle sue spalle Bondo Jet rientrava per il secondo posto a Brigitte Gso, coraggiosamente all’esterno nei 600 finali. Axe Zack invece non era preciso di meccanica e sbottava di galoppo dopo 400 metri. Nel Premio Abano As, l’invito sui 2250 metri per interessanti cavalli di 3 anni, Dundee As centrava la terza vittoria consecutiva al termine di un generoso percorso in costruzione, ma qui Alessandro Gocciadoro doveva ringraziare la buona stella perché uno sfortunatissimo Duca As dopo aver agito in scia al coetaneo si gettava di galoppo all’ingresso in retta quando sembrava proporre le battute migliori: e così Dundee As nell’arrivo più lento tornava sul battistrada Dubhe Prav e passava per vincere a media di 1.14.8 sui 2250 metri mentre l’attendista Demon dell’Est terminava forte battendo a sua volta Dubhe Prav, non troppo incisivo nel finale come spesso gli succede anche va detto se il portacolori della Sant’Eusebio ha speso parecchio lungo il percorso per far pesare la risalita al vincitore.

Continental Ek regalava il poker da allenatore ad Alessandro Gocciadoro siglando in coppia con Filippo Monti il Premio Meadow Road: il gentleman emiliano era bravissimo a partire a tutta sopravanzando l’atteso Criss del Nord ritrovandosi al comando sull’errore di Costel di Pippo: in testa, il figlio di Vivid Wise As teneva botta al pressing del favorito e pur peggiorando di andatura nei metri finali si difendeva con grinta sin sul palo, tagliato a media di 1.14.7. Criss del Nord sull’ultima curva dava l’impressione di viaggiare meglio del battistrada ma in retta doveva essere guidato da Marco Castaldo e falliva l’aggancio mentre terminava forte Caty Ama chiudendo terzo a ridosso. Se ad Alessandro Gocciadoro spetta meritatamente l’ennesima copertina, non passano in sott’ordine gli ottimi risultati che sta conquistando Filippo Rocca in Italia e all’esterno, come allenatore ma anche come driver. L’ex gentleman brianzolo ha portato al successo Capiroska Font nel Premio Ambassador As, la maratonina a resa di metri per cavalli di 4 anni gestendo alla perfezione le energie della sua portacolori (miglio in 2.02): la figlia di Oropuro Bar ha allungato in progressione nell’ultimo giro, con un quarto finale in 28.1 si è scrollata di dosso la presenza minacciosa del favorito Colibri Jet all’ingresso in retta salvandosi poi dall’affondo di Cralgido Sm, liberatosi tardi dalla sua scia. Media di 1.15.9 per la vincitrice, che evidentemente gradisce le lunghe distanze avendo già vinto una prova analoga sulla pista ed essendosi piazzata ottima seconda a Vincennes. Finiva forte in retta Capovento Pax bruciando per il terzo posto Canto dei Venti, mentre Colibri Jet calava in retta confermando l’impressione non brillantissima del rientro romano. Dopo le due piazze d’onore recenti, l’attesa Dynamo Can Bar centrava la prima vittoria della carriera siglando il Premio Ambro Junction, la reclamare sui 1650 metri per cavalli di 3 anni: partita con prudenza, la cavalla di Gennaro Casillo oggi guidata da Roberto Vecchione muoveva all’esterno avvicinando la battistrada Dominique Roc, passava prima del km sull’errore improvviso della rivale e allungando sicura non permetteva ai rivali di minacciarla chiudendo all’ottima media di 1.13, naturalmente nuovo personale. L’appostata Diana Trio rientrava sull’ultima curva a Dolcenera Bar e terminava seconda davanti a Divina Breed, che a sua volta rimontava Dolcenera Bar che pagava uno svolgimento poco favorevole avendo partecipato allo strappo iniziale con Dominique Roc per conquistare il comando ma rimanendo all’esterno dopo essere stata scavalcata dalla rivale. Attesa ma subito fallosa in un recente TQQ bolognese, Babylonia Baba si rifaceva con gli interessi nel Premio Renee Newton, la prova a resa di metri per anziani di cat. E/G: la cavalla di Andrea Sarzetto affidata a Carmine Piscuoglio spendeva per strappare il comando dopo mezzo giro a Bloody Mary, ma nonostante tutto sapeva proseguire a gran ritmo e teneva in rispetto il favorito Zarrazza Italia a media di 1.14.5 sui 1650 metri. Prestazione di spessore per la portacolori della signor Ketty Macor e poco da recriminare per Zarrazza Italia, secondo trottando in 1.13.8 visto che rendeva venti metri allo start. A qualche lunghezza Vaclav Lux precedeva il resto del gruppo, mentre l’ospite Bloody Mary provava a riproporsi al mezzo giro finale ma con pochi argomenti.

RED/Agipro

Foto Credits Dena Snaitech

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