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Ippica & equitazione

07/12/2022 | 18:00

Ippica, all'ippodromo Snai La Maura Bepi Bi domina il Gran Premio Coppa di Milano con un Gocciadoro che fa la star vincendo tre corse da driver e quattro da allenatore

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Ippica all'ippodromo Snai La Maura Bepi Bi domina il Gran Premio Coppa di Milano con un Gocciadoro che fa la star vincendo tre corse da driver e quattro da allenatore

ROMA – L’appuntamento di Sant’Ambrogio con le corse al trotto all’Ippodromo Snai La Maura di Milano ha avuto in Alessandro Gocciadoro il suo mattatore. Il driver di Noceto, infatti, in questa 50^ giornata stagionale sul circuito meneghino ha siglato un triplo da driver ed addirittura un poker da allenatore, mettendo il suo sigillo anche sulla Coppa di Milano - Memorial Alessandro Ferrario, che della riunione, assieme alle due batterie eliminatorie e al Premio Potenza Om, ha rappresentato la prova di punta. Per dire il vero, le batterie sono state in chiaroscuro: per titoli e alla luce dello strepitoso lavoro pubblico di qualche settimana fa, Bepi Bi accentrava le attenzioni degli appassionati nella prima qualificazione e dopo essere sfilato senza spesa in meno di 600 metri su Alchimia di Casei, il rossoverde sembrava nella classica botte di ferro e invece in retta non riusciva a sottrarsi all’affondo di un superlativo Back On Top, che con il suo preparatore Giuseppe de Filippis in sediolo “matava” nel finale il caldo favorito malgrado avesse affrontato allo scoperto scoperto i 700 finali. Prestazione superba e media finale di 1.13.2 per il figlio di Exploit Caf, mentre Alchimia di Casei emergeva terza su Agrado e Brillant Ferm, gli altri due qualificati per la finale.

Lo stesso Gocciadoro non ha deluso anche nella seconda batteria con l’altro favorito Zorro Wind. Il portacolori di Edoardo Guida seguiva all’esterno una Ugolinast meno brillante del solito al via, costretta a navigare all’esterno per provare a tastare il polso a Generaal Blanco che invece era volato di pacca al comando: girare di fuori non è esattamente il pezzo forte del repertorio della femmina, che difatti esauriva gli argomenti al mezzo giro finale. Zorro Wind invece iniziava a correre in quel momento e con una bella progressione superava agevolmente il compagno di training a media di 1.12.5. L’appostato Zeno Tab calava in retta e veniva battuto da Bessie di Poggio e Voodoo dei Greppi, i due del treno interno. Nella finalissima, che ha visto il forfait di Zorro Wind, Alessandro Gocciadoro ha potuto “dedicarsi” completamente a Bepi Bi: tolto il freno (come suggerito dall’ingegner Biasuzzi) e tolti i ferri posteriori, il figlio di Donato Hanover mostrava tutto un altro volto e dominava la compagnia dall’alto di una classe superiore, scattando dalla scia di Alchimia di Casei ai 400 finali per sorvolare in retta il battistrada General Bianco e imporsi netto alla media conclusiva di 1.12.2. Pronostico rispettato e chiesa di nuovo al centro del villaggio: Bepi Bi, oltre ad essere un cavallo di grande classe, è per ovvii motivi nel cuore del suo proprietario, e dunque la vittoria, seppure annunciata, ha una valenza speciale per tutta la connection. Agrado correva all’estrema attesa ma finiva fortissimo in retta confermando l’eccellente momento di forma, mentre Bessie di Poggio ripeteva il risultato a sorpresa della batteria e chiudeva terza su Generaal Bianco che mancava nei 100 finali. Durante la premiazione la presenza commossa della moglie e della famiglia dell’indimenticato giornalista ippico Alessandro Ferrario, scomparso nel 2019, che hanno omaggiato Gocciadoro e la scuderia di Bepi Bi.

Intanto, la “ciliegina sulla torta” per Gocciadoro è arrivata nell’interessante prova di chiusura, il Premio Potenza Om, valida anche come TQQ, grazie all’attesa Diana Pizz: come tanti altri soggetti arrivati nelle scuderie di Noceto, la portacolori del signor Johnny Pizzolato confermava il netto progresso e si esprimeva in un notevole coast to coast a media di 1.12.3, demolendo il precedente personale ma soprattutto staccando facilmente i rivali nei 400 finali. Partito bene, Dartagnan Op riusciva a rimontare per il secondo posto Doodoo Jet mentre Day of Glory con un inseguimento-monstre dopo errore iniziale chiudeva quarta su Dardo degli Dei, con Dingo (anche lui reduce da errore iniziale) appena fuori dal podio del Quinte’. L’altro successo del pomeriggio per l’uomo in giallo è giunto nella prova gentlemen: il Premio Fusetta – Trofeo sponsorizzato dallo Shatar Pub, ha visto Bitols Spritz confermarsi un… amico di famiglia per i Castaldo’s Brothers: dopo la vittoria del 18 novembre in professionisti con Max, il bisbetico figlio di Ken Warkentin faceva il bravo soldatino anche nelle mani di Marco, centrando una facile affermazione a media di 1.14.4 dopo corsa di testa. Aspramare Ama non sapeva sfruttare appieno la scia del vincitore e nel finale era superata per il secondo posto da un buon Alcoy dei Greppi, per buona parte del percorso all’esterno.

Le altre corse interessanti nel pomeriggio milanese hanno visto su tutte il Premio Sant’Ambrogio, la prova sui 1650 metri per i giovanissimi: trascurato al betting, Enea Sl sfilava un po’ a sorpresa al comando dopo 400 metri, teneva botta al pressing di Efrem, sull’ultima curva allungava e in retta poteva gestire tranquillamente il vantaggio centrando la terza vittoria della carriera al nuovo record di 1.14.3. In sulky Enrico Bellei, per un giorno a ricomporre il sodalizio “storico” con Gennaro Casillo. L’attaccante Efrem calava al mezzo giro finale, sostituito da Ebano degli Dei che correva molto bene ma poteva solo chiudere secondo, mentre l’appostata Emah Roc pur flettendo leggermente in retta conservava il terzo posto. In questa corsa Gocciadoro non aveva fortuna: il suo Elton Wise (favorito al betting) restava chiuso in corda sino all’ingresso in retta e una volta trovata la destra libera finiva con lo sbagliare: peccato, perché sembrava molto “carico”. Fra discreti 4 anni protagonisti nel Premio Gleno Dei era autore di un bel numero Capoclasse Italia, pedina della premiata ditta Mauro Baroncini-Andrea Farolfi: il portacolori della W Giovane Italia in testa non faceva prigionieri volando un primo km sotto l’1.12 e tenendo andatura elevata sino in fondo: media finale di 1.11.3 per un primo piano nitido e incontestabile. Corsaro San sfruttava la scia del vincitore e conservava la seconda piazza su Canadian Kronos, piaciuto dopo percorso non facile. 

RED/Agipro

Foto credits Dena Snaitech

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