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Ippica & equitazione

08/12/2021 | 09:24

Ippica, all’Ippodromo Snai La Maura la Coppa di Milano la vince Usain Toll

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Ippica ippodromo Snai La Maura Coppa Milano Usain Toll

ROMA - All’Ippodromo Snai La Maura Trotto di Milano l’appuntamento tradizionale nel pomeriggio di Sant’Ambrogio, Protettore della città, è stato incentrato sulla Coppa di Milano, Gr. 3 di nuovo articolato nella formula delle due batterie e finale dopo l’edizione del 2020 a prova unica. Acquistato lo scorso anno dalla scuderia Santese per correre nel circuito italiano dei free for all, Usain Toll ha avuto un periodo di ambientamento difficile: come per altri titolati soggetti della scuderia, l’esperienza al training di Erik Bondo si è rivelata fondamentale e i cavalli da qualche mese hanno ripreso ad andare forte. Lo svedese aveva già corso molto bene nel Gran Premio di Valentina, poi non era stato fortunato nella batteria del palio dei Comuni (schema impossibile) e oggi il figlio di Googoo Gaagaa ha finalmente centrato la prima vittoria sulle nostre piste. Oltre a Erik Bondo, il merito va naturalmente al suo driver Vincenzo Gallo, che lo ha interpretato in maniera “prudente” nella batteria ma ha poi gettato la maschera in finale dove ha pigiato a fondo sull’acceleratore: tolti tutti e 4 i ferri, lo svedese ha rispolverato le sue doti di eccellente partitore e in un amen ha saltato al via un egregio scattista come Suerte’s Cage, è andato via a tutto gas (600 in 42 scarsi, km in 1.11.8), con un penultimo quarto in 28.1 ha tagliato le gambe agli inseguitori e così nell’arrivo più lento ha potuto gestire il vantaggio senza patemi. Insomma, dominio assoluto da cima a fondo e netto primo piano a media di 1.11.9. Suerte’s Cage ha fatto il suo mantenendo chiaramente il secondo posto: Verdon Wf partendo in seconda fila ha dovuto subire lo schema, poi è finito bene in retta emergendo al terzo posto su Tulum. Dumbo dopo la prova dispendiosa della batteria ha corso al risparmio ma non è sembrato incisivo: Ursus Caf è rimasto all’esterno scoperto e ha avuto schema durissimo, Voltaire Gifont ha corso come in batteria senza particolari squilli, mentre Zandroz si è eliminato dopo 600 metri. Le due batterie avevano avuto svolgimenti opposti: estremamente tattica la prima, dominata in testa da Suerte’s Cage al quale, dopo un km sul piede dell’1.16 scortato da Verdon Wf, era bastato un allungo in retta per sottrarsi a rivali (con un sorprendente Tulum che bruciava sul palo l’appostato Ursus Caf senza spazio per il secondo posto e Verdon Wf quarto); molto vivace, invece, la seconda, animata dal pressing di Dumbo sul battistrada Vincerò Gar (primo km in 1.11.8): aveva provato ad approfittarne Usain Toll, che dalla scia del danese era scattato prepotente sull’ultima curva passando appena in retta, ma lo spunto dell’outsider Zandroz, magnificamente interpretato da Santo Mollo, è stato travolgente ed è valso all’allievo di Giorgio Carini un inatteso successo a media di 1.12. Più indietro Voltaire Gifont chiudeva al terzo posto sullo stanco Dumbo e sull’ancor più provato Vincerò Gar.

Uno scatenato Santo Mollo si aggiudicava anche il Premio Gleno Dei, la ricca moneta per i cavalli di 2 anni sul miglio, e ancora con un cavallo a grossa quota, risolvendo allo sprint con Daytona Roc una corsa che Dolly Wind e Pippo Gubellini, dopo un km tranquillo in 1.19.6, avevano provato a risolvere a traguardo ancora lontano, ma come spesso succede, i 2250 metri della pista de La Maura si sono dimostrati distanza estremamente selettiva e così la battistrada si è completamente afflosciata in retta: una brillante Dalia Di No è stata la prima a passare, ma il rush della portacolori della famiglia Rocca è stato travolgente e l’ha vista svettare a media di 1.16, mentre ottimo terzo è finito Dimitri Ferm, che pure non era annunciato prontissimo, su Damisela, valida a sua volta avendo affrontato il percorso allo scoperto. La connection (doppio per Filippo Rocca da trainer e triplo per il driver calabrese) colpiva anche nel Premio Sant’Ambrogio, la maratonina a resa di metri per cavalli di 3 anni, con Capiroska Font: terza dal via, la figlia di Oropuro Bar osservava spettatrice interessata le scaramucce tra Chemar e Catman di Celle (che poi passava di forza dopo un km in 1.14.4), spostava ad un giro dalla fine avvicinando il favorito di Alessandro Gocciadoro, lo impegnava duramente sul penultimo rettilineo per piegarne la resistenza appena in retta e svettare a media di 1.15 sui 2700 metri. Più indietro Chemar tornava su Catman di Celle per batterlo per la seconda moneta. Alessandro Gocciadoro trovava comunque l’occasione per timbrare il cartellino grazie a Bardo di Poggio nel Premio Potenza Om: prestazione superlativa, quella del portacolori della scuderia Incolinx, capace di dettare legge dal primo all’ultimo metro, allungando in progressione negli 800 finali (volati in 56.4) ma soprattutto lasciando quasi sul posto i rivali appena in retta con una accelerazione impressionante. Secondo e terzo dal via, Buffon Zs e Becoming sfruttavano schema e scia del vincitore per occupare le migliori piazze: Bolt si avventurava all’esterno ma in retta accusava il duro tragitto. Favoriti out nel Premio Fusetta, la prova per i 4 anni con i gentlemen in sediolo che ha aperto il pomeriggio all’Ippodromo Snai La Maura: Bargecchia Dr si eliminava nella fase iniziale mentre provava a difendere il comando, Brooklyn Wind la imitava al termine dell’ultima curva quando dopo aver debellato la resistenza di un labile Brivido dei Venti sembrava avere la corsa saldamente in pugno; e così il successo era servito su un piatto d’argento ad Alessio Ferrara e Brooke Us, che dopo aver seguito le mosse di Brooklyn Wind, si ritrovavano in vantaggio al termine dell’ultima curva e tenevano a distanza Bolt Prav chiudendo a media di 1.14.5, con Brivido dei Venti, unico superstite, lontanissimo al terzo posto. 

RED/Agipro

Foto Dena - Snaitech 

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