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Ultimo aggiornamento il 26/09/2020 alle ore 20:38

Ippica & equitazione

10/08/2020 | 10:38

Ippica, L'Abbate (Mipaaf): "Restyling delle scommesse e promozione degli ippodromi per rilanciare il settore"

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Ippica lAbbate Mipaaf scommesse ippodromi

ROMA - «E' fondamentale rivitalizzare le scommesse ippiche, con una serie di interventi a 360 gradi a cominciare dall'omogeneizzazione della tassazione rispetto alle altre scommesse sportive o magari introducendo nuovi tipi di scommesse». Lo ha detto il sottosegretario del Mipaaf con delega all'ippica, Giuseppe L'Abbate, in un'intervista a Trotto & Turf. 
Un'idea che sembrerebbe in conflitto con la posizione del Movimento 5 Stelle, ma L'Abbate smentisce: «Non abbiamo abolito le scommesse. Ne pensiamo di farlo, altrimenti bisognerebbe trovare un gettito pari per garantire i servizi dello Stato. Anzi, l'omogeneizzazione della tassazione delle scommesse ippiche, portandole allo stesso livello delle altre scommesse sportive, consentirebbe allo Stato di avere maggior gettito», ha spiegato. 
Per rilanciare l'ippica, continua il sottosegretario, bisogna «riportare la gente negli ippodromi», ipotizzando «una campagna promozionale anche in accordo con i Comuni, perché non dobbiamo dimenticare che gran parte degli ippodromi sono di proprietà comunale. Quindi una collaborazione con loro diventa fondamentale per far vivere questi spazi anche al di fuori dell'ippica», ha continuato.

Per risolvere la questione contrattuale degli ippodromi 2020 e disciplinare il rapporto con loro per i prossimi anni, prosegue, «la strada è quella che stiamo già impostando. Si basa su tre passaggi fondamentali. Un riconoscimento su criteri maggiormente selettivi delle società di corse e che non debba essere reimpostato ogni anno; un modello parametrico equilibrato che attribuisca un punteggio coerente con la qualità dell'impianto, delle corse organizzate, del servizio reso, della raccolta delle scommesse e non da ultimo anche dal livello di coinvolgimento del territorio; la stipula di un accordo pluriennale che si basi però sull'accettazione del modello parametrico scelto». 
Per il sottosegretario serve «un'assunzione di responsabilità da parte dei gestori degli ippodromi»: le società di corse «non possono più pensare di essere operativi con le sole risorse del ministero. Devono diventare degli imprenditori e quindi individuare altre fonti di reddito».
Per il futuro, comunque, «sono fiducioso. Ho visto tante criticità ma comincio a vedere anche tanti segnali positivi. Se facciamo le cose fatte bene e il settore riesce a far cambiare t'approccio culturale nei suoi confronti, allora ci potrà essere una crescita e un rilancio».
RED/Agipro

 

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