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Ultimo aggiornamento il 30/11/2022 alle ore 20:32

Ippica & equitazione

19/05/2022 | 17:39

Ippica, presentato il 139° Derby Italiano del galoppo in programma all'Ippodromo Capannelle domenica 22 maggio

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Ippica presentato oggi il 139° Derby Italiano del galoppo in programma all'Ippodromo Capannelle domenica 22 maggio

ROMA - Si è svolta oggi, nel salone del Museo dell'Ara Pacis a Roma, la conferenza stampa di presentazione del 139° Derby Italiano Università Campus Bio-Medico di Roma, in programma all'Ippodromo Capannelle domenica 22 Maggio 2022. 

Il Derby Day è il pomeriggio atteso per un anno intero da tutto il mondo dell'ippica, la corsa che arriva solo una volta nella carriera di un cavallo, il giorno dei giorni, che mette in palio non solo un nome nell'albo d'oro ma anche un posto nella storia. «L'appuntamento con il Derby Italiano del Galoppo, giunto quest'anno alla 139^ edizione - le parole dell'ing. Elio Pautasso, amministratore delegato di Hippogroup Roma Capannelle -, è senza alcun dubbio il momento clou della stagione ippica. Abbiamo deciso di impreziosire l'evento più importante dell'anno con una serie di iniziative collaterali che renderanno imperdibile non solo la giornata di Domenica 22 ma tutta la settimana che precede il Derby Day. Dal mercatino giapponese a spettacoli di animazione e ballo country, passando per convegni sul turismo equestre ed esibizioni dei butteri, tutto finalizzato a porre il cavallo al centro dell'attenzione. E alle 17.30 di domenica 22 il gran finale, il Derby Italiano del Galoppo. Vorrei però permettermi un suggerimento al MIPAAF: togliamo il pagamento al momento delle iscrizioni perché è penalizzante soprattutto per i cavalli stranieri. Pensiamo ad un sistema diverso magari con il pagamento alla dichiarazione dei partenti o in momento intermedio. Lo dico oggi ma state tranquilli che lo ricorderò più volte perché questa cosa va nell'interesse di tutta la categoria non solo dell'ippodromo Capannelle». 

Il 139° Derby Italiano Università Campus Bio-Medico di Roma sarà l'evento più importante del Derby Day, ma il ricco pomeriggio di corse offrirà un programma davvero straordinario. Ben quattro saranno le pattern in programma, compreso il Derby naturalmente. A partire dal Premio Carlo D'Alessio, corsa riservata agli anziani sulla distanza classica dei 2400 metri. A seguire il Premio Presidente della repubbliva LP Roma Boutique Legale & Professionale, summit per gli anziani di 4 anni e oltre sui 1800, e il Premio Tudini, gruppo III per cavalli di 3 anni e oltre sulla distanza di 1200 metri.

Quindi il Premio Alessandro Perrone, listed race con le femmine di due anni protagoniste sui 1100 metri, e il Premio Mauro Sbarigia, altra listed per i tre anni sul miglio. E per concludere altre quattro corse: una prova riservata ai purosangue arabi di tre anni, il Premio Wathba Stallion Cup; il tradizionale Premio Edmondo Botti by Final Furlond, pregevole HP per anziani sui 2400, e le due prove per i dilettanti, una aperta a gentlemen e amazzoni, il Premio Domenico e Sergio Arnaldi, e l'altra per le sole amazzoni, la Ladies Race.

La leggenda del Derby nasce nella seconda metà del 1700, una storia affascinante che con il tempo ha assunto i contorni della leggenda, grazie all'intuizione di Mister Stanley, dodicesimo Conte di Derby, capace insieme alla moglie ed ad un numero ristretto di amici appassionati di corse e di cavalli di mettere a punto e di definire i contorni e i connotati della madre di tutte le corse. Solo per i tre anni e sui 2400 metri. 

L'idea poi si estese anche ad una corsa per le sole femmine, sempre di tre anni ed ancora sui 2400 metri, cui fu dato senza discussione il nome di Oaks, mutuato da un fascinoso gruppo di querce che dominavano la piana di Epsom, la località scelta dal Conte di Derby tra le tante terre in suo possesso.

La questione del nome non fu pacifica poiché Lord Bunbury, anche membro della Camera dei Comuni Inglese, pretese a pieno titolo di voler dare il proprio nome alla corsa. Ne aveva diritto giacchè tra tutti gli amici era di gran lunga colui che era dotato delle maggiori cognizioni tecniche in materia e soprattutto era a lui che si dovevano i reali contorni della corsa, ovvero la limitazione ai tre anni e la distanza. Certamente il Conte di Derby metteva i terreni e la cosa assumeva un peso non indifferente, tuttavia il gruppo di appassionati ritenne meritevoli entrambi i promotori di dare il proprio nome a quella che sarebbe diventata la corsa più importante al mondo. Fu necessario il sorteggio ed il lancio della moneta favorì Mr Stanley, il Conte di Derby. Per Bunbury fu l'oblio (anche se un suo cavallo vinse la prima edizione della corsa), per Lord Derby la gloria eterna. 

In ogni parte del mondo si corre un Derby e il mondo del galoppo italiano non sfuggì a questa regola, seppur con quasi 100 anni di ritardo. Nel 1884 alle Capannelle e alla presenza di Re Umberto si disputò, recensore d'eccezione su un quotidiano dell'epoca Gabriele D'Annunzio, la prima edizione della "classicissima". Vinse Andreina che, osò scrivere lo stesso Vate, pare fosse in parte di proprietà dello stesso Re Umberto.  

Gli Albi D'Oro dei Derby di tutto il mondo sono ovviamente ricchi di nomi illustri, cavalli e personaggi che hanno fatto la storia dell'ippica. Non fa eccezione quello del Derby Italiano, nel quale spicca una presenza, Nearco, il più grande di tutti i tempi che lo corse e ovviamente lo vinse, ma anche un'assenza, Ribot, il cavallo del secolo che fu costretto a non correre. 

Impossibile non citare i nomi di campioni internazionali (il nostro Derby fu riservato solo ai nati in Italia per un secolo, fino al 1981) come Apelle, oppure Ortello, e poi ancora Crapom che fu sconfitto dal compagno Pilade, o ancora Donatello e ovviamente Nearco, Bellini e Niccolò Dell'Arca o il grandissimo Orsenigo, frenato dalla guerra. A prima della guerra risale la ultima vittoria rosa: spetta ad Archidamia nel 1936, ma nel '32 vinse un'altra eccezionale femmina Jacopa del Sellaio.  

L'ultima edizione, quella del 2021, è stata vinta dal grande favorito della vigilia Tokyo Gold, con in sella Cristian Demuro (al quinto sigillo nella corsa), davanti a Juan de Montalban e Alastor. Quasi 140 anni di storia e tanta gloria, perchè Derby Day vuol dire festa assoluta del turf italiano. 

Maggio a Roma è il mese di Horse Green Experience, manifestazione organizzata dalla rete di imprese Final Furlong in collaborazione con Hippogroup Capannelle, Università Roma Tre, Federazione Italiana Sport Equestri, Fieracavalli e altre realtà territoriali e internazionali del comparto ippico ed equestre. Attraverso il potere evocativo del cavallo, con un fitto calendario di appuntamenti che si snodano dal 19 al 29 maggio, HGE punta a valorizzare il patrimonio naturale, sportivo e culturale della città e del suo territorio nell'arco temporale che riunisce a Roma i due principali eventi internazionali del settore:  il Derby italiano del galoppo all'Ippodromo Capannelle domenica 22 maggio e lo Csio Jumping di Piazza di Siena a Villa Borghese da giovedì 26 a domenica 29.

Particolarmente ricco di spettacoli e divertimento sarà il Villaggio Horse Green Experience presso l'area tribune dell'Ippodromo Capannelle, aperto a tutti con ingresso gratuito venerdì 20 maggio dalle 18,00 alle 01,00, sabato 21 dalle 10,00 alle 01,00 e domenica 22 maggio dalle ore 10,00 alle ore 20,00, con area espositiva, gastronomia del territorio, animazione, ballo country e dj set, musica e spettacoli equestri e attività di contatto con il cavallo. Da segnalare uno spettacolo realizzato da rinomati gruppi butteri e da artisti internazionali mentre il Reggimento Lancieri di Montebello proporrà esibizioni di arte equestre e i sindaci della cintura metropolitana coinvolti nell'equiraduno parteciperanno a una cerimonia nel Winners Circle.

Per quanto riguarda le attività extra-corse, c'è grande attesa per il weekend del 21 e 22 maggio: un fine settimana denso di contenuti e novità per celebrare il quindicesimo anniversario del Mercatino Giapponese. Gli spazi dell'Ippodromo Capannelle faranno da cornice a un percorso unico tra i suoni, i profumi e le atmosfere tipiche del Sol Levante: un'area market con oltre 100 espositori, laboratori e workshop, dimostrazioni di arti marziali, spazio bimbi, un arcade game corner, lo spazio wellness e naturalmente una food area made in Japan a rendere indimenticabile la giornata alle corse.

RED/Agipro

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