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Ippica & equitazione

10/04/2021 | 08:44

Ippica: all'ippodromo Snai La Maura, con Cobra Killer Gar il poker è servito

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Ippica: all'ippodromo Snai La Maura con Cobra Killer Gra il poker è servito

ROMA - All’Ippodromo Snai La Maura Trotto di Milano pomeriggio del venerdì con una bella riunione. Fra trotto e galoppo, la scuderia Incolinx può contare su una batteria di 3 anni di grandi ambizioni: Vento di Passioni e Azteco tra i “cugini” purosangue, questo Cobra Killer Gar alle redini lunghe possono far sognare in grande l’appassionatissimo Ingegner Diego Romeo. Il figlio di Readly Express è stato brevemente anche il primatista della generazione: ma più che inseguire record fugaci, in questa parte di stagione è importante acquisire la giusta maturità mettendo a punto l’assetto e lavorando sugli aspetti caratteriali (in sgambatura aveva sbagliato perché spaventato dal trattore) e questo – crediamo – è l’obiettivo di Alessandro Gocciadoro. Nel Premio Louvre, il clou della riunione milanese, il driver emiliano ha badato al sodo almeno nella prima parte di gara, lasciando poi che il figlio di Readly Express mostrasse tutta la potenza del suo motore nel mezzo miglio finale, volato in 56.6, con la curva affrontata forse con un pizzico di prudenza (che ha spinto gli immediati inseguitori ad affacciarsi all’esterno) ma poi ripartendo in retta, sollecitato solo a braccia a concludere lo sforzo a media di 1.12.5 per il quarto successo in altrettante uscite. Le due Calypso hanno corso bene occupando le piazze come da posizioni conquistate al via, con la targata Degli Dei davanti alla coetanea della Sant’Eusebio: più indietro ma a contatto hanno concluso Celsius Mabel Fm e Chemar.

La giubba verde-fascia della Incolinx è andata a segno anche nel Premio Vi Dor grazie a Capotempesta Font: fuori quadro da netto favorito a Napoli (dove però aveva dovuto affrontare un percorso parecchio complicato), il figlio di Bold Eagle si è brillantemente riscattato avanzando e sfondando a metà corsa su Claire de Lune Bi e poi andando via sul passo: all’ingresso in retta la biasuzziana si è disunita e così l’allievo di Alessandro Gocciadoro ha potuto concludere indisturbato, firmando a media di 1.14.9 la seconda vittoria della carriera. Più indietro Cimabue Jet ha concluso secondo acciuffando Coltwine di Casei, in calo dopo risalita all’esterno. Indigeni di 4 anni impegnati nella prova di apertura, il Premio Marquez, una reclamare sui 1650 metri. Schema “al bacio” e terza vittoria in carriera (la prima dal suo arrivo nelle scuderie di Pietro Demuru) per Bastachesia Jet: con Davide Alessandro D’Antoni in sediolo, la figlia di Friction ha preso a metà corsa la scia dell’attaccante Byron del Ronco, ha atteso che il rivale debellasse la resistenza (per la verità piuttosto labile) del battistrada Broni del Sauro e in retta è passata abbastanza facilmente a media di 1.15.9. Byron del Ronco ha pagato nel finale il percorso esterno e ha chiuso secondo su Broni del Sauro: nella fase iniziale si erano eliminati Bper Gams e Beyonce’ Cup.

Un percorso “al bacio” anche per Artaterme Jet nel Premio Ora D’Oblio: forte della pole position, la cavalla allenata e guidata da Salvatore Valentino è riuscita a conservare in partenza la scia di Uncle Nico, che al comando è andato via a passo costante, e in retta ha colto in leggero calo il battistrada giustiziandolo a media di 1.14.1. Axe Zack ha concluso terzo a contatto, Zeus Lovers Treb dopo percorso allo scoperto del battistrada ha sbagliato come spesso gli accade sull’ultima curva.

Nel Premio Martin Prav, la gentleman di giornata, è arrivata la terza vittoria di fila di Azzurra Pisana, che grazie all’ottimo lavoro di Vincenzo Castiglia sembra avere risolto i problemi che l’hanno a lungo condizionata. Con il suo proprietario Thomas Manfredini in sediolo, la figlia di Ideale Luis ha risolto con grande grinta una corsa complicata, perché la battistrada Anguria Jet ha “sparato” un penultimo quarto in 28.4 proprio mentre Azzurra Pisana muoveva all’esterno nel tentativo di avvicinarla: nonostante lo sforzo, la portacolori della Fior di Loto ha tenuto duro e in retta ha colto in crisi la rivale acciuffandola in zona traguardo, a media di 1.14.1. Anguria Jet se l’è giocata a viso aperto e si è inchinata solo ad una rivale molto ispirata salvando il secondo posto dal finale di Aldoc Dr, che ha sfruttato la scia della vincitrice per risalire nei 600 finali e chiudere poi forte.

È ripresa subito la striscia vittoriosa di Badgirl Fi, che nel Premio Patrick ha colto la quarta affermazione nelle ultime sei uscite: stavolta l’allieva di Andrea Guzzinati si è improvvisata partitrice, rientrando al via a Bentley Ferm che ha provato a insistere (400 in 28.1) ma ha poi sbagliato dopo mezzo giro. In avvio c’era stato l’errore di Blu di Prussia, sulla penultima curva è arrivato quello di Baltimora Luis, cosicché Badgirl Fi ha potuto tirare tranquillamente i remi in barca e gestire a piacimento il ritmo, seguita dalla sola Beatrice Joy, a sua volta di galoppo al termine della curva: la retta si è allora trasformata in una passerella per la vincitrice, che ha concluso a media di 1.14.7 mentre l’outsider Brigliadoro ha approfittato dei tanti errori per conquistare un insperato secondo posto.

Pronto bis di Andrea Guzzinati con l’outsider Ancora Tu Bigi nel Premio Defilé, l’invito sul miglio per validi anziani: il figlio di Donato Hanover ha usufruito del duello prolungato tra il battistrada Zarchicco Park e l’attaccante Volnik du Kras per passare in retta, a media di 1.13.6, sul cavallo guidato da Federico Esposito, che almeno ha vinto la battaglia personale con il rivale di Mauro Baroncini. Nella fase iniziale aveva sbagliato Dartagnan Sisu. E se il proverbio “tra i due litiganti…” calza a pennello per la vittoria di Ancora Tu Bigi, un altro classico della saggezza popolare come “chi va piano va sano e va lontano” fotografa alla perfezione il successo di Viola nel Premio Oreste, la reclamare sui 2250 metri per cavalli anziani. Dove la cavalla di Lorenzo Besana al comando si è potuta permettere un km addirittura in 1.24.4, tra i più lenti (se non il più lento) mai visti a La Maura: Viola ha risparmiato le energie che le sono poi servite per ribattere all’assalto di Visy Pan concretizzatosi sul penultimo rettilineo e, una volta esauritosi lo spunto dell’attaccante, per salvarsi in retta dall’agguato dell’appostata Aida Vdo all’interno e dal rush efficace ma tardivo di Zelik Roc a centro pista.

Foto Dena Snaitech

RED/Agipro

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