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Ippica & equitazione

17/08/2021 | 11:19

Ippodromo di Livorno, Associazione Nazionale Galoppo: "Ricostruzioni fallaci, la sicurezza dei fantini e dei cavalli resta al primo posto"

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Ippodromo Livorno Associazione Nazionale Galoppo fantini cavalli

ROMA - «Tutte le Associazioni ippiche tifano per una riapertura del Caprilli, un impianto che rappresenta non soltanto una opportunità per il galoppo toscano, ma che riveste anche una funzione simbolica di ripresa ippica. Ogni riapertura, però, deve rispettare tutta una serie di regole per garantire la sicurezza dei fantini e dei cavalli che partecipano alle corse. Questo aspetto non può essere in alcun modo derogato e l'Associazione Nazionale Galoppo ha sempre messo la sicurezza al primo posto, anche di fronte alla perdita di una giornata di corse, che, ricordiamolo, rappresenta la principale fonte di entrate per gli operatori». Lo precisa in una nota l'associazione, intervenendo sulla questione ippodromo di Livorno. «Dobbiamo assolutamente smentire alcune fallaci ricostruzioni uscite in queste ore», si legge ancora.
Ang «è stata interpellata solo all’ultimo momento per eseguire un sopralluogo della pista e delle strutture del Caprilli» e «solo a scopo consultivo». La prima ispezione «non aveva fornito esito positivo: si evidenziavano problemi sia per quanto concerneva la pista, sia nelle strutture indispensabili a un corretto svolgimento di una riunione di corse. Risulta quindi non corrispondente al vero l’affermazione che Ang avesse ritenuta idonea la pista già dal primo sopralluogo, prova ne sia che le categorie hanno accettato la richiesta delle istituzioni di effettuare un ulteriore sopralluogo nella giornata di lunedì 9 agosto scorso per verificare lo stato dell’impianto, a seguito di ulteriori lavori di sistemazione». Anche dopo il secondo sopralluogo i fantini non hanno ritenuto che la pista potesse sopportare il carico di una intera giornata di corse e, «per andare incontro alla comprensibile “voglia di ippica” degli appassionati livornesi, si dichiaravano disponibili ad effettuare un’unica prova nella giornata del 15, una sorta di corsa promozionale», ma siamo stati «accusati di mettere i bastoni tra le ruote e addirittura di aver cambiato versione. Troviamo tutto questo inaccettabile e figlio di una ricostruzione non corrispondente alla realtà dei fatti», spiega l'associazione.
RED/Agipro

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