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Ippica & equitazione

21/08/2019 | 09:10

Ippodromo di Palermo, il bando va deserto: sfuma la stagione 2020

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Ippodromo Palermo

ROMA - Doveva essere la svolta dopo quasi 600 giorni di chiusura, ma non c'è pace per l'ippodromo di Palermo: il tanto atteso bando del Comune per affidare ai privati per i prossimi sei anni la struttura della Favorita, con un canone da 175mila euro l'anno e l'impegno a bonificarla e ristrutturarla, alla fine, è andato deserto. «Purtroppo l'unica società che si era fatta avanti per gestire l'ippodromo non ha presentato la sua offerta a causa un furto di rame di una ventina di giorni fa che renderebbe molto più onerosi i costi per gestire e ristrutturare il bene», ha detto a Repubblica l'assessore al Bilancio e al Patrimonio, Roberto D'Agostino. Nell'avviso pubblico era stato infatti previsto che i privati avessero anche l'onore della manutenzione straordinaria. Su tutte, la rimozione dell'amianto delle scuderie, stimata in 800mila euro e quella delle costruzioni abusive. Secondo l'ufficio tecnico, la cifra complessiva si aggira intorno ai 5,8 milioni di euro. «Adesso - dice ancora D'Agostino - riformuleremo il bando tenendo conto di questo danno che stiamo ancora quantificando e che sarà scomputato dal canone». 
Ma, con i tempi che si allungano, è ormai sfumata l'attesa stagione del trotto del 2020, che sarebbe entrata nel vivo tra marzo e aprile prossimi. Il ministero dell'Agricoltura aveva assegnato a Palermo appena 25 appuntamenti, che per la stagione scorsa avevano "traslocato" con cavalli e driver all'ippodromo Mediterraneo di Siracusa. Restano in attesa i circa 90 lavoratori dell'impianto e del suo indotto che, secondo una clausola "sociale" voluta dal Comune, sarebbero stati riassorbiti dai nuovi gestori e che, in primavera, erano scesi in piazza per chiedere tempi rapidi di riapertura. «È incredibile che non si capisca l'importanza di un impianto strategico - dice   Maurizio Rosso, segretario Sic Cgil Palermo - non solo perché da lavoro a tante persone, ma perché ha un potenziale che va ben oltre le mere gare sportive dell'ippica. Qui, si potrebbero organizzare grandi concerti, rassegne cinematografìche e grandi manifestazioni commerciali e culturali». Non è un mistero, infatti, che il Comune avesse pensato di utilizzare proprio l'ippodromo, seguendo l'esempio di quanto avviene in altre città come Firenze con il Visarno o le Capannelle di Roma, per concerti ed eventi musicali, nella città a corto di spazi e arene. 
RED/Agipro

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