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Ultimo aggiornamento il 22/09/2019 alle ore 09:57

Ippica & equitazione

15/07/2019 | 09:50

Ippodromo Pinna di Sassari, bando di gara deserto

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Ippodromo Pinna Sassari bando gara

ROMA -  La gara pubblica bandita dal Comune di Sassari per cedere in concessione l'ippodromo Pinna è andata deserta. Secondo quanto si legge su Nuova Sardegna, nessuno ha presentato offerte per prendere le redini della struttura, gestita ormai da decenni dalla Società Ippica di Sassari sri, partecipata dallo stesso Comune. Il bando prevedeva la concessione per nove anni, rinnovabile per altri tre, della struttura in cambio di un canone di 1.000 euro al mese da versare nelle casse di Palazzo Ducale. La gestione riguardava l'impianto sportivo con tutti i suoi 19 ettari di estensione: club house, zona verde, sala totalizzatori, tribune, parterre, zona stalle, il nuovo maneggio coperto, la pista per le gare ippiche, dotata di impianto di illuminazione notturna, il campo di pratica per il golf, i campi da bocce e tutte le altre pertinenze della struttura. Gli attuali gestori, che continuano ad avere in mano le chiavi dell'ippodromo in proroga dal 2014, portano avanti da anni un braccio di ferro con il Comune per conservare la concessione, e alla gara non hanno partecipato volutamente: «La gestione dell'ippodromo Pinna deve restare alla Società Ippica di Sassari. È un nostro diritto», reclama il presidente della sri, Peppino Pala. «L'atto pubblico con cui la Regione ha ceduto l'Ippodromo Pinna al Comune, dice chiaramente che la gestione dell'impianto sportivo deve rimanere in capo a noi, senza scadenza. È scritto nell'atto sull'atto pubblico di trasferimento siglato da Regione e Comune nel 1995, ed è riportato anche nella delibera regionale del 1988 che precede quel documento», precisa Pala. Dal 2014 la Società ippica gestisce l'ippodromo in proroga. L'ultima scadrà a novembre di quest'anno: «Ci auguriamo che il nuovo sindaco e la nuova amministrazione ci convochino per un confronto. Noi siamo sempre disponibili al dialogo, affinchè si trovi una soluzione», conclude Pala.  
RED/Agipro

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