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Ippica & equitazione

30/04/2018 | 09:39

Capannelle, il Premio Parioli va a Wait Forever

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capannelle parioli

ROMA - Giornata intensa ieri alle Capannelle con il Dubai Day. In pista, a far da cornice al Parioli e Regina Elena, erano in programma il Botticelli - prova di preparazione romana per eccellenza alla corsa innominabile – e il Carlo Chiesa – riservata alle femmine di tre anni e oltre sui sei furlongs della pista dritta.

Nel Botticelli, come si legge in una nota, sontuosa affermazione del portacolori Dioscuri, Henry Mouth (Henrythenavigator) che dopo essersi sistemato terzo in corda nelle fasi iniziali, avanzava poco dopo l'ingresso in dirittura sopravanzando Sotsura e l'iniziale battistrada, Il Re di Nessuno, con Darione ancora fermo con le mani e in attesa di avversari. A 400 metri dal termine partita già virtualmente chiusa, una leggera sbracciata al paletto dei 200 e il pupillo a pensione da Alduino e Stefano Botti si distaccava agile e perentorio senza sforzo apparente mentre dai Carpazi risaliva il favorito Solvang - un macchinoso e ancora verde figlio di Nathaniel – sul quale Atzeni sudava le proverbiali sette camicie per fargli prendere l'azione e riuscire ad aggiudicarsi la miglior piazza a fil di palo su uno stoico Il Re di Nessuno e sul sorprendente Pachinaaj. A onor di cronaca va detto che poco dopo l'ingresso in retta scivolava Roquero, sbalzando di sella il buon Pinna, coinvolgendo uno dei più attesi, Wiesenbach, in sella al quale Branca non poteva evitare la caduta; anche per Sotsura si lamentava la perdita di un ferro dopo piccola scivolata.


Nel Parioli, all'apertura delle gabbie scattava al comando Pettifogger procedendo spedita con alle spalle, in fila indiana, l'ospite Kabir, Poeta Innamorato, Domagnano e gli altri.
A questo punto l’onorato di Balzac vi avrebbe minuziosamente descritto, in sequenza, la flora in crescente fermento che lambisce il raccordo anulare e decantato la vista prospettica del progetto dall’architetto Vietti Violi di cui si gode all’imbocco della lunga dirittura, visto considerato che nella competizione poco o nulla mutava fino a metà dirittura.
La corsa entrava nel vivo poco prima dei 400 conclusivi, con i compagni di training Wait Forever e Met Spectrum che si materializzavano all'attacco del battistrada, ingaggiando appassionante duello risolto solo nelle fasi conclusive da Wait Forever (Camelot) che si svincolava dall'avversario della Blueberry (Fiocchi on board), Met Spectrum, riscattando parzialmente la sconfitta di misura nel Berardelli dello scorso anno; al terzo ancora in quota il compagno di colori del vincitore, l'Effevi Pettifogger davanti all'altro allievo di Cenaia, Domagnano.


Quasi in copia carbone al Parioli, la prima parte del Regina Elena, con Sweet Gentle Kiss che in breve rilevava al comando Charline Royale  seguita da La Pulced'Acqua e il resto del plotone. A metà dirittura, dopo aver preso fiato, all'affacciarsi dalla sua scia di Charline, Sweet Gentle Kiss veniva richiesta da Dario ad un nuovo allungo e quando ai 200 finali sembrava servita la tripletta a seguire per il top jockey sardo, Antonio Fresu chiedeva uno sforzo ulteriore ad Act of War (Mujahid), l'allieva di Endo Botti della Dioscuri, e piombava sulla pupilla della New Age, Sweet Gentle Kiss, fulminandola sul filo di lana. Terza una encomiabile Stella di Camelot, per il training di Gianluca Bietolini che porterà in dote un buon rating viste le sue prestazioni transalpine, davanti a La Base.

Sugli scudi, nelle prove riservate ai purosangue arabi, la Endo Botti galoppo che riportava tutte e tre le corse: le due condizionate, quella per i 4 anni e oltre sul doppio chilometro con Eiman du Loup per la Razza de Pine' (Antonio Fresu alle redini) e quella per i tre anni sul miglio accorciato nella quale occupava tutto il podio con i suoi effettivi, capeggiati da Zoe di Gallura per i colori della signora Picconi (monta di Carlo Fiocchi), e la listed sul doppio chilometro con Ramiz Al Aziz, ancora Antonio Fresu in sella.

Nel Carlo Chiesa, a corollario di quanto già visto in giornata, vittoria per dispersione di Fataliste, la Siyouni della Nuova Sbarra (altro capolavoro di Endo e Cristiana) al rientro stagionale. Dopo aver preso in breve la corda ha via via stroncato tutte le concorrenti che hanno provato ad avvicinarla concludendo in surplace davanti all'allieva di casa Ducci, Aravian Poison e alla sorprendente Geraldine in incursione dalla Trinacria per Cuschieri e il training di Cannella, rimaste fuori dal parziale iniziale ed in grado di risalire dal centro dello schieramento. RED/Agipro

 

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