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Ippica & equitazione

11/02/2019 | 14:22

Crisi ippica, Melzi d'Eril: “Umiliante continuare a vivere alla giornata, senza un contratto è meglio non correre”

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ROMA - «No, l'Ippodromo di Vinovo non parte, non possiamo fare attività al buio. Le corse potranno riprendere solo se e quando ci sarà un contratto da firmare, o sarà fatta chiarezza assoluta sul futuro». La conferma di una decisione annunciata nei giorni scorsi da una nota della società viene dall'amministratore delegato di HippoGroup Torinese, Guido Melzi d'Eril. Riferimento storico per le vicende ippiche italiane, già commissario e segretario dell'Unire, Melzi d'Eril traccia con Agipronews un quadro per nulla rassicurante a livello nazionale. Punto particolarmente dolente, la perdurante mancanza di un regolare contratto tra il Mipaaft e le società di corse per il 2019: «Il contratto è necessario, andare avanti senza una copertura contrattuale è poco dignitoso, oltre che pericoloso. Se al Mipaaft non sono più interessati ce lo dicano, non possiamo continuare questo umiliante cammino di dolore nei corridoi ministeriali per essere ricevuti. Ovviamente il discorso non riguarda solo l'Ippodromo di Vinovo, ma se gli altri vogliono continuare così, tirare avanti stancamente e vivere alla giornata, padronissimi. Secondo noi questa attività deve essere svolta nei termini di un regolare contratto. Se non c'è il contratto non si fa l'attività».

Di recente qualcosa si è mosso. Alla fine del 2018 sono stati pagati i premi arretrati. «In effetti – dice Melzi d'Eril – il nuovo ministro Centinaio ha risolto un problema drammatico. Non avendo un contratto e non avendo preso un centesimo da mesi, eravamo sull'orlo dell'abisso. Siamo al settimo-ottavo anno di tormento, non possiamo pensare di andare avanti in questo modo. Siamo in una situazione subalterna, nella perenne attesa di sapere se ci pagheranno o no. Non decidiamo neanche il nostro calendario di corse, siamo avulsi da qualsiasi decisione. Se c'è chi vuole continuare a svolgere questo ruolo da poveracci benissimo, ma non parliamo di competenza e di capacità di gestione».

Soluzioni? «Quelle non devono arrivare da me. Al Mipaaft i silenzi sono stati una costante, anche se  bisogna dire che con l'attuale ministro le cose sono migliorate. Per quanto riguarda Vinovo, potrebbe davvero finire tutto qui, il Cda ha discusso e poi deciso per lo stop e non sarà facile tornare indietro».

MF/Agipro

 

 

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