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Ultimo aggiornamento il 03/04/2020 alle ore 20:24

Ippica & equitazione

26/03/2020 | 17:24

Ippica ed equitazione, Mipaaf: emergenza coronavirus, allenamento dei cavalli autorizzato anche dopo l'ultimo Dpcm

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ROMA - L'allenamento dei cavalli sportivi e ippici «resta possibile» anche dopo l'entrata in vigore il Dpcm del 22 marzo per il contrasto alla diffusione del coronavirus, e dunque gli addetti ai lavori possono dimostrare le «comprovate esigenze lavorative» nei loro spostamenti. È quanto riporta la circolare del Ministero delle Politiche agricole. «Resta possibile procedere all’allenamento dei cavalli sportivi e ippici all'interno di impianti sportivi utilizzati a porte chiuse, purché venga fatta regolare e specifica comunicazione alla competente Prefettura», si legge. «Come già evidenziato nella precedente Circolare Mipaaf 17018 del 10 marzo 2020, gli impianti sportivi possono essere utilizzati a porte chiuse esclusivamente per le sedute di allenamento degli atleti, professionisti e non professionisti, riconosciuti di interesse nazionale dal CONI e dalle rispettive federazioni». Un orientamento confermato dal provvedimento approvato quattro giorni fa, «che alla lettera d) consente chiaramente anche le attività che sono funzionali ad assicurare la continuità delle filiere delle attività» come quella ippica. «Non vi è alcun dubbio che la filiera dei cavalli sportivi da sella e ippici - si legge ancora - evidenzi una specifica e necessaria attività di accudimento, di manutenzione, di cura e di alimentazione, finalizzata a garantire il benessere degli animali; e che, in quanto tali, queste attività siano tutte configurabili nelle varie sottocategorie della attività economica classificata come Ateco 01, richiamata nell’allegato 1 del DPCM 22 marzo 2020». 

Le figure professionali coinvolte nella gestione delle attività consentite sono i dipendenti delle società di corse e operatori ippici come allenatori, fantini, maniscalchi. Tra le figure professionali di filiera sono riconosciute anche quelle degli sport equestri. Dunque, tutte le associazioni e società affiliate alla FISE (e i relativi dipendenti), e i collaboratori sportivi. Tutte le figure professionali sono comunque tenute a produrre la documentazione necessaria per gli spostamenti. Per le società affiliate alla FISE, inoltre, «non si ritiene necessaria la comunicazione al Prefetto». Il Mipaaf raccomanda di verificare ulteriori prescrizioni previste da ordinanze regionali/locali e auspica «il massimo senso di responsabilità da parte di tutti gli operatori della filiera ippica e sportiva per limitare gli spostamenti alle esigenze strettamente necessarie». Per quanto riguarda le società che gestiscono i centri di allenamento e gli ippodromi, è obbligatorio il rispetto delle norme sul contenimento e la gestione dell'emergenza.  LL/Agipro

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