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Ultimo aggiornamento il 05/12/2020 alle ore 19:04

Ippica & equitazione

21/05/2020 | 14:15

Ippica, fantini e allenatori protestano a Pisa: "Necessario ripartire, gli operatori sono stremati"

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ippica flash mob pisa

ROMA - Fantini e allenatori di cavalli, arrivati da tutta la Toscana, hanno messo in piedi questa mattina un flash mob sotto il Comune di Pisa per chiedere la ripresa delle corse negli ippodromi. Lo stesso sit-in si è svolto in contemporanea in tutta Italia e, per la Toscana, ha avuto come epicentro Pisa, sede del più importante centro d'Italia di allenamento per corsa e trotto, a San Rossore e a Migliarino. Il mondo dell'ippica chiede alle istituzioni locali di sollecitare il Governo per consentire la riapertura degli ippodromi, a porte chiuse. Il sindaco di Pisa, Michele Conti, è sceso questa mattina fra gli operatori ippici esprimendo la sua solidarietà e assicurando il suo interessamento attraverso il coinvolgimento dei parlamentari locali.
«Gli operatori ippici del territorio pisano sono economicamente stremati dal lockdown - spiegano - Queste enormi difficoltà si aggiungono a problemi endemici del mondo delle corse dei cavalli che stanno rischiando di portare al collasso l'intero settore che, a livello locale, tra trotto e galoppo, conta un patrimonio di almeno 1200 cavalli da corsa e almeno 400 addetti tra allenatori, artieri, fantini, guidatori, dipendenti dell'Ippodromo di San Rossore, dei centri di allenamento della zona di Vecchiano e San Giuliano Terme. E tutte le professionalità che ruotano attorno alla filiera ippica come veterinari, maniscalchi, il commercio di mangimi e foraggi, trasportatori di cavalli». Nel periodo di sospensione delle corse, gli addetti all'ippica hanno continuato a lavorare per mantenere la condizione atletica e per il benessere dei cavalli, ma «senza protezione economica o contributo dallo Stato che - dicono - è il nostro committente di lavoro, visto che sulle corse dei cavalli gestisce le commesse». Le corse ippiche sono infatti, con il loro montepremi, la fonte di reddito di tutta la filiera. «Ad oggi - spiegano ancora i rappresentanti dell'ippica pisana - lo Stato non si è minimamente interessato al nostro destino né a quello dei cavalli che manteniamo. Anzi, non è stato ancora in grado di darci una data per la ripartenza delle corse. Protestiamo contro questa perdurante presa in giro e chiediamo lo sblocco immediato delle corse anche a porte chiuse, come già avviene in Germania e in Francia». RED/Agipro

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