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Ippica & equitazione

09/12/2020 | 08:46

Ippodromo Snai La Maura, nel Trofeo Obiettivo Casa emerge la classe di Talisker Horse

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ippica la maura talisker horse

ROMA - All’Ippodromo Snai La Maura di Milano il martedì post Sant’Ambrogio con il Gran Premio delle Nazioni ha proposto una riunione interamente riservata ai gentlemen con a disposizione otto prove, tra cui le due batterie e finale del Trofeo Obiettivo Casa. Filippo Monti, si legge in una nota, aveva la possibilità di accorciare il divario che lo separa da Elena Villani nella corsa allo scudetto tricolore, ma il gentleman emiliano ha fallito le occasioni che gli erano offerte. Protagonista della giornata è stata la meno esperta Sara Bruni, che dopo qualche corsa nel circuito delle stelle ha esordito tra i gentlemen soltanto ad agosto, tra l’altro andando subito a segno a Padova: vero che il profilo di Talisker Horse, che nel suo palmares può vantare le vittorie classiche nel Ponte Vecchio e nel Vittoria e, andando ancor più a ritroso nel tempo, quella ancor più prestigiosa nel Mangelli Filly 2017, era ben diverso da quello dei rivali, ma la brava amazzone ferrarese non si è fatta tradire dall’emozione, e facendo tutto con estrema semplicità ha disegnato per la sua campionessa due percorsi puliti con cui ha fatto strike, dominando le due prove del Trofeo e aggiudicandosi anche la classifica di giornata (davanti a Marco Castaldo e Vittorio Bosia).

Nella prima batteria il compito glielo hanno facilitato i tanti errori dei rivali: Talisker Horse si è ritrovata seconda dietro Electroshoc, ha seguito passivamente il battistrada e le è bastato uno scatto in retta per sorvolare il rivale, a media di 1.16.3: Electrochoc è rimasto secondo mentre Upho ha battuto allo sprint Vhat Love per il terzo posto, con Saul del Ronco, lontano per errore al via, che si guadagnava l’ultimo accesso alla finale.

La seconda batteria è stata vinta da Unlight Grif: ben guidata da Vittorio Bosia, la cavalla di Andrea Guzzinati faceva spendere Uncle Nico prima di concedergli strada, poi scattava sull’ultima curva liquidando il rivale ed emergeva a media di 1.14.2, mentre lo stanco Uncle Nico veniva battuto anche da Singapore, costretto a dura risalita per lungo tratto in terza ruota, con Tacabanda Fi e Shelford Run che guadagnavano gli altri pass per la finale.

Nella finale del Trofeo Obiettivo Casa, Talisker Horse ha imposto nuovamente la sua legge: l’allieva di Alex Raspante (sempre ottimo il suo lavoro con il materiale a disposizione) si è portata dopo 600 metri ai lati del battistrada Shelford Run (Rebecca Dami), ha atteso la retta per piazzare l’allungo decisivo e lì ha chiuso i conti a media di 1.14.7. Singapore (E. Colombino) dopo aver seguito nella risalita in terza ruota Uncle Nico (Marco Castado), ha battuto il rivale nello sprint per le piazze, mentre Electroshoc ha trovato un varco interno superando il calante Shelford Run e chiudendo al quarto posto.

La corsa tecnicamente più interessante del pomeriggio è stata il Premio Speedy Voltaire, un miglio per soggetti di cat. B/C con i proprietari a bordo. Tarantella Ferm con Elena Bruniera in sediolo ha provato il consueto percorso d’avanguardia, ma dopo un km volato in 1.11 ha iniziato ad accusare la fatica: secondo dal via, Zar dei Baba l’ha sorvolata sull’ultima curva e in retta, con Michele Bechis in regia, ha potuto amministrare comodamente il vantaggio acquisito tagliando il traguardo a media di 1.12.2. Schema indubbiamente al bacio per l’allievo di Paolo Mirabello, che però ha confermato di sprizzare salute da tutti i pori imponendosi contro rivali che sulla carta sembravano impegnativi. Vistamar, subito terza dal via, ha seguito le moss e del vincitorema in retta non è apparsa incisiva, rimontata per il secondo posto da un ottimo Zeno del Ronco, risalito sfruttando la scia dell’altro ospite toscano Vandalo Gio. Tarantella Ferm si è invece spenta in retta.

Nel Premio Bushwaker M, la “reclamare” sui 1650 metri per cavalli di 4 anni che ha aperto la riunione, Ayron Blg rientrava al via ad Akthar Op e Abigail e provava la corsa di testa: sull’ultima curva Vittorio Bosia tentava l’allungo ma in retta la suaaallieva si piantava drasticamente e così a centro pista le battute migliori erano di Alcoy dei Greppi, con Alessandro Fogliata in sediolo a media di 1.17.3, battendo una valida Aida Vdo, protesa in terza ruota nella seconda parte di gara, mentre Abigail dopo percorso non troppo fortunato batteva almeno per il terzo il favorito Akthar Op, che pagava il percorso allo scoperto della battistrada.

Nel Premio Mountain Bari Cuda, la reclamare sui 1650 metri per cavalli di 3 anni, malgrado un km comodissimo in 1.21 il battistrada Bluegrass As in retta era facile preda dell’appostata Bladerunner Font, con Rebecca Dami in sediolo per il training di Andrea Scatolini, prevalente a media di 1.17.5. Migliorando per varchi lungo la corda, Brigitte Bardot emergeva al terzo posto rimontando Blancka, migliorata in terza ruota sul penultimo rettilineo ma poi rimasta un po’ sul passo negli ultimi 300 metri.

Nel Premio Libbiano veniva il turno di Alessandro Manfredi che portava al traguardo Urien del Sauro: la cavalla di Mauro Baroncini sorvolava il gruppo al passaggio e raggiungeva la battistrada Volterra, la liquidava al termine dell’ultima curva e si imponeva da cavalla superiore, a media di 1.15.6; prestazione notevole, considerato lo stato della pista. L’appostata Vaniglia Ido trovava un varco interno ed emergeva al secondo posto mentre Zaly Pan bruciava Trofarello nello sprint per il terzo.

Trasferta sfortunatissima per Otello Zorzetto e Barnaba Baba nel Premio dell’Immacolata: l’allievo di Andrea Sarzetto sfilava dopo 600 metri su Bananarama Jet, allungava sicuro al mezzo giro conclusivo ma ai 100 finali, ormai avviato verso un sicuro successo, sbottava improvvisamente di galoppo. Erano pronti a cogliere l’inatteso regalo Bon Ton Gso e Marco Castaldo, prevalenti a media di 1.14.3, mentre Bertaz chiudeva al secondo posto su Baciodidama Font e su una Bananarama Jet brillante nello scatto iniziale ma poi poco incisiva. RED/Agipro

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