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Ultimo aggiornamento il 26/10/2020 alle ore 19:01

Ippica & equitazione

18/09/2020 | 11:02

Decreto Rilancio, L'Abbate (Mipaaf) scrive ai Monopoli: "Escludere scommesse ippiche da prelievo dello 0,50% per fondo salva sport"

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ROMA - Il sottosegretario alle Politiche agricole, Giuseppe L’Abbate, ha scritto all'Agenzia delle Dogane e dei Monopoli per chiedere di escludere le scommesse ippiche dal prelievo dello 0,50% introdotto dal Governo per finanziare il fondo “salva sport”. La tassa, sostiene L’Abbate in una dichiarazione ad Agipronews, «rappresenterebbe un ulteriore colpo» per «un settore entrato in una spirale depressiva, da cui si cerca di uscire attraverso un complesso e partecipato processo di riforma, portato avanti dal Ministero delle Politiche Agricole e che vedrà, nei prossimi giorni, la convocazione delle categorie per iniziare il confronto sul percorso da intraprendere». Il riferimento è al prelievo addizionale sulle scommesse pari allo 0,5% del volume complessivo, una misura che, però, ha incluso anche le scommesse ippiche che, ad oggi, già sono costrette ad una tassazione sino al 47% circa, pari al doppio delle altre. Il Decreto rilancio parla genericamente di “scommesse relative a eventi sportivi di ogni genere” senza menzionare le giocate sulle corse ippiche, mentre il decreto delle Dogane specifica che anche i concessionari ippici sono tenuti al versamento dello 0,50% della raccolta a favore dello sport dilettantistico. «La norma fa riferimento alla raccolta da scommesse relative ad eventi sportivi di qualsiasi genere, anche in formato virtuale, e destina le risorse a misure di sostegno al sistema sportivo colpito dalla crisi economica conseguente all’emergenza epidemiologica», ha spiegato ad Agipronews il sottosegretario alle Politiche agricole con delega all’ippica, Giuseppe L’Abbate. «L’estensione di tale disposizione alla raccolta delle scommesse ippiche, però, presenta criticità sia perché sembra ricomprendere la filiera ippica all’interno degli sport quando le corse ippiche sono espressione di una attività di valorizzazione dell’allevamento degli equidi e l’atleta è il cavallo e non l’uomo sia per l’alto livello di tassazione patito già oggi dalle scommesse ippiche in confronto a quelle sportive. Per questo, ho inviato una missiva al Direttore dell’Agenzia Dogane e Monopoli, Marcello Minenna, per ribadire le ragioni del comparto ippico al fine di preservarlo da una ingiusta ulteriore penalizzazione. Del resto è la stessa norma a non inserire l’ippica tra i destinatari del Fondo speciale venutosi a creare con questo prelievo forzoso sulle scommesse». Gli ippodromi, d’altronde, ben lungi dall’essere strutture sportive, hanno un proprio codice Ateco e, anche nelle riaperture dopo il periodo di lockdown, nella valutazione del diritto allo svolgimento degli spettacoli legati alle corse dei cavalli, si sono seguite logiche legate agli spettacoli aperti al pubblico e non agli eventi sportivi. Per questo, si attende una risposta dall’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli, «così da preservare l’ippica da quello che rappresenterebbe per il comparto un ulteriore colpo».
MSC/Agipro

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