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Ultimo aggiornamento il 07/07/2020 alle ore 22:10

Ippica & equitazione

26/05/2020 | 20:35

Ippodromo Snai La Maura, si riapre nel segno di Gocciadoro

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ippodromo snai la maura gocciadoro

MILANO - Nel segno di Alessandro Gocciadoro il convegno della riapertura milanese all’Ippodromo Snai La Maura di Milano, svolto rigorosamente “a porte chiuse” e nel rispetto dei protocolli di sicurezza. Il driver emiliano si è reso autore di un triplo in veste di allenatore, mettendo in carniere anche le due prove più ricche del pomeriggio. Cominciamo dal Premio Pine Chip, l’invito sui 2250 metri per cavalli di 5 anni e oltre, dove Visia Spin ha brillantemente riscattato la sfortunata esibizione svedese del 25 aprile: affidata ad Andrea Guzzinati, la portacolori di Leonardo Vastano ha colto avvio volante scavalcando in pochi metri Zeudi Amg e una volta al comando ha potuto fare melina (km in 1.17) per cambiare registro nei 600 finali rendendosi intangibile a media di 1.14.4 (ultimo quarto in 27.9). Zeudi Amg ha trovato lo spazio per sprintare solo a metà retta e pur finendo in spinta non è riuscita a minacciare la vincitrice. Per il terzo posto Zaffiro Jet ha battuto Zaragoza, che si era scoperta sul penultimo rettilineo avvicinando la compagna di allenamento ma sull’ultima curva ha accusato la fatica. Sfortunata Vamorgea dei Rum, che si è presentata cattiva in terza ruota ai 300 finali ma si è gettata di galoppo all’ingresso in retta: l’impressione è che avrebbe detto la sua per un buon risultato.

Nel Premio Pine Speed, l’handicap sulla distanza breve per cavalli di 4 anni, il team di Noceto ha fatto addirittura il pieno monopolizzando il marcatore con i suoi quattro allievi: la copertina spetta ad Ateeco degli Dei, che ha sfruttato al meglio la sistemazione al primo nastro per guadagnare il comando, amministrare i parziali nella prima metà gara e poi allungare in progressione, sotto la regia di Federico Esposito, imponendosi a media di 1.14.2 (800 finali in 56.9). Il penalizzato Ares Caf con il “principale” in sediolo ha guadagnato posizioni lungo lo steccato ma non è stato in grado di minacciare mai seriamente il compagno di allenamento nel finale e si è dovuto accontentare di un comunque valido secondo posto, mentre Amber Prad ha battuto Aladin Effe per il terzo posto. Anthony Gar, superato nella giravolta dal vincitore, per non restare nella morsa dello squadrone in giallo ha spostato all’esterno ad un giro dalla fine ma sull’ultima curva ha accusato la fatica e all’ingresso in retta è sbottato di galoppo. Schema impossibile per Aber dell’Olmo, che dall’ultima posizione ma provato una risalita durissima nel mezzo giro finale e in retta non ha insistito più di tanto.

Nel triplo da allenatore, l’unico successo personale l’uomo in giallo lo ha ottenuto in apertura nel Premio King Pine, la prova sui 2250 metri per cavalli di 3 anni, con la favoritissima Betta Zack: scivolata al comando senza spesa sul consenziente Heracles du Mont, l’interessante figlia di Rotary Ok ha badato al sodo completando un primo km in 1.18 per accelerare in progressione sul penultimo rettilineo e in retta, pur senza staccare, ha controllato senza affanni i rivali centrando il quarto successo della carriera, a media di 1.16.3. Heracles du Mont ha pedinato come un’ombra la rivale e per un attimo ha pure dato l’idea di poter tentare l’agguato in retta, dove però l’allievo di Smorgon non ha guadagnato un metro, anzi allargando è stato infilato all’interno da Brillant Ferm che gli ha così sottratto il secondo posto: molto brillante il finale dell’allievo di Mauro Baroncini, che pure sull’ultima curva, a causa dell’errore di Beta Wise As, aveva perso terreno dai primi due.

Nel Premio Pennwood la bisbetica Authority Wise è stata tradita dal troppo ardore: Cesare Ferranti ha provato ad assecondare la sua allieva, che è volata al comando ma dopo 600 metri velocissimi in 42, è sbottata di galoppo all’imbocco della penultima curva. Ne ha approfittato Alcatraz Club, che ha filato la nuova leader Anastasia Tav per spostare sull’ultima curva, passare in retta e respingere l’assalto finale di Apollo Effe al nuovo personale di 1.13.8: perfetto Luca Schettino in sediolo all’allievo di Gaetano Carro nel gestire i tempi di attacco e serbare energie per sottrarsi al rivale, che pure Pippo Gubellini ha sostenuto “alla sua maniera”, mentre Anastasia Tav in netto calo in retta, ha concluso al terzo posto.

Nel Premio Anny Roc, la “gentlemen” di giornata, Brivio D’Elite ha confermato di essere soggetto interessante: sicuro nelle mani di Filippo Monti, l’allievo di Walter Zanetti ha respinto al via Bugia D’Amore, è rimasto isolato in avanti sull’errore della rivale e ha fatto corsa per proprio conto per imporsi a media di 1.14.5, migliorando di un decimo il precedente personale. Bolt Prav ha vanamente provato a ricucire il gap ma si è dovuto accontentare del posto d’onore, a intervallo dal dominatore. Sui tanti soggetti di galoppo, è emerso al terzo posto Biscuit Wf su Brabus Rocket.

Non sarà propriamente una fondista, ma Unlight Grif è cavalla duttilissima e particolarmente efficace quando lo schema la favorisce. E così il Premio Piney Hanover, la maratonina sui 2700 metri per cavalli di cat. E/F/G, ha visto la bella vittoria della portacolori della Nuova Mirabello, oggi alla prima uscita per il training di Andrea Guzzinati e con un Cesare Ferranti impeccabile in questa occasione: lesto a spostare dalla terza posizione in scia a Zirconio Cr anticipando le mosse di Zagor Roc ad un giro dalla fine, il driver palermitano ha mosso in terza ruota ai 500 finali, Unlight Grif ha risposto bene avvicinando il battistrada Severino e in retta si è sbarazzata del rivale tagliando il traguardo a media di 1.16.7 sui 2700 metri mentre Severino si è dovuto pure guardare dall’affondo di Tapis, con il quale Andrea Guzzinati ha sfiorato l’en plein di scuderia. Zagor Roc, che aveva ricevuto molte attenzioni al betting, è sbottato di galoppo sull’ultima curva mentre provava a seguire in terza ruota le mosse della vincitrice.

Il Premio Silver Pine, la prova di chiusura sui 1650 metri per cavalli di cat. E, è stata risolta da Zeus Lovers Treb, che Massimiliano Castaldo ha presto portato ai lati del battistrada Unicum Bigi (che al via aveva respinto Rache Hbd) per sbarazzarsene in retta e controllare gli attacchi di Variago Selva, che ne aveva pedinato le mosse nel percorso esterno. Media di 1.15.5 per il vincitore, mentre al terzo posto ha concluso Zarzamora, rimasta in... “lockdown” al passaggio ritrovandosi ultima e poi autrice di finalone veemente a centro pista.

Dopo la sesta corsa sono scesi in pista Axel Rose e Arazi Boko, altri due grossi calibri della scuderia di Gocciadoro, impegnati in una prova pubblica: dopo un primo tentativo che lo aveva visto sbottare di galoppo dietro l’autostart, il 4 anni è andato davanti e ha dettato ritmo tranquillo con un km in 1.16.8. Arazi Boko lo ha affiancato nel finale i due hanno chiuso praticamente in linea, con gli ultimi 600 in 42.5. RED/Agipro

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