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Ultimo aggiornamento il 07/08/2020 alle ore 16:34

Ippica & equitazione

08/06/2020 | 08:28

Ippodromo Snai San Siro, il Premio Ambrosiano va a Brasilian Man

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MILANO – All’Ippodromo Snai San Siro di Milano è andata in scena la prima pattern della stagione, il Premio Ambrosiano Gr. 3 che nel calendario modificato, si legge in una nota, è diventato un test probante per chi ha nel mirino il Gran Premio di Milano. Rientrato benissimo in condizionata, Brasilian Man si è confermato uno dei volti nuovi più interessanti nel panorama dei migliori anziani sulla distanza. Ancora più bello al tondino rispetto alla ricomparsa, il portacolori della Incolinx si è reso autore di una notevole progressione a centro pista, passando ai 100 finali insieme al tedesco Walderbe che ha poi piegato chiaramente nelle ultime battute. Gerard Mosse’ ha scelto un’occasione importante per centrare la prima vittoria della sua “nuova” carriera italiana, curiosamente a spese della connazionale Mickaelle Michel per un arrivo tutto “francese”. Presley come da pronostico è andato davanti a scandire andatura regolare: all’ingresso in retta ha prodotto la prima accelerazione mettendo in difficoltà Thunderman, il suo più immediato inseguitore, ma nei 200 finali il portacolori della Quafin ha probabilmente pagato il rientro appesantendo l’azione e chiudendo terzo: più indietro Elisa Again ha battuto Thunderman per il quarto posto, mentre Passion Return ha pagato il salto di categoria.
Di contorno il programma domenicale offriva un paio di interessanti Listed. Nel Premio Bereguardo, le attenzioni erano chiaramente rivolte a Out of Time, reduce dalle vittorie autunnali nel Di Capua e nel Roma, e il portacolori della scuderia del Giglio Sardo ha superato bene il sempre insidioso esame del rientro. Minuto nel fisico ma con una testa da vero cavallo da corsa come giustamente sottolineato da Dario Vargiu (per lui prima vittoria dell’anno a San Siro), l’allievo di Alduino Botti ha messo in campo il suo proverbiale scatto recuperando metro su metro per sottomettere, di precisione ma chiaramente, il battistrada Villabate nelle battute conclusive. Malgrado il margine non eclatante, la ricomparsa è stata assolutamente positiva, e sarebbe stato forse ingeneroso attendersi di più. Villabate si è giocato le sue carte scandendo andatura regolare e provando l’allungo in progressione in retta: una sconfitta ad opera di un soggetto titolato non è affatto disonorevole: Beautiful Vintage e Dersu Uzala sono un po' mancati nei 100 finali.
Straripante al rientro, The Conqueror a nostro avviso lo è stato anche di più nel Premio Certosa, la Listed sui 1000 metri. Veloce come sua consuetudine all’apertura delle gabbie, l’allievo di Alduino Botti (al secondo centro del pomeriggio) è scivolato al comando senza spendere troppo, ha imposto ritmo insostenibile per i rivali e ha incrementato il vantaggio nei 300 finali, tutto questo senza che in sella Fabio Branca muovesse un dito. Impressione visiva di una superiorità schiacciante anche su una cavalla dello spessore di Buonasera, che si è dovuta accontentare del secondo posto respingendo nel finale Trust You, fattosi avanti a centro pista. Quarto Ipompieridiviggiu, in confortante progresso dal rientro.
L’ultima Listed del pomeriggio è stata il Premio Paolo Mezzanotte, per femmine anziane sui 2200 metri, quest’anno nel ruolo di trial per il Premio del Giubileo. Con i violenti scrosci di pioggia che hanno reso ancor più faticoso il terreno, ha fatto un bel numero la tedesca Light My Fire, nonostante perfino il suo trainer Karoly Kerekes ne temesse la scarsa adattabilità al pesante. Tutt’altro: la figlia di Camelot è stata l’unica a seguire da vicino la battistrada Alienor, poi all’intersezione delle piste, con una azzeccatissima intuizione del suo interprete Luca Maniezzi, è partita in contropiede andando via di gas e non si è fatta avvicinare dalle rivali. La mossa ha sorpreso anche Cima Fire la quale, terza dal via, ha avuto il compito di riportare sotto il gruppo in retta ma sull’allungo della vincitrice ha recuperato poco e niente e si è dovuta adeguare al secondo. Agnes ha preceduto Santa Rita e Lapulced’Acqua: staccatissime Sweet Soul Music, mai della partita, e Alienor, crollata ai 400 finali.
Bell’assunto di Siberius nell’Handicap di Primavera, HP di classe C sui 1800 metri in pista grande: con in sella Silvano Mulas, l’allievo di Cristiano Fais da fondo gruppo è avanzato sui primi in dirittura e nell’ultimo furlong ha dominato Bel Ami, il primo a muovere sul battistrada Notturno Ligure ma che dopo essere passato in vantaggio non ha saputo staccare. Con bel recupero Siang è venuto a regolare Notturno Ligure per il terzo posto: più indietro Affirmative Reply, un pò mancato nell’ultimo furlong, e Trump’s Magic.
Dopo i due successi di sabato, la domenica era cominciata subito bene per Federico Bossa, a segno in sella a Its A Good Deal nel Premio Estia, l’handicap sui 1700 metri in pista grande per femmine di 4 anni e oltre. L’allieva di Noemi Pulcini segnava un bel progresso rispetto al già valido rientro di fine maggio: relegata nelle retrovie a causa di un piccolo inciampone all’apertura delle gabbie, Its A Good Deal a metà retta si presentava ancora non richiesta sulle prime e ai 300 finali si produceva nell’allungo decisivo. Maeva di Breme provava ad anticiparne le mosse ma non riusciva a parare lo scatto della vincitrice e terminava in foto con My Grey Hope, che lungo lo steccato aveva faticato a forzare il varco interno per superare la battistrada Pizzo Carbonara: il tempo di galoppo premiava l’allieva di Valeria Toccolini per la miglio piazza, mentre le due di Gasparini, Mandorla e Lampoflex, terminavano a ridosso.
Fabio Branca replicava subito il successo ottenuto con The Conqueror grazie a Sopran Chris nel Premio Aicurzio, la reclamare sui 1400 metri in dirittura per cavalli di 3 anni: il castrone allenato da Bruno Grizzetti siglava la prima corsa della carriera con bello stile, ma il jockey di Dorgali ci metteva tanto di suo con una “magata”: a centro gruppo lungo lo steccato: il portacolori di Leonardo Ciampoli trovava il varco solo nei 100 finali ma gli era sufficiente per fulminare in zona traguardo Ginger e Fred, che aveva tentato l’allungo al primo traguardo, e il compagno di training Nerone.
Il Premio Brembo, l’handicap di chiusura sui 1000 metri in pista dritta per cavalli di tre anni e oltre, premiava una combattiva Gregarious Girl e il suo interprete Ivan Rossi: terza dal via, la cavalla di Eugenio Goldin ai 400 finali passava con Elisir sugli animatori iniziali Lakshman e Intense Life, e dopo lotta furibonda riusciva a rientrare alla rivale. Per la vincitrice, terza vittoria della carriera, per il team Gianotti terza piazza d’onore del pomeriggio dopo quelle di Buonasera e di Ginger e Fred. Il top weight Cracking Art finiva bene alla distanza dopo un avvio balbettante rimontando Intense Life per il terzo posto. RED/Agipro

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