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Ippica & equitazione

27/05/2018 | 17:00

Piazza di Siena: impresa di De Luca, dopo 24 anni il Premio Roma torna azzurro

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ROMA - Mancava solo una pietra per rendere perfetto il diadema azzurro nell'edizione 2018 di Piazza di Siena, dopo il successo nella Coppa delle Nazioni e le affermazioni di Bicocchi (Premio Land Rover e Premio Parlanti) Govoni (Premio Kep) e Chimirri (Premio Mipaaf). Un diamante incastonato questo pomeriggio da Lorenzo De Luca, leccese trentunenne, dall'anno scorso ai vertici delle classifiche mondiali, che dopo 24 anni di vittorie straniere ha riportato a casa il Rolex Gran Premio Roma al termine di una gara che, quasi ritmata da una regia illuminata, ha regalato emozioni in serie al pubblico che affollava gli antichi gradoni e la collinetta della Casina di Raffaello. 

Dopo aver chiuso la prima prova con un netto, De Luca, in sella a Halifax van het Kluizebos, è tornato in campo a quattro binomi dalla fine nella manche decisiva, chiudendo di nuovo senza errori e con un tempo di 45'37”, in un silenzio quasi religioso interrotto da un boato solo all'ultimo ostacolo. 

A quel punto, gli altri tre rimasti in lizza avrebbero dovuto fare percorso netto in un tempo minore. Ci ha provato la portoghese Luciana Diniz, incorrendo però in un doppio errore. È stata poi la volta dell'australiana Edwina Tops-Alexander, che in sella a Inca Boy Van T Vianahof ha centrato il percorso netto, ma con un tempo nettamente superiore a quello di De Luca (51”67). 

Tutto era quindi nelle mani dell'irlandese Bertram Allen, su Hector Van D’ Abdijhoeve. Veloce e perfetto sugli ostacoli, Allen ha tenuto con il fiato sospeso l'intero anello di Piazza di Siena. Alla fine il verdetto: percorso netto e tempo di 45”97. Sessanta centesimi più di De Luca, un battito di ciglia che fa tutta la differenza del mondo.

L'ultimo italiano a vincere il Gran Premio Roma era stato Arnaldo Bologni nel 1994, ma bisogna tornare molto più indietro per trovare una doppietta azzurra Coppa delle Nazioni-Gran Premio. Era il 1976 e la firma sulla prova individuale la mise Piero d'Inzeo. 

Marco Filacchione/Agipro

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