ROMA - L’aumento degli allarmi relativi alle scommesse sospette sugli eventi sportivi in Africa non significa che i casi di combine stiano crescendo, ma che ne vengono scoperti di più grazie al miglioramento nei sistemi di monitoraggio e alla maggiore diffusione delle scommesse online regolamentate. Questo il pensiero di Khalid Ali, amministratore delegato dell’International Betting Integrity Association (Ibia) che ha segnalato 117 allarmi, in Africa, tra il 2021 e il 2025, di cui 31 solo nel 2025. Nei primi sei mesi del 2026 gli alert sono stati 17, un dato considerato da Ali in linea con la tendenza dello scorso anno.

Come riporta Igb, l'Ibia ha inoltre confermato la crescita costante del mercato delle scommesse in Africa, che passerà, come ricavi, dagli oltre 3 milioni di euro del 2021 a oltre 17 milioni entro il 2030. Di questi, 14,4 milioni di euro dovrebbero arrivare dal settore online. Gli esperti di integrità sportiva chiedono un rafforzamento della cooperazione, a livello nazionale e internazionale, tra operatori, autorità, federazioni e forze dell’ordine.

Secondo Moses Swabu, ex calciatore e fondatore di GC360 (azienda di tecnologia per l'integrità sportiva), il rischio di manipolazione è molto alto nei campionati femminili e nelle competizioni giovanili, in cui gli atleti sono pagati meno e possono quindi cadere con maggiore probabilità in reti di corruzione. Fra i casi virtuosi di Paesi che stanno prendendo provvedimenti concreti contro il match-fixing, sono stati citati il Kenya (dove un disegno di legge approvato dall’Assemblea nazionale prevede anche sanzioni penali per la manipolazione delle competizioni), il Mali e l'Uganda.

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