ROMA – L’autorità olandese per il gioco, la KSA, punta a raggiungere accordi con le grandi piattaforme tecnologiche per contrastare la diffusione di pubblicità di gioco illegale sui social media, ma, nel caso in cui i colloqui non producessero risultati sufficienti, si dice pronta a valutare azioni legali. Come riporta Focus Gaming News, è quanto emerge da un intervento pubblicato sul sito della KSA dal suo presidente, Michel Groothuizen, in cui ha sottolineato la necessità di combinare il dialogo con la possibilità di ricorrere a vie legali, riconoscendo le difficoltà di un eventuale confronto con i colossi tecnologici. A partire dal fatto che, sostiene Groothuizen, difficilmente le piattaforme rinuncerebbero spontaneamente agli introiti derivanti dalle inserzioni degli operatori non autorizzati.

Il problema riguarda anche la tutela delle categorie più vulnerabili. Groothuizen ha denunciato la presenza sulle piattaforme social di centinaia di migliaia di annunci relativi al gioco illegale, alcuni dei quali rivolti esplicitamente a persone iscritte ai registri di autoesclusione nei vari Paesi europei, o persino ai minori. Secondo il presidente della KSA, sia la legislazione olandese e sia il Digital Services Act europeo offrono basi giuridiche sufficienti per sanzionare questi comportamenti.

Il fatto che esistano questi possibili presupposti per un’azione giudiziaria, però, non implica necessariamente l’opportunità di avviarla nell’immediato. Secondo Groothuizen, infatti, una causa persa potrebbe rivelarsi più dannosa rispetto a un procedimento mai iniziato, e inoltre un eventuale contenzioso potrebbe protrarsi per anni, tra ricorsi e contestazioni. L’obiettivo principale del presidente della KSA, comunque, resta quello di ottenere un cambiamento concreto nel comportamento delle piattaforme, e, per questo, continua a privilegiare il confronto e la ricerca di soluzioni condivise.

Su questo aspetto, Groothuizen ha ricordato un incontro svoltosi a inizio anno a Dublino tra le autorità europee di regolamentazione del gioco e i rappresentanti di Google e Meta, da cui è nata una task force congiunta che sta lavorando, tra le varie iniziative, anche alla creazione di una lista di operatori autorizzati nell’Unione Europea, una sorta di whitelist sviluppata con Google che consentirebbe alla piattaforma di individuare e bloccare gli inserzionisti non presenti nell’elenco, considerati quindi non autorizzati.

Allo stesso tempo, Groothuizen ha evidenziato che la collaborazione non garantisce che gli interessi delle autorità e quelli delle aziende tecnologiche coincidano, in quanto le rispettive priorità sono spesso diametralmente opposte. Per questo, conclude il presidente della KSA, nel caso in cui le piattaforme online non dimostrassero un impegno sufficiente o le iniziative volontarie si rivelassero inefficaci, il ricorso alla giustizia rimarrebbe un’opzione concreta.

Immagine generata con IA

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