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Ultimo aggiornamento il 23/07/2019 alle ore 20:46

SBC News

20/03/2019 | 11:43

“Betting on football” a Londra, Franco Baresi: “Milan e Inter favorite per qualificazione Champions”

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Betting on football Londra Franco Baresi Milan Inter Champions

dal nostro inviato a Londra - Franco Baresi ha aperto a Londra la sesta edizione di “Betting on football”, parlando di leadership nello sport. Con Agipronews ha parlato del momento della sua squadra di sempre, il Milan.

Baresi, che momento è per il Milan?

«Il derby è andato male ma la stagione è positiva. Gattuso è stato bravissimo, ha creduto nelle sue idee sin dall’inizio coinvolgendo la squadra e i giocatori con l’obiettivo di entrare nelle prime quattro. La società vuole portare il Milan a grande livelli, i giocatori e l’ambiente lo percepiscono e questo porta a grandi risultati per il club».

Chi va in Champions?

«Milan e Inter favorite in questo momento e per la loro storia, mi piace pensarlo anche da milanese».

Esiste un erede di Franco Baresi?

«Difficile dirlo però Romagnoli è giovane, forte, non a caso porta la fascia da capitano nel Milan. Ha le qualità per fare grandi cose».

Davanti a una platea di addetti ai lavori e operatori del gaming, Baresi ha poi ricordato di esser diventato «capitano del Milan a 22 anni, dopo essere cresciuto nelle giovanili della società. È stata subito una grande responsabilità ma ero pronto. Il grande Milan nasce per una serie di elementi, dai giocatori alla proprietà, dai manager allo staff tecnico. Tutti volevano vincere e creare insieme un progetto vincente».

Rispondendo ad una domanda, Baresi ha poi aggiunto che «il mondiale del 1994 - pur perdendo la finale - rimane un ricordo bellissimo, ho avuto un infortunio nella seconda partita e recuperato in tempi brevissimi, riuscendo a giocare ad alto livello una finale mondiale. Poi nello sport bisogna anche accettare la sconfitta». Commentando i successi da allenatore di Ancelotti, Vialli, e Conte, Baresi ha detto che sono stati «grandi campioni con una visione molto ampia, non sorprende che siano diventati ottimi allenatori». Infine, il ricordo più bello dal punto di vista sportivo «è la prima Coppa campioni, che arrivò dopo venti anni di attesa. La cosa più importante è aver lasciato un ricordo positivo di me anche alle persone fuori dal campo».

NT/Agipro

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