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SBC News

02/05/2020 | 17:01

Sbc Digital Summit, gli esperti di affiliazione online: “Basta siti inutili, concentrarsi su qualità dei servizi”

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SBC SUMMIT AFFILIAZIONE ONLINE

ROMA - L’emergenza coronavirus costringerà il mondo degli affiliati online a rivedere la propria strategia. Stuart Simms, CEO di XL Media e in precedenza numero uno di Rakuten Marketing, ritiene che sia arrivato il momento di smettere di inondare il mercato con nuovi siti e invece di concentrarsi su pochi prodotti che abbiano servizi di qualità: “Siamo seduti – ha detto durante il Digital Summit di Sbc - su un giacimento di numeri che possono essere utilizzati per guidare le performance nostre e degli operatori: comportamenti e dati nascosti dei consumatori con cui abbiamo continuamente a che fare. Dovremo essere in grado di gestire questo patrimonio di conoscenza per abbinare i consumatori al prodotto giusto o al servizio più adatto alle loro necessità”. Eitan Gorodetsky, capo dell’acquisizione clienti a Betsson Group, ha sottolineato che – dal punto di vista degli operatori – è fondamentale “tenere sotto controllo l’attività di marketing degli affiliati, per evitare la violazione delle regole. In Svezia il rapporto è molto chiaro, sanno cosa fare e cosa non fare. Betsson è una società quotata e anche loro devono stare attenti. Una licenza da rilasciare agli affiliati? Non ci credo molto, sarebbe poco più di un timbro”. Di opinione totalmente differente è Marcos Oliveira, capo dell’affiliazione a Clever Advertising Group: “Siamo licenziatari in New Jersey e Romania, nessuna autorizzazione dovrebbe essere troppo costosa ma io vorrei che anche gli affiliati fossero regolamentati. Dobbiamo conoscere le regole di ogni stato, quello che puoi o non puoi fare, per questo abbiamo creato un solido dipartimento legale. Ad esempio, in Spagna e Uk abbiamo ridotto l’esposizione pubblicitaria, seguendo puntualmente le direttive. Vediamo gli operatori come un investimento a lungo termine, puntiamo ad avere con loro relazioni lunghe, a differenza di tanti altri affiliati che sono troppo spregiudicati. Abbiamo un accordo con Gambling Compliance, ad esempio, che ci fornisce le informazioni per la nostra attività nei vari mercati. Essere rispettosi della legge è molto costoso e complicato ma necessario. Tutti i siti di informazione specializzati ci danno le notizie per adattare la nostra attività e noi lo facciamo, al contrario di chi non rispetta la legge. Il business dei siti “.com” è chiaro: fanno accordi con affiliati di ogni genere, non potendo accedere a tv o radio senza la licenza. Noi invece lavoriamo sulle revenue share per essere affidabili e rispettati”. Ivan Liashenko capo del marketing a Parimatch, rivela che l’operatore controlla come i partner si muovono in rete: “Vogliamo evitare che favoriscano i nostri competitor e che facciano attività non legale. E’ come una grande partita a nascondino, alla fine dei conti”.

NT/Agipro

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