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Ultimo aggiornamento il 22/07/2018 alle ore 09:01

SBC News

21/03/2018 | 16:30

Betting on Football, Castaldo (GM Microgame): “Bando online oltre le aspettative, la sinergia con il gioco fisico sarà la grande novità"

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castaldo microgame betting on football

LONDRA - «In generale, mi aspettavo un interesse ma il numero, 80 domande, è un po' sorprendente: oltre 40 sono nuovi operatori, al netto dei rinnovi». Questo il giudizio di Marco Castaldo, General Manager di Microgame, sulla partecipazione delle aziende al bando per le concessioni di gioco online, chiuso lunedì scorso. «Gli osservatori ritengono che il mercato si consoliderà – prosegue Castaldo, intervenuto oggi a Londra al panel di Betting on Football dedicato al mercato italiano - ma a seguito di queste nuove licenze potremmo avere oltre 110 operatori, più di 4 anni fa. Probabilmente, questo riflette il trend di crescita di fondo e costante che caratterizza il segmento online, portando a un interesse significativo da parte degli ultimi operatori internazionali non ancora presenti. Dopo tutto, l'Italia è uno dei mercati regolamentati più grandi. Credo che vedremo anche un numero significativo di nuovi operatori che vengono dall’industria retail italiana, che hanno finalmente deciso che la multicanalità è la strada da percorrere. Questa potrebbe essere la vera novità».

 

Quale ruolo giocherà Microgame nell'accesso delle compagnie straniere al mercato italiano del gioco online?

«Il nostro ruolo è molto semplice da spiegare: Microgame è il modo più rapido e flessibile per entrare nel nostro mercato. Il sistema italiano richiede una complessa e impegnativa infrastruttura di “compliance”, sia a livello tecnico che in termini di personale e procedure. Sviluppare o “importare” un'offerta di prodotti conforme e completa richiede molto tempo e impegno. Penso che questo sia uno dei motivi per cui la maggior parte degli operatori internazionali che sono entrati in Italia non hanno avuto il successo in cui speravano. Gli operatori dovrebbero concentrarsi sul mercato piuttosto che impiegare due anni per ottenere la conformità e la certificazione della propria piattaforma. Microgame offre tutto quello di cui un operatore ha bisogno per entrare nel mercato e iniziare ad acquisire giocatori e affiliati, sia attraverso la classica distribuzione online che attraverso la multicanalità». 

 

La maggior parte degli operatori internazionali ha il proprio prodotto e la propria tecnologia che desidera implementare: come potete aiutarli?

«In primo luogo, nella fase iniziale siamo in grado di adattarci alle esigenze del cliente e in seguito possiamo concordare un processo in cui l'operatore può “switchare” la sua piattaforma nel momento in cui diventa certificata, testata e pronta. Offriamo una start-up molto veloce (settimane, ndr) con il portafoglio più completo sul mercato, insieme a persone molto esperte che possono aiutare a risolvere tutte le procedure normative e di conformità. Ma questo è un punto di partenza: la parte finale del processo per i nostri clienti è fare una scelta».

 

Gli azionisti di maggioranza di Microgame sono fondi azionari internazionali: secondo lei, quali sono i punti di forza e di debolezza del mercato italiano per la comunità finanziaria?

«Il principale vantaggio di operare nel mercato italiano è la regolamentazione, che è sofisticata e matura. Un'offerta completa e competitiva, insieme a una tendenza di fondo verso il gioco a distanza (web e mobile), significa che il mercato ha ancora un potenziale di crescita significativa. D'altra parte la concorrenza è piuttosto competitiva e vincere richiede risorse e investimenti significativi. A causa della complessa conformità di infrastruttura, non è facile entrare nel mercato ed essere competitivi senza significative economie locali di scala. Questo è un vantaggio per Microgame, come fornitore di servizi leader nel mercato, perché forniamo agli operatori gli strumenti per superare queste sfide. Infine, dobbiamo convivere con una certa dose di incertezza normativa sul versante terrestre. La gara per le licenze dei negozi di scommesse continua a essere rinviata e speriamo che il prossimo governo riesca a razionalizzare il patchwork delle normative locali in un quadro nazionale coerente. Anche se, si potrebbe obiettare che questo contesto potrebbe indirettamente aiutare il segmento online».

 

Lei è uno dei relatori della conferenza Betting on Football 2018: quale scenario per i bookmaker italiani senza i Mondiali?

«Prevediamo di perdere un po’ di turnover rispetto all'ultima Coppa del Mondo. Quanto esattamente, è difficile da stimare. Anche i margini subiranno un impatto, visto che le scommesse che sarebbero state piazzate sull'Italia potrebbero passare a contendenti più favoriti. Ma l'industria allo stesso tempo perde anche un’opportunità classica di acquisizione clienti: ottenerne di nuovi facendo leva sulla loro fedeltà alla propria squadra nazionale. Per compensare, lanceremo nella nostra rete i Daily Fantasy Sports in concomitanza con la Coppa del Mondo. L'idea è di fornire ai giocatori un diverso tipo di coinvolgimento con il torneo, dal momento che non avranno il loro team per cui fare il tifo. Ci stiamo unendo a una rete esistente e stiamo lavorando per riunire tutti i principali operatori per creare liquidità significativa, che è ciò che è mancato finora. Con sufficiente liquidità, i Daily Fantasy Sports sono un gioco interessante di per sé. Ma lo vediamo anche come un efficace strumento di cross-selling nelle scommesse sportive».

NT/AGIPRO

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