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Ultimo aggiornamento il 19/09/2020 alle ore 20:36

SBC News

09/09/2020 | 16:03

Sbc Summit Barcelona, la pubblicità dei giochi in Inghilterra: tutela dei minori e fari puntati sugli influencer

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pubblicità inghilterra influencer minori

ROMA - Le regole per la pubblicità del gioco – da non confondere con i divieti, che restano un'esclusiva italiana in Europa - e come l’industria può affrontarle. E’ il tema affrontato da Andrew Taylor, capo della regolazione all’Autorità britannica per gli standard pubblicitari (Asa), durante il Summit digitale Sbc di Barcellona. “Il principio di base è che i media hanno regole da rispettare, così come gli operatori. Noi controlliamo le pubblicità offensive  o ingannevoli ma non siamo un ente governativo: facciamo parte dell’industria anche se siamo rivolti verso le istituzioni, in particolare alla Gambling Commission che può irrogare le multe”. Il compito dell’Asa è quindi indicare la strada per un comportamento corretto nelle comunicazioni pubblicitarie in Inghilterra. Non è facile verificare tutti i canali, però, anche perché l’industria del gaming nel Regno Unito è molto presente sui diversi media. I bersagli, per l’Authority, sono dunque numerosi e mutevoli. “Se un articolo è pagato in qualche modo agli editorialisti”, ha detto Taylor, “per noi è da considerare pubblicità. Poi abbiamo la questione degli influencer sui social media, che devono avvertire quando stanno facendo una comunicazione commerciale: se parlano di una partita e poi di una quota di un bookmaker, devono dichiararlo. E’ un panorama così vasto che è difficile controllare tutto, in particolare nella rete. Noi ci muoviamo con l’obiettivo di aumentare il livello di consapevolezza del consumatore e interagiamo con la Gambling Commission, che ha il potere di intervento. Asa fa rispettare gli standard in maniera “light”, attraverso il confronto con gli operatori, ma non è un compito semplice”.  La guerra alle comunicazioni non corrette è aperta: “La pubblicità ha molto a che fare con il buon senso: bisogna essere prudenti, non irresponsabili. Ci sono anche le preoccupazioni finanziarie: non è accettabile promuovere le vincite, può avere un effetto grave sul comportamento delle persone. Ci sono pubblicità in cui si promuove la possibilità di saldare il mutuo della casa grazie a una potenziale vincita e questo non può andare bene”. Taylor ha poi specificato un altro punto cruciale dell’azione delle autorità britanniche: la protezione dei minori. “Non ci deve essere alcun riferimento ai giovani nella pubblicità. Come si fa? Ad esempio evitando che gli spot siano recitati da protagonisti sotto i 25 anni e che messaggi promozionali siano rivolti ai minori di 18 anni. Poi, ovviamente, non ci deve essere pubblicità di giochi nei media che si rivolgono ai bambini. Il target è fondamentale e su questo l’industria deve mostrare maggiore impegno: ad esempio il football ha un range di consumatori molto ampio che comprende anche i giovanissimi, ed è quindi un settore a rischio per chi pubblicizza giochi, mentre siti che si occupano di mutui o di economia in generale rappresentano un target per adulti che può essere compatibile con quel genere di promozioni pubblicitarie”.    

NT/Agipro

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