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Ultimo aggiornamento il 26/10/2020 alle ore 19:01

SBC News

08/09/2020 | 12:04

SBC Summit Barcelona, i guru internazionali del gioco: “Pandemia ha cambiato il mercato per sempre, clienti sempre più digital“

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BARCELLONA - «L’industria sta cambiando, gli operatori che gestiscono i negozi – chiusi durante il lockdown - hanno spinto i clienti verso le piattaforme digital. Per noi è un fenomeno storico e se guardo agli ultimi venti anni, non era mai accaduta una cosa di questo genere. Non è un trend momentaneo, a mio parere: per tornare alle vecchie abitudini ci vorrà tempo, non sarà facile neanche portare i tifosi negli stadi. Tutto va verso il digital».  A tracciare le prospettive dell’industria durante il Summit digitale Sbc di Barcellona è Carsten Koerl, Ceo di Sportradar. Gli operatori devono dunque guardare alle nuove tecnologie e aprire mercati: «Stanno arrivando grandi opportunità: i governi, per la crisi economica, hanno bisogno di tasse. India, Cina, Brasile sono le nuove occasioni in arrivo, i luoghi in cui il quadro normativo sta prendendo forma più rapidamente. Gli Usa poi, come tutti sanno, sono il posto in cui tutti devono stare adesso. Gli Stati Uniti sono come l’Europa di qualche anno fa, c’è un grande dinamismo. Tutto si sta sviluppando attorno al coinvolgimento del cliente, che può usufruire di servizi prima impensabili come lo streaming degli eventi. Quello che il mercato ha capito è che calcio, basket, tennis, possono finire da un momento all’altro per vari motivi: ora tutti hanno implementato prodotti d’emergenza, pronti a subentrare se gli sport maggiori dovessero essere sospesi. Dobbiamo essere pronti a cambiare la strategia dei prodotti in tempi rapidissimi, per questo occorre investire nei canali digitali».

Il lockdown, aggiunge Koerl, è stata un’esperienza traumatica: «Abbiamo chiuso in poche ore il 99 per cento degli eventi che gestivamo e tutti gli sport sono stati sospesi in due o tre giorni. Ci siamo chiesti con le banche come fare a gestire la crisi senza ricavi. Abbiamo usato le nostre risorse, protetto il business e allo stesso tentato di aiutare i nostri clienti, aumentando la copertura degli sport secondari e su quello che aveva resistito alla chiusura. E’ stato uno shock, non ci era mai successo di dover gestire una fase così complicata. Devi essere molto vicino alle persone che lavorano con te, in ogni modo, perché manca l’elemento sociale. Abbiamo mantenuto lo spirito della società, sostenendo anche lo staff che lavora in paesi in cui i Governi non hanno previsto misure per i lavoratori».

Secondo Jason Robins, Ceo del bookmaker americano DraftKings, l’industria ha compreso durante la pandemia cosa funziona e cosa non funziona: «Ciò migliorerà il nostro business. Le prospettive per chi sta negli Stati Uniti non dipendono soltanto dal Covid: abbiamo anche le elezioni e grandi tensioni sociali. Solo pochi giorni fa la Nba si stava fermando per motivi che non erano legati all’epidemia. In ogni caso, dovremo convivere per un po’ con le limitazioni anti-Covid: per noi l’importante è che gli eventi si disputino, aumentando e sviluppando l’esperienza digitale dei clienti». Il periodo di lockdown ha consentito di investire su sport minori come il tennis tavolo, ha aggiunto Robins: «La gente era annoiata a casa, è stato un grande aiuto. Implementare prodotti ha consentito anche al nostro staff di completare progetti concreti, non solo di partecipare alle riunioni su Zoom. Abbiamo investito guardando al momento della ripartenza: era facile distrarsi o farsi prendere dal panico, non l’abbiamo fatto, siamo stati concentrati sugli obiettivi e ora - da un punto di vista finanziario - non siamo stati mai così bene. Lo shock è stato anche un’opportunità: non sono stati creati nuovi trend ma i fenomeni in corso hanno subìto una forte accelerazione. Lo spostamento verso l’online stava già avvenendo, ora è più veloce. Per forza di cose, la gente non viaggia e non esce come prima, quindi – a parte i gravissimi danni economici dell’epidemia – ha maggiore disponibilità per l’intrattenimento. Il business non tornerà mai completamente quello di prima, in ogni caso. Per le grandi compagnie sarà un periodo di grandi sfide», ha concluso. NT/Agipro

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