LISBONA- “Siamo in un mercato in cui si è passati da 400 siti autorizzati a 52 domini per 46 società, quindi tutti sappiamo cosa viene richiesto al concessionario in termini di investimenti per essere conforme. Non è un mercato per tutti. Ora c'è un concessionario unico che risponde all'autorità, mentre prima c'erano oltre 400 domini, e questo garantisce un'offerta molto più chiara anche per i cittadini. Devo dire chiaramente che la struttura del mercato non è stata definita dagli operatori, mentre la progettazione del prodotto sì, ed è per questo che oggi ci troviamo con il prodotto attuale. C'è una gran mole di restrizioni legate alla compliance e di auto-limitazioni: partendo dalla promozione, non possiamo pubblicizzare bonus né strumenti per acquisire clienti in diretta competizione con gli operatori non regolamentati, i quali possono invece promuovere qualsiasi cosa desiderino su tutti i canali che utilizziamo, in particolare sui social network. Questa è chiaramente una concorrenza sleale”. Lo ha detto Fabio Bufalini, Country manager Italia di Stake, nel corso del panel sull’Italia all’Sbc Summit in corso a Lisbona. “Il secondo punto, molto importante, riguarda la customer experience. Le autolimitazioni, le restrizioni di mercato e i limiti di deposito possono rendere più complicata la nostra situazione. Tuttavia, per non essere considerate meri costi di compliance, queste regole devono trasformarsi in punti di forza da spendere all'esterno, in qualcosa che dimostri ai cittadini che siamo operatori regolamentati. L'autorità ci ha offerto un'opportunità in tal senso, ma la mia opinione è che questo aspetto venga ancora percepito solo come un'attività di marketing. Dobbiamo quindi collaborare con l'autorità, magari attraverso una campagna congiunta, per dimostrare che questo mercato è ora più complesso, trasparente e credibile per i clienti.
A mio parere le restrizioni attuali finiranno per ampliare il mercato illegale, a meno che non si realizzi questo cambiamento tutti insieme e in stretta collaborazione con l'autorità”. Commentando il business del multichannel, Bufalini ha detto “la rete dei Pvr è cresciuta notevolmente negli ultimi anni, contribuendo soprattutto a canalizzare l'utenza verso l'online. Tutti i nuovi cambiamenti relativi al cash e ai depositi in contanti sono giusti, ma esistono altre misure che potrebbero aiutarci a proseguire la transizione dal mercato fisico al digitale. Non vedo il futuro della rete fisica come una realtà contrapposta all'online: l'intero ecosistema deve essere considerato come un unico insieme e l'industria deve muoversi in questa direzione di pari passo con le autorità. Le istituzioni dovrebbero supportare i concessionari autorizzati nel contrasto al gioco illegale, dove si può fare molto di più rispetto agli strumenti attuali, come l'oscuramento dinamico dei domini o la creazione istituzionale di una whitelist ufficiale dei 52 domini autorizzati. I Pvr dovrebbero continuare a far parte del mercato, ma dovranno inevitabilmente evolvere all'interno dell'offerta finale”. Secondo Davide Diodato, Ceo di Hbg Gaming, “Il governo, il regolatore e gli operatori hanno fatto un lavoro fantastico, portando l'industria online in una posizione più sicura dopo tutte le problematiche passate. Se vogliamo analizzare il lato critico della riforma, questo risiede ovviamente nella parte che ancora manca, ovvero il retail, e ciò rappresenta un grande problema per l'intero settore e per tutte le strutture di supporto. Non si può far funzionare un'industria gestendo una piattaforma aggiornata e un'altra rimasta indietro di anni: è estremamente difficile farle combinare e farle procedere nella stessa direzione”. Guardando al futuro, Diodato ha detto che “il primo punto di contatto non sarà un negozio fisico, ma un contenuto online, un prodotto, una community o il consiglio di un amico; non si tratterà quindi di un passaggio diretto dall'azienda a Internet. Se lavoriamo insieme e possiamo disporre delle medesime armi tra i vari canali, potremo offrire un valore superiore al cliente per un'esperienza migliore e a beneficio del mercato legale. C'è infatti un elemento che il mercato illegale non potrà mai avere e che noi invece possediamo: la presenza capillare sul territorio”.

Agipronews è anche su Whatsapp! Iscriviti al canale per rimanere sempre aggiornato, cliccando qui: https://whatsapp.com/channel/0029VbBR2Gx23n3m47K2xS1S