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Ultimo aggiornamento il 17/08/2018 alle ore 17:16

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26/04/2018 | 15:55

Tennis Integrity Unit: "Pronti a un'ulteriore stretta contro il match fixing, serve la collaborazione degli operatori del betting"

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Tennis Integrity Unit match fixing

ROMA - Il rischio match fixing nel tennis resta alto, specialmente nei tornei minori; gli organi di controllo internazionali sono però pronti a proseguire la politica di tolleranza zero verso le frodi, anche con misure più decise: è quanto sottolinea la Tennis Integrity Unit, (TIU), dopo la pubblicazione del report provvisorio commissionato all'Indipendent Review Panel (IRP), che rileva ancora alcune vulnerabilità nei tornei e contiene dodici raccomandazioni per rafforzare i controlli e limitare i rischi collegati alle combine.

Il report stima che il mercato delle scommesse globale generi ricavi per 80 miliardi di euro, circa 23 miliardi solo online: il tennis da solo vale circa un miliardo, con la quota di ricavi online che sfiora i 760 milioni.

La TIU - organismo di cui fanno parte le principali federazioni tennistiche (ITF, ATP e WTA) e gli organizzatori dei quattro principali tornei internazionali (Australian Open, Roland Garros, Wimbledon e Us Open) - sottolinea come il report abbia riconosciuto le azioni positive già intraprese per affrontare i problemi legati al match fixing e ribadisce «l’impegno ad affrontare il problema attraverso un'azione ferma e decisa. Condividiamo la posizione della commissione che ritiene come sia fondamentale che l’industria del betting collabori e faccia la sua parte».

Tra le raccomandazioni dell'IRP sono previsti limiti ai dati “live” sull'andamento dei match dei tornei minori, forniti a beneficio dei bookmaker mondiali, oltre a maggiori poteri di controllo e sanzioni più dure per chi sgarra; azioni di prevenzione ed educazione degli atleti e del loro entourage; la creazione di un comitato di controllo indipendente e di un organismo interno per l’analisi e le investigazioni dei flussi sospetti di gioco, oltre alla collaborazione internazionale con le autorità governative, gli organismi di polizia, l'industria del betting e la comunità sportiva più in generale.

«A seguito di una prima revisione della relazione provvisoria, confermiamo di essere d’accordo in linea di principio con il pacchetto di misure e raccomandazioni proposte dall’IRP», che saranno oggetto di «ulteriori e più dettagliate analisi. La nostra priorità immediata è quella di fornire gli input richiesti dalla commissione indipendente rivedendo attentamente, considerando e rispondendo alle dodici raccomandazioni formulate per la consultazione, prima della pubblicazione della relazione finale», conclude la Tennis Integrity Unit.

Nel primo trimestre del 2018 la TIU - anche grazie alla collaborazione degli operatori di gioco - ha individuato 38 match con flussi di scommessa anomali. Fra i match segnalati, 23 sono relativi ai tornei ITF Futures maschili, altri 5 nelle analoghe competizioni femminili, sei gli alert per gare dell’ATP Men’s Challenger, due ciascuno per le coppe Hopman Cup, Coppa Davis e Fed Cup, mentre uno a testa è relativo a partite dei circuiti ATP e WTA. La TIU sottolinea come gli alert nel report rappresentino lo 0,155% dei 24.489 match giocati nei primi tre mesi dell’anno, anche se il tennis nel 2017 - come risulta dall’ultimo report dell’Essa, l’European Sport Security Association - resta lo sport che registra il maggior numero di alert: sui 266 complessivi dell’ultimo anno, ben 160 sono su match tennistici.

PG/Agipro

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