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Ultimo aggiornamento il 07/07/2020 alle ore 14:47

Calcio

14/05/2020 | 16:35

Scommesse, riparte la Bundesliga - Cinotti (Sisal MatchPoint): «Noi bookmaker siamo di fronte a un mondo nuovo: dal fattore campo azzerato fino ai bomber, che senza boato delle curve....»

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ROMA - La Bundesliga riparte sabato. E inizia una nuova era, perchè il calcio al tempo del coronavirus non è e non può essere come il 'calcio di prima'. Porte chiuse, mille sacrosante precauzioni e speriamo che vada bene. Per dirla alla Manuel Neuer: «Sabato avremo tutti gli occhi del mondo addosso». Vero. «Sarà una situazione totalmente nuova, per tutti: tifosi, spettatori, e naturalmente anche per gli scommettitori e i bookmaker», spiega ad Agipronews Cristiano Cinotti, Sportsbook Manager di Sisal Matchpoint. «Fino a ieri, al massimo ci capitava di vedere una o due partite a porte chiuse per qualche particolare motivo, mentre qui siamo di fronte a a un terzo della stagione sportiva, se si considerano campionati e coppe europee, che dovrebbero riprendere in estate». E quello che potrà accadere dal punto di vista dei pesi, le misure e gli equilibri «è assolutamente insondabile. Ci troviamo di fronte a un pallone mai visto prima e a fattori inediti anche dal punto di vista psicologico per chi andrà in campo, gli staff tecnici, gli arbitri. Chiaro come questa incertezza si rispecchi su qualunque realtà, compresa quella dei bookmaker».

Le "partite fantasma", senza pubblico, cancellano l'appeal, certo, ma non è solo sullo spettacolo che dovrebbe incidere lo stadio deserto. L'azzeramento del fattore campo - addirittura micidiale in alcuni casi, come insegna la Juve: 138 vittorie su 164 gare allo Stadium - avrà le sue ripercussione anche nel gioco dei pronostici e delle quote. «La Juve è un esempio classico per descrivere quelle che lo scommettitore - spiega Cinotti - definisce 'basi' per una giocata magari più fantasiosa o articolata. Ecco, con la situazione attuale, dire a qualcuno 'ti mancano le basi' potrebbe assumere un significato diverso...», scherza Cinotti, poi riflette: «Chiaro che in ogni caso squadre del calibro della Juve restano favorite e l'oscillazione della quota rispetto a 'prima' sarà di uno 0,10, massimo 0,20. Chissà, magari all'inizio il fattore campo inciderà il giusto, però poi ripenso a quelle partite in cui la 'grande' parte male e spinta dal pubblico recupera e magari sorpassa l'avversaria. Senza i suoi tifosi come finirebbero quelle partite? E' solo uno dei tanti quesiti legati a questa situazione nuova. E poi mi vengono in mente altri esempi...».

Quali? «Penso alla Lazio che stava andando fortissimo e che all'Olimpico aveva ricostruito una sorta di 'effetto Stadium', trascinata da un pubblico al massimo dell'entusiasmo. Ora che succederà? Io dico che magari sulle quote delle grandi squadre l'incidenza sarà minima, ma questo non vuol dire che le incognite, in alcuni casi anche a favore di chi cerca la sorpresa, possano prendere il sopravvento con il passare dei turni di campionato, in Germania come altrove». Il fenomeno 'porte chiuse' in realtà potrebbe conclamarsi un po' più giù in classifica, secondo Cinotti: «Sì. Penso a quelle squadre di medio-bassa classifica che lottano per la salvezza o la tranquillità definitiva e e che l'80% dei punti li fanno in casa. E questo vale per ogni Paese, Bundesliga compresa. E nell'auspicio che il calcio riparta anche da noi, Lecce, Cagliari o Torino, per fare alcuni esempi, come reagiranno all'assenza di pubblico?».

Parliamo di giocatori. Anzi, di gente tipo Lukaku, CR7, Ibra o Immobile. Quanto peserà il calcio all'ombra del Covid-19 sui grandi cannonieri? «Peserà eccome. Ci sono attaccanti che si 'nutrono' dell'applauso, del boato, dell' 'ooooh' di meraviglia per una giocata. Quante doppiette o triplette sono nate grazie all'”effetto curva” sul morale del giocatore? Come reagiranno quelli che dagli spalti traggono linfa realizzativa? Questa è un'area totalmente incerta, perché poi vedremo chi ne risentirà e chi no ed è chiaro che questo fattore potrebbe cambiare completamente il quadro di alcune scommesse, come quella del 'marcatore si/no' o del 'primo marcatore'», spiega lo Sportmanager di Sisal Match Point. C'è poi il caso dell'Inghilterra, che pensa al campo neutro per arginare il rischio contagio, un fattore che potrebbe influire sull'andamento dei match e di conseguenza sullo sviluppo dell'intero campionato. «Certo perché il fattore campo non è solo contare sui propri tifosi, ma anche confidenza con il terreno o mantenimento delle proprie abitudini. Dover viaggiare per affrontare la partita, anche se sul calendario è segnata come casalinga, potrebbe ingenerare nella testa dei calciatori una sorta di 'effetto trasferta'. E poi, non tutti i terreni di gioco sono uguali: ci sono quelli più larghi, quelli più stretti. E se venissero a mancare questi elementi il fattore campo si azzererebbe del tutto e questo avrebbe i suoi riflessi sulle scommesse e sulle quote. E allora la sfida tra un bookmaker e uno scommettitore assumerebbe i contorni di un derby infinito nel quale, è storia nota, tutti i fattori vengono azzerati».

FT/Agipro

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