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Ultimo aggiornamento il 22/10/2020 alle ore 20:37

Calcio

29/04/2020 | 12:15

Scommesse – Bundesliga, Liga e Premier provano a ripartire, la Francia dice stop e in Italia il calcio accusa il governo

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ROMA - La Spagna ci prova. La Bundesliga cerca la svolta, la Francia ha detto stop ma con riserva. E poi c'è la Premier che accelera. E qui da noi? Lo scontro tra calcio e governo è ormai all'ordine del giorno e al centro del mirino c'è il ministro dello Sport Vincenzo Spadafora, accusato da club e Assocalciatori di aver portato avanti un'azione definita «discriminatoria». Come? Consentendo gli allenamenti individuali a sport professionistici e 'atleti di interesse nazionale' ma non ai prof del pallone, rinviando la ripartenza delle sessioni di training del calcio nei centri sportivi dei club al 18 maggio. E la Lega di A si chiede, ad esempio, per quale motivo la Pellegrini o Fognini possano allenarsi in solitario blindati nei loro centri sportivi e non possano farlo, rispettando distanze e protocolli, i loro tesserati.

Nel frattempo, in Europa si cerca di ripartire. Oltre le polemiche, i sospetti e, come ha scritto l'Assocalciatori - il sindacato dei giocatori - in una nota, giudicando il provvedimento del governo verso il pallone: «discriminatorio, prima ancora che illogico» chiedendosi come: «non veda quanto sia più pericoloso fare attività individuale nelle zone cittadine e su superficie inidonee», piuttosto che nei controllatissimi centri sportivi. Il tentativo di ripartenza nei vari Paesi però - è fin troppo scontato - sarà subordinato a ciò che accadrà nelle prossime settimane con il coronavirus.

SPAGNA Ieri è arrivata la svolta. Il premier Pedro Sanchez ha ufficializzato la ripartenza del pallone concepita in quattro diverse fasi. il 4 maggio i calciatori potranno tornare ufficialmente nelle sedi dei club. Lì, partirà l'iter dei test medici – tamponi, idoneità ecc. - e subito dopo gli allenamenti individuali per due settimane. Poi dal 18 maggio e se tutto procederà per il meglio partiranno gli allenamenti a gruppi di almeno sei giocatori e nell'ultima fase si procederà ad aumentare la composizione degli stessi gruppi squadra. Proprio ciò che chiedevano Lega di A e Figc e che è stato incomprensibilmente negato. Dunque, se tutto andrà bene dal 1° giugno partiranno i ritiri e al 12 giugno la Liga dovrebbe riprendere ufficialmente.

BUNDESLIGA Le squadre si stanno allenando da diverse settimane. La Federazione tedesca e la Lega hanno già detto ufficialmente che la ripartenza è pronta. Domani andrà in scena l'atto decisivo e cioè l'incontro tra i vertici del calcio tedesco e Angela Merkel per l'eventuale, atteso via libera. Dovesse arrivare, la Bundesliga potrebbe e dovrebbe ripartire tra metà maggio e la fine del mese.

FRANCIA Sì, no, forse ad agosto. Forse a settembre. La ministro Roxana Maracineanu non è mai stata per la ripresa del pallone e alla fine, ieri, il premier Edouard Philippe ha dichiarato chiuso il campionato francese. Gli sport professionistici, "in particolare il calcio", non riprenderanno dall'11 maggio, fino al prossimo settembre. Il premier lo ha annunciato ufficialmente ieri all'Assemblea nazionale il piano delle riaperture. Philippe ha chiarito che il rischio di una seconda ondata della pandemia "autorizzerà solo la ripresa dello sport su base individuale ma non dello sport collettivo". L'ipotesi, adesso, è che si possa ripartire a settembre facendo slittare in avanti la Ligue 1 e 2. Soluzione difficile da praticare, nonostante la Federazione francese tema il fallimento di diversi club. 

INGHILTERRA Pronta a ripartire. Sono stati appena stanziati 4 milioni di sterline per 26mila tamponi da effettuare due volte la settimana, in ciascuna delle 20 squadre di Premier League. I tamponi (il 1° maggio sarà definito il protocollo medico) rappresentano il punto cardine della ripartenza inglese, che secondo i piani di federazione e Lega, dovrebbe arrivare il 13 giugno.


GLI ALTRI Anche il Portogallo fa le prove di ripartenza, mentre Belgio e Olanda hanno detto stop. Il calcio Oranje potrebbe però aprire ufficialmente la stagione dei tribunali e dei ricorsi che si annuncia caldissima in tutta Europa. Dopo la decisione della Knvb, la federazione olandese, di bloccare definitivamente la Eredivisie e i campionati professionistici, Utrecht, Cambuur e De Graaschap hanno presentato reclamo ufficiale, preparandosi ad azioni legali nei confronti della Federazione. Lo stop ha congelato a classifica senza assegnare il titolo e indicando Ajax e AZ quali partecipanti alla prossima Champions League, con il Feyenoord che andrà in Europa League mentre Psv e Willem II si giocheranno l’ingresso ai preliminari. L’Utrecht annuncia il ricorso: era sesto e finalista in Coppa d’Olanda ma resterà fuori dalle competizioni europee. Il blocco di promozioni e retrocessioni ha invece innescato la reazione di Cambuur e De Graafschap, prima e seconda nella classifica di Eerste Divisie (la B olandese) ma bloccate dallo stop nella corsa verso una sicura promozione.

 

(Foto di Jose Maria Mondejar Martinez da Pixabay)

PF/Agipro

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